Cattiva ragazza di Justine Lévy

3.10.2015

Bello questo libro, scrittura tagliente e come dice Vanity Fair senza sconti per nessuno. Un libro che ti scorre nelle vene, la lettura scorre veloce anzi vorresti leggere più veloce di quanto riuscissi a leggere, parole come schegge, sentimenti che conosco fin troppo bene dalla morte di mia mamma. In questo libro la storia di una ragazza sposata con un’attore, una coppia felice, ma con una madre in fin di vita a causa di un cancro. Morirà. La mia, di madre se n’è andata da un momento all’altro, al mattino al telefono a parlarsi di come si addobberà l’albero di Natale e la sera a piangersi per la morte improvvisa. Come crederci che qualcosa di così doloroso possa esserci in questa vita normale, che le disgrazie capitino solo agli altri, che il dolore per una madre morta non si spegnerà mai e poi mai. Io già madre di due figli e con uno in arrivo, ancora minuscolo ma una vita dentro me stava già crescendo e nello stesso una vita si è spenta. Il dolore, rimane solamente dolore e non lo capirò mai.

  
Questo libro parla di una morte lenta, annunciata che si sa già che succederà prima o poi. Peggio di una morte all’improvviso? Comunque in tutti e due casi c’è la morte, la morte della propria madre e non si capisce il perché, perché proprio a me? Perché sono senza mamma? Perché la gente che mi ciroconda parla sempre e solo della propria madre che odia o che ama o che s’incontreranno per bere un caffè o che verrà a prendere i bimbi per portarli a fare un giro? Penso solo ad una cosa, io la mia mamma non la vedrò mai più, non potrò più litigarci, non potrò più fare passeggiate con lei, non potrò più alzare la cornetta e telefonarle e raccontarle della giornata, non sentirò più i suoi consigli. Una madre è una madre, punto e basta. Io l’ho persa e non ritornerà mai più. A volte ho voglia di spaccare tutto, ho voglia di gridare alla gente che non me ne frega più niente se sto simpatica o no o se piaccio o no. Ho voglia solo di essere me stessa, la vita è corta, la vita se ne va e bisogna viverla giorno per giorno, dire quello che si pensa senza pensarci troppo. Prima o poi tutti capiranno.

  
Cattiva ragazza lo sono anch’io per tutte le volte che non ho chiesto scusa a mia madre, per tutte le volte che non l’ho abbracciata, per tutte le volte che non ho detto grazie per tutte le volte che non le ho detto che le volevo bene per tutte le volte che non le ho detto che è la più bella mamma dell’universo,  un’infinità di cose che avrei voluto fare e non ho fatto per tutti i sorrisi dei miei figli che non ha vissuto, per tutto.

La vita è crudele, ma per non sprofondare bisogna solamente imparare a conviverci ma basta una scintilla per riportare tutto alla luce anche solo per una piccola cosa.

Mamma.

Cattiva ragazza

di Justine Lévy

Frassinelli

Titolo originale: Mauvaise fille

Traduzione di Antonella Viale

Pag 185

2010

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