Buona domenica

Volevo solo augurarvi una buona domenica, anche se è già quasi terminata! Ho cambiato un po' il "look" al blog, sinceramente ne cercavo uno tutto colorato ma effettivamente quando mi capita di trovarmi su un sito troppo colorato non ci rimango molto, così ho deciso uno sfondo tutto bianco e riscritto la pagina About, aggiungendo tutti i vari link che mi riguardano (instagram, pinterest, ecc…), le altre pagine sono rimaste invariate. Come widget ho aggiunto i post più letti, aggiunto nuovi link a blog molto carini e cambiato un po' la disposizione di tutti i widget!

Per il resto sto passando una domenica tranquilla, aspettando un po' di pioggia che rinfreschi l'aria.

In questi giorni sto leggendo i seguenti libri:

Il domatore di leoni

This savage song

Luglio è quasi terminato e dovrò mettermi a scrivere i post riguardanti ai preferiti del mese come alle letture del mese! Ho pure in mente di scrivere un post di un film visto proprio ieri! Non una novità ma un film visto e rivisto da quando ero una ragazzina. Poi non vedo l'ora di inaugurare la rubrica dei libri presi in biblioteca, ma sarà sicuramente ad inizio settembre! Ah un post su una graphic novel appena letta veramente stupenda e uno sul mio nuovo kindle! Per oggi è tutto, non avevo molto da dire ma volevo lasciare un saluto a tutti voi!

A presto e a risentirci ad un prossimo post!

 

 

Nuove rubriche a luglio

Oggi ho avuto la brillante idea di dare un po’ di novità al blog, ho deciso che per tutto il mese di luglio di pubblicare un post al giorno (più o meno), almeno tre o quattro alla settimana. Non so se ci riuscirò, ma ho avuto questa idea e voglio metterla in pratica. Quando leggevo un libro al giorno, mi piaceva scrivere un piccolo post riguardante la lettura fatta in giornata, era certo si un bel impegno ma il fatto di tenere un diario delle letture e sullo stato della “sfida” mi piaceva. Ma finito questo intenso tour libresco ho smesso di scrivere con costanza sul blog e un po’ mi è dispiaciuto e ancora adesso scrivo quando ne ho voglia o quando ho qualcosa d’importante da condividere. Ma ieri sera mi sono venute alcune idee, leggendo alcuni blog, ascoltando alcuni video ma anche dalla mia fantasia. Mi sono scritta tante bozze di cose che vorrei condividere, un mix di robe, libri, videogiochi, cibo, foto, film, insomma un po’ tutto, e alla fine di luglio deciderò con quale rubrica continuare o quali smettere e sopratutto riuscire a organizzare un calendario editoriale, rubriche settimanali, ecc…insomma strutturare un po’ meglio il blog! Come l’ho fatta lunga con questo post per dire due cose!!!! Anzi potevo anche non scrivere nulla e pubblicare e basta :-))))

Un lavoro vero e proprio non ce l’ho e potrei dedicare un po’ piÙ di tempo al blog, anche se ora i social vanno meglio ma io preferisco ancora leggere articoli nei vari blog!

Detto questo i prossimi post saranno (non in ordine di comparsa):

  • le letture nel mese di giugno
  • una recensione di un libro
  • un post su un videogioco
  • i preferiti nel mese di giugno

Per ora è tutto, ora volevo andare a giocare ma la tv è occupata e penso che cercherò un libro da iniziare (non sempre è semplice decidere cosa leggere, soprattutto quando vuoi leggere libri che non hai!!!) e poi sistemerò un po’ la mia scrivania (sempre in disordine).

Buon pomeriggio a tutti voi!

 

 

 

Letture e scrittura e un po’ di Henry Miller


Ieri sera mentre me ne stavo per andare a dormire, dopo la mezzanotte, orario per me insolito, mi era venuta una voglia di scrivere, scrivere di libri. Ho iniziato a leggere I libri nella mia vita (anche se io continuo a dire della invece di nella) di Henry Miller, scrittore di cui io non ne so niente, non lo conoscevo e non so e non ricordo di come ho fatto ad arrivare a questo libro. Erano giorni che le letture non mi soddisfacevano e dopo averne iniziati e abbandonati diversi ho preso in mano questo libro, nello scaffale da alcuni anni (sicuramente), me lo sono fatto prendere da mio padre, lui si reca abitualmente a teatro a Milano e ogni tanto gli chiedo di cercarmi qualche libro. Sono arrivata nemmeno alla centesima pagina di questo libro, ma me ne sono già innamorata, mi piace come scrive, mi piace il suo approccio alla vita e alla lettura. Felice che il libro sia mio e non della biblioteca, matita in mano sono libera di sottolineare e scrivere a margine i miei pensieri. Già nella prefazione ho sottolineato vari passaggi, continuando con la lettura ne ho potuti sottolineare altri e sicuramente continuerò fino alla fine.

È la prima volta che leggo un libro che parla di libri, anche se non è proprio vero, in versione ebook (si dice così) anche se non sono in possesso di un e-reader, presi alcuni anni fa “Curarsi con i libri“, è piuttosto una lista di libri da prendere e leggere se si è afflitti da qualche “malanno”, ogni libro è come una pillola. Ma questo che sto leggendo ora di Miller ha qualcosa in più, parla dei libri che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita, i libri che gli sono rimasti dentro, i libri che lo hanno segnato, ma scrive anche dei suoi incontri con i vari scrittori, ne descrive così bene, così profondamente che quasi mi commuove; la sua scrittura è sincera ed è forse quello che mi sta colpendo di più in questa lettura. Non ho mai letto niente di Miller anche se conosco per nome Tropico del cancro (me lo ricordo nella libreria in casa dei miei genitori ed ero una bambina, non so come faccio a ricordarmi di questo libro), ma per me questa è la prima lettura di questo stupefacente scrittore. Arrivata ad un certo punto mi sono chiesta se fosse ancora vivo, nella mia testa ci speravo tanto, perché leggendo le sue parole mi ci sono così affezionata da pensare di potergli scrivere appena avessi terminato la lettura, per fargli sapere di quanto il suo libro mi avesse stimolato. Con mio grande dispiacere (anche se da come scriveva potevo immaginarmelo) leggo che è morto da diverso tempo, se n’è andato quando io sono nata, morte e vita, questa cosa mi ha legato ancor di più a questo libro, a questo personaggio a me ancora un po’ sconosciuto ma che già mi ci sono tanto affezionata. Nato nel 1891 e la sua scrittura mi sembra  di uno scrittore contemporaneo.

La prima cosa che ho sottolineato è stata nella prima pagina, nella prefazione, lui scrive:

…bisognerebbe leggere sempre di meno, e non sempre di più…sono ben lontano dall’aver letto quanto uno studioso, un topo da biblioteca, o quanto un uomo “colto”, e tuttavia ho letto indubbiamente almeno cento volte di più di quanto avrei dovuto leggere per il mio bene. …Sono davvero pochi quelli che vivono con saggezza e pienamente.

Già questo mi ha fatto pensare a quello che scrivevo in questo post, dove mi rendevo conto che era una follia voler leggere tot libri in un anno, quando guardando le letture di chi partecipa a queste “challenge” sono sopratutto libri “commerciali”, graphic novel, ecc…e mi sono detta: Ma davvero tu vuoi leggere questi libri? Prendere qualsiasi libro per arrivare a 100 libri letti in un anno? Guardare le pagine per vedere in quanto tempo riusciresti a leggerlo? Leggere libri che leggono tutti e che tutti ti consigliano di leggere e poi ti accorgi che sono quei libri che si trovano in tutti i super magazzini in bella vista? Ho cominciato a pormi delle domande, a pensare cosa significa per me la lettura. E ho iniziato a vedere i libri in un altra ottica, non voglio leggere un libro perché 50 “booktuber” ora consigliano di leggerlo, ma voglio leggere un libro perché sento che quel libro fa per me, magari è un libro che nessuno ha mai letto, che nessuno si sogna di leggere, è li che prende polvere o forse è li che aspetta solo te per farsi leggere, perché lui sa che è per te. Per me ora la lettura non è più una brama di leggere, ma è qualcosa di più; anzi sono io a ricercare qualcosa in più dalla lettura. Voglio leggere questo libro perché sento che fa per me, non perché un milione di persone l’hanno letto. La lettura di un libro deve entrarti dentro, deve scuoterti l’anima, ti deve far bene ma anche male.

Ritornando a Miller lui ci parla non solo delle sue letture ma della sua scrittura, dei suoi libri, di cosa per lui significhi scrivere, consiglia persino alcuni scrittori che scrivono per altri scrittori, nel senso che scrivono libri in maniera naturale, mettendoci tutto quello che sanno, la loro vita, i loro pensieri, tutto…i scrittori che sanno o meglio dire che hanno il coraggio di metterci l’anima in quel che scrivono. Ci mettono la loro vita, nuda e cruda.

So per certo che leggendo questo libro imparerò tantissimo, anche perché leggendolo mi accorgo che sono anche i miei pensieri, mi ritrovo a scrivere a margine di uno scritto : Quello che succede a me! oppure: Pure io la penso così! Come se quelle frasi le avessi potute scrivere io, ma per qualche ragione sono ancora incastrate in qualche parte della mia mente. Come per esempio questo altro passaggio del libro:

….per qualche istinto perverso, nel momento in cui mi lancio in un nuovo libro, mi prende la smania di fare una quantità di altre cose – non già, come spesso è il caso, per il desiderio di sfuggire all’impegno dello scrivere Ma perché sento di poter scrivere e fare altre cose. Quando ci prende l’impulso creativo, tale almeno è la mia esperienza – si diventa creativi contemporaneamente in tutte le direzioni.

Questa cosa succede pure a me, mi sono sempre sentita diversa e sola, non capisco alcune cose del mio comportamento, non capisco chi sono veramente io, chi diventerò e sopratutto cosa farò da grande.

Questo impulso creativo che mi succede anche quando sto cucendo, in quel momento lì la mia mente comincia a girare, e comincio a dirmi ah si dopo voglio fare questo e quello. Tante cose, che poi nel mio caso si fermano, la vita terrena, il presente, le persone accanto a me mi fanno capire che devo scendere dalla mia fantasia, la mia nuvola che la realtà è fatta di ben altro, di doveri e cose da fare e lì a me tutto si spezza e mi sento svuotata.

 

Ritornando a parlare degli scrittori che Miller consiglia è Cendrars, e una frase mi è piaciuta particolarmente.

Tu dai tutto ciò che si può dare. Non è colpa tua se la tua più intima essenza sfugge a ogni scrutinio.

Miller classifica Cendrars che tra l’altro è stato anche un suo amico, uno scrittore per scrittori perché per lui è uno da cui uno scrittore ha molto da imparare da Cendrars.

Per scrivere, bisogna essere dei posseduti e degli ossessi. Che cos’è che possiede e ossessiona Cendrars? La vita. Egli è un uomo innamorato della vita – et c’est tout.

Questo suo modo di parlare dei suoi amici, scrittori libri mi emoziona tantissimo, comincio a capire cosa significhi essere scrittori ma anche lettori. Starei qui a trascriverei tutti i passaggi che mi sono piaciuti fino ad ora ma mi fermo qui, anche perché sono ancora solo all’inizio di questa preziosa lettura. Una lettura che cambierà il mio modo di approcciarmi alla lettura ma anche alla scrittura.

Di questa lettura ne parlerò ancora, anche perché ho bisogno di scrivere di questo libro, non so se a spezzoni come questa prima parte o a termine del libro un post a se. Avanzando con la lettura vedrò cosa sentirò di dover fare.

Di mente e cibo


Non sono svanita, ci sono ancora, le letture proseguono a rilento, la vita ancor di più. Da una settimana a questa parte che mi sento stanca, priva di vita e di gioia. Tutto accade sempre da un momento all’altro, un momento sei felice e quello dopo senti il mondo crollarti addosso.  Il percorso che ho intrapreso di disegno e quello della Cameron, procedono a rilento pure loro, unica cosa che riesco a fare è scrivere ogni mattina tre pagine intere a mano. All’inizio scrivevo cose senza senso, cose da fare, lamenti, rimpianti, sogni…poi da un giorno all’altro ho iniziato una storia, un po’ troppo smielata per i miei gusti, non leggo mai storie d’amore, ma mi sono ritrovata lì a scrivere di questo grande amore. Per una settimana ho scritto su questa storia, ogni particolare, ogni gesto, ogni sentimento l’ho descritto nei minimi particolari, le parole uscivano da sole, senza nemmeno doverci pensare. Di giorno mi chiedevo cosa questo potesse significare, forse la mancanza dell’affetto, dell’amore quando nasce, quando ancora è tutto così scintillante, quando esiste solo la coppia e l’essere coppia, sorridersi, accarezzarsi, scoprirsi…forse si mi è salita un po’ di quella nostalgia e da lì è nata questa storia. Ho scritto appunto per qualche giorno, poi mi sono scontrata con me stessa, mi sono detta ma che cavolo scrivi? Dove vuoi arrivare? Come farai a renderli così felici fino alla fine della storia? Non è reale, così per due giorni ho smesso completamente di scrivere poi ho ripreso cercando di scrivere altro, cercando altre storie, altri spunti per poter scrivere ma la mia mente continua a tornare nel voler vivere quei momenti di primi appuntamenti.


Vorrei poter aver il tempo di poter scrivere anche di giorno, magari provando sul portatile, ma scrivere a mano mi riesce decisamente meglio, almeno per ora.

Ultimamente ho perso pure l’appetito, non so bene da cosa è partito, ma mi ritrovo a mangiare solo foglie di insalata e pomodori, al mattino un bicchiere di latte di riso…il resto è diventato estraneo, io vorrei mangiare, ho voglia di mangiare, ma appena metto in bocca un po’ di riso o pasta, il corpo o la mente lo rifiuta, mi sembra di mangiare cemento, non mi sembra commestibile, e non riesco a mangiare, non passa giù, se ci provo mi viene da piangere per lo sforzo. Sono in conflitto con il cibo, non voglio dimagrire, non voglio fare diete, è qualcosa di psicologico. Non so spiegarmi bene, ma so che ne devo parlare, perché se tengo dentro tutto questo so che peggiorerà. Anche perché un po’ mi spaventa, mi è già capitato di fare digiuni o di non mangiare alcune cose per un motivo, perché mi facevano male, o per perdere qualche chilo. Ma ora è diverso ora non ho nessun motivo, tranne quello sforzo di combattere la fame, quella voglia di non mangiare pur lottando con l’altra parte che vorrebbe mangiare ma che se ci prova viene ostacolata dall’altra. Ecco piÙ o meno è così, due parti di me, una che vuol mangiare e l’altra no.


Ieri mi sono detta basta, è ora di ricominciare, un nuovo inizio, lo stesso nuovo inizio subito dopo ogni caduta. Ho tolto tutti i vestiti dall’armadio (che tra l’altro erano in disordine), quando dico togliere non intendo delicatamente, ma ho preso tutti i vestiti e li ho buttati per terra. Ho acceso un po’ di musica (mi sembra un po’ di metal) e ho cominciato a piegare, un vestito alla volta e riporlo nell’armadio, quel lavoro mi ha fatto veramente bene, mi sono detta magari stasera riuscirò pure a mangiare. Ma purtroppo per quello non c’è stato verso, dopo due mega piattoni di insalata e pomodori, la pasta è rimasta lì, se la mangiavo avrei vomitato, sicuramente. Ma dopo questo cerco di essere fiduciosa che prima o poi troverò ciò che mi fa stare così. Ogni giorno devo trovare qualcosa di bello e sopratutto di utile da fare, qualcosa che a fine lavoro ti dici: fantastico! Bello!

Tutto qui, quello che volevo scrivere l’ho scritto, conoscendomi continuerei all’infinito XD

Sono passata da onnivora, vegetariana a vegana…ora non so più come definirmi a parte darmi della capretta per tutta l’insalata che magno!

(il mio regno segreto: playstation e relax)

Buona giornata a tutti XD

 

 

Manchi

Post breve dal cellulare. 

Prima volta che ne scrivo uno. 

Oggi giornata pessima, sono caduta come un salame stamattina, correvo come una bambina in casa, ma poi sono inciampata nelle mie Birkenstock rovinate, caduta in avanti picchiando i due ginocchi, palmo della mano e viso dentro le crocche dei gatti, olé. Di per se non mi sono fatta nulla di grave, qualche graffio e livido ma durante il corso della giornata ho iniziato a sentire dolori alla spalla e ai ginocchi, il colpo alla fine è stato forte…non sono riuscita a leggere, giocare, scrivere, niente di niente, la giornata mi è scivolata via, portata via, non ho concluso nulla. E quando succede questo, arriva la solitudine che mi porta rabbia e dolore, perché sono quei momenti che avrei telefonato a mia mamma per lamentarmi e sentire la sua voce, ma poi ti ricordi che non c’è più e la rabbia sale, ogni volta che senti qualcuno che parla di sua madre ti verrebbe voglia di picchiarlo, perché tu una mamma non ce l’hai più, tu la tua mamma da quel giorno in quel gelido dicembre del 2004 non l’hai più sentita…e questo non è giusto! Puoi avere vicino qualsiasi persona, amico parente ma nulla può sostituire quella di una madre. 


Ecco in questi momenti tu mi manchi, ma che dico in tutti i momenti, in tutte le cose che faccio, tu manchi. 

Sempre. 

https://youtu.be/Kqhp76pW_QY
Buonanotte 🌃