#augustbreak2017 day 3 ROSES

Non sono riuscita a postare ieri perché era il mio compleanno e sono stata un po' lontana dal telefonino! Ieri ho fotografato questa rosa rossa dal giardino di casa mia. Girando per il giardino mi sono accorta di quanto lavoro mi aspetti nel orto. Le erbacce si sono fatte strada, ho ancora da seminare i ravanelli/rape nere che mi sono promessa di far crescere, la zucca sembrerebbe patire il caldo e ha bisogno più acqua, insomma tanto lavoro ma dovrei ricominciare a mettere la sveglia alle cinque perché ora è già caldo per lavorare fuori!
Vi auguro una buona giornata
Tornerò presto con altri post!

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Ritornare

Ritornare a scrivere è dura, sopratutto quando quello che avevo in mente di fare è andato un po’ a rotoli. Un libro al giorno non ci sta più, pensavo di fare una pausa a dicembre ma è stata la mia rovina, ricominciare è dura. Era così naturale per me leggere un libro ogni giorno ora mi pesa leggere due pagine, non so cosa sia capitato, forse ora mi sono prefissata altre priorità o non ne sento più il bisogno di leggere così tanto. Comunque la mia passione per la lettura resta, e tornerò sicuramente a parlare di libri ma anche di altro.

Ripensavo un po’ alla follia di aver cancellato tutti i miei vecchi blog; sono emotiva, quando mi incavolo, divento triste o per qualunque cosa mi prenda reagisco facendo qualcosa di drastico. Tagliandomi i capelli, cancellando i miei blog; dando dei tagli netti, come se il fatto rimettesse a posto quello che non va. Poi ci si pente e si torna di nuovo in depressione. Fino a quando di cose da tagliare non ce ne sono più.

Poi bisogna tirarsi insieme, non lasciarsi andare e ricominciare.

Penso alle cose belle che mi sono capitate in questi giorni e subito mi ritorna la speranza, la vita può essere di nuovo bella e serena.

 

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Questa è Luna, una gatta desiderosa di coccole e di tanto affetto. Appena entrata a far parte della nostra vita.

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Una torta di mele vegan e senza glutine che a mia sorpresa è riuscita buona buona.

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Una fotografia scattata così a caso, senza nemmeno pensarci troppo ma guardandola bene mi sono accorta che potrei scriverci un libro per tutte le cose che riesce a suscitare. Una fotografia con dentro tanto, cose che amo (pure persone). La prima cosa che ho notato è il riflesso di una casa, la casa dove tantissimi anni fa abitava mia nonna con mia mamma piccolina, immagino le strade non ancora ricoperte di asfalto, mia nonna affacciata alla finestra che mi saluta, presente e passato che si uniscono senza mai essersi incontrati. Le vecchiette del paese quando le incontro in giro per il paese, mi raccontano spesso di mia nonna, sopratutto delle buone crostate e torte che preparava oppure di quando i ragazzini andavano a rubarle le bacche che aveva in giardino. Queste cose le vedo come se le avessi vissute, forse sarà il fatto di abitare nello stesso paese e nelle stesse case dove mia nonna ha vissuto. Abbandonando il riflesso della casa si vede un pezzetto della nostra casa, la cucina con la saletta, i locali dove si passa più tempo; la cucina per cucinare e la saletta per mangiare, per riposarsi con un buon libro davanti al fuoco, giocare con i bambini, chiacchiere, ecc… In primo piano invece le belle inferiate che adoro e le orchidee, non sono i miei fiori preferiti ma sono quelli che più riesco ad accudire, fioriscono sempre che è una meraviglia. Per ultimo un po’ sfumati ci sono io che fotografo la finestra ma anche il mio piccolino di cinque anni…tutti insieme in una fotografia; passato e presente uniti per sempre. Mi piace.

Mi fa strano scrivere un post che non parla di libri, ma in fondo ho aperto questo posticino perché ne sentivo il bisogno e non pensavo proprio di parlare di libri. I post futuri saranno a sorpresa e penso che sorprenderanno pure a me.

Vi auguro di passare un felice weekend.

 

Doppio sogno di Arthur Schnitzler

10 gennaio 2015

 

Forse non tutti sanno (io per esempio non lo sapevo) che da questo libro, Stanley Kubrick ne ha realizzato un film “Eyes wide shut” con il bellissimo Tom Cruise e Nicole Kidman. Il film è del 1999 e l’avevo già visto ma non compreso poi così tanto bene. Ieri durante la giornata ho letto il libro e alla sera, dopo aver messo (con fatica) a letto i figli mi sono guardata il film (che tra l’altro è anche lungo). Personalmente ho adorato sia il libro che il film. Il libro è stato scritto da Arthur Schnitzler nel 1925 e il protagonista della storia è Fridolin, un dottore sposato con una donna bellissima di nome Albertine e hanno una bambina di sette anni (mi sembra), vivono nella Vienna del XIX secolo. Il film invece viene ambientato negli anni 90 e i protagonisti cambiano nome, lui diventa Bill Harford e la moglie Alice.

Il libro racconta la storia di una coppia (quella di Fridolin e Albertine), più precisamente la crisi di una coppia, sogni di tradimento vengono raccontati, occasioni di tradimento vengono a crearsi, gelosie e non gelosie. Il libro è basato su questo, sulla coppia e il tradimento. Un tradimento mai avvenuto se non in sogno, un sogno che la moglie racconta al marito. Il marito ne rimane turbato e gli si presenterà diverse occasioni, per un tradimento verso la moglie che invece lo ha sognato, un sogno dove lei lo tradiva e lo derideva. Ma non riuscirà mai ad arrivare all’atto del tradimento . Non voglio svelarvi proprio tutto, ma vi voglio ugualmente riportare un pezzetto del libro, anzi il finale. Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di leggere prima il libro e poi tornare a trovarmi ma se siete curiosi continuate pure 🙂

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(screenshot dal film)


 

<<che dobbiamo fare, Albertine?>>

Lei sorrise, e dopo una breve esitazione rispose: <<Ringraziare il destino, credo, di essere usciti incolumi da tutte le nostre avventure…da quelle vere e da quelle sognate>>.

<<Ne sei proprio sicura?>> chiese Fridolin.

<<Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità>>.

<<E nessun sogno>> disse egli con un leggero sospiro <<è interamente sogno>>

Albertine prese la testa del marito fra le mani e l’attirò a sé. << Ma ora ci siamo svegliati…>> disse <<per lungo tempo>>

Per sempre, voleva aggiungere Fridolin, ma prima ancora che pronunciasse quelle parole, lei gli pose un dito sulle labbra e sussurrò come fra sé: <<Non si può ipotecare il futuro>>.


Nell’edizione che ho trovato in biblioteca alla fine del racconto ci sono delle interessanti e utili note di Giuseppe Farese.

Un libro da leggere assolutamente, come pure la visione del film! Il libro mi ha talmente presa che lo comprerò da tenere a casa  per poterlo rileggere.

Doppio sogno 

di Arthur Schnitzler (1862-1931)

Adelphi Edizioni

Titolo originale: Traumnovelle

pag 114

Love Story di Erich Segal

8 gennaio 2016

(SE NON AVETE ANCORA LETTO O VISTO IL FILM SPOILER!!!)

  
 
Non so se ho ricominciato veramente con leggere un libro al giorno, ma oggi sul divano dinnanzi ad un bel fuoco mi sono letta questo libro. Il film è uscito per la prima volta per San Valentino, precisamente il 14 febbraio del 1970 e non ero nemmeno nata e molto probabilmente pensata. Il film l’ho adorato come pure la colonna sonora. Non sapevo dell’esistenza del libro fino a giovedì, giorno in cui mi reco di solito in biblioteca alla ricerca di libri.

  
 
Non ricordo quando è stata la prima volta che ho visto il film, ma mi ha incantato con la sua colonna sonora e la storia anche se drammatica. Insomma i film che finiscono sempre bene dopo un po’ annoiano e non rimane niente. Love Story dopo tutti questi anni è rimasto con me, non so se è anche stato per la musica veramente stupenda.
 
Povertà e ricchezza. Salute e malattia. Amore sconfinato. Amore che finisce.

Amare significa non dover mai dire: mi spiace.

Il libro  termina così con questa frase che a volte mi ritrovo a pensarla o anche a dirla. Essere capaci a non arrivare a mai dire mi dispiace è cosa da pochi. A volte le cose ci sfuggono, non le vediamo e poi quando ce ne accorgiamo è troppo tardi. Troppo tardi per dire mi dispiace, il tempo è passato. Rimane solo il dolore.

  
Love Story è così, non è una storia d’amore tutta con parole dolci ed effusioni romantiche. In Love Story l’amore arriva dove non ci si aspettava che arrivasse, dove due ragazzi così diversi si innamorassero. L’amore arriva, ti pugnala e non puoi più farci niente. È lì e la senti. Nel tuo cuore, nella pancia. L’amore in Love Story ti trascina dentro in una storia vera, due ragazzi si amano e anche se sono diversi, uno ricco e l’altra povera con genitori con delle aspettative, loro continuano ad amarsi. Sono giovani e si sposano. La povertà non fermerà il loro amore. Ma quando le cose cominceranno andare meglio lei si ammalerà. Una malattia che la farà morire presto, pochi mesi le resteranno da vivere. Ecco l’amore finisce lì. Con la morte. Non è giusto, ma è così. Così che succede in Love Story. Una storia d’amore così intensa e viva che non penseresti che potrebbe finire. Invece, purtroppo finisce.

Ma il bello di questo libro o meglio film (visto che ho amato di più il film) è che ti fa rendere conto della vita, la nostra vita; non quella dentro un film. La vita reale, quella che ti fa vedere la felicità ma poi te la può anche togliere. Alla fine passiamo tutta la vita a rincorrere questa felicità, che continua a sfuggirci di mano. Alla fine moriamo pure noi, presto o tardi. Amici, amori, parenti. Tutti moriamo che siamo stati felici o no.

Per me il 2015 è stato un anno duro, tosto. Nella famiglia, nell’amore, un po’ in tutto. Andava male, poi mi riprendevo e poi tac! Di nuovo in fondo. Un su e giù continuo. Un su e giù che però mi ha portato ad essere più forte e anche con nuovi pensieri e obiettivi. La vita è una sola e dobbiamo essere capaci di viverla, anno dopo anno, felici o non felici.

Da piccola sono stata fortunata, avevo dei bravi genitori. Ogni giorno avevo la possibilità di vedere i miei nonni, tutti e quattro. Ogni Natale sotto l’albero c’era una marea di regali, per noi, per tutti. La povertà, la cattiveria non sapevamo nemmeno cos’era. Eravamo felici. Poi si cresce, pure i genitori crescono, come pure i nonni; poi quest’ultimi cominciano a morire, uno dopo l’altro. Cominci a renderti conto che non è per sempre la felicità. Che bisogna cominciare ad accettare la perdita, il cambiamento. Poi continui a crescere, un incidente improvviso ti porta via un genitore. Il mondo come prima lo conoscevi non esiste più. Il terreno sotto i tuoi piedi non è più stabile. Ti senti sola anche se sola non lo sei. Prima accettiamo che in questa vita nulla vivrà per sempre meglio sarà. Dobbiamo imparare a goderci e vivere bene i momenti belli che la vita ci regala. Accettare i momenti bui e trarne la forza necessaria per affrontare i prossimi.

Forse mi sono allontanata un po’ troppo dallo scopo del post, ma in fondo voglio pure scrivere le emozioni che un libro mi lascia. Sarò anche un po’ pessimista oggi ma come possiamo non esserlo, a volte.

Oggi non vi consiglio solo il libro ma anche il film, che se ancora non l’avete visto vi consiglio la visione. La lettura è un po’ spiccia e per questo il film è meglio!

Love Story

di Erich Segal

Editore: Garzanti

Prima edizione: gennaio 1971

pag 134

Traduzione di Maria Gallone