﹟37 Matilde di Roald Dahl

Matilde

di Roald Dahl

illustrazioni di Quentin Blake

Prima edizione Superistrice: 1989

Titolo originale: Matilda

Traduzione: Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi

Editore: Salani Gl’istrici

pag 221

Perché non ho letto prima questo libro? Perché non mi hanno obbligato a leggerlo nell ’89? Avevo nove anni sarebbe stato perfetto e forse avrebbe cambiato la mia sorte scolastica, mi sarei fatta più coraggiosa e combattiva. Leggerlo a trentasette anni è stato comunque piacevole, agosto in fatto di libri è stato terribile, un libro iniziato e finito all’inizio del mese e uno alla fine del mese. Avevo bisogno di qualcosa che mi facesse tornare la voglia di leggere, ho acquistato un po’ di libri di seconda mano, presto ve li farò vedere in un post a parte, sono stata  pure in biblioteca, … ero un po’ disperata…circondata di libri e non sapere da quale iniziare.

Matilde nonostante sia un libro per bambini ma anche per ragazzi mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine, l’avrei finito in un solo giorno se non mi fossi imposta di leggere solo tot pagine ogni sera. Avevo paura di finirlo e poi ritrovarmi nuovamente senza niente da leggere. In biblioteca purtroppo non è ancora rientrato Il trono di spade (il terzo) e ho dovuto ripiegare su altri libri, tra l’altro scelti puramente a caso, perché tutti quelli che volevo non c’erano!

Matilde è una bambina molto intelligente, a tre anni ha imparato (da sola) a leggere e a quattro aveva già letto tutti i libri per bambini della biblioteca pubblica. I suoi genitori invece non sono per niente intelligenti, suo padre un venditore/truffatore di automobili solo a pensare al miglior modo di infinocchiare i propri clienti e la madre a pensare che una ragazza non ha bisogno di essere intelligente ma quello che conta è la bellezza, solo chi è bella può andar lontano. Matilde ha pure un fratello che però nella storia rimane un po’ in disparte, un po’ imbranato e che pende dalla bocca del suo papà che gli insegna tutti i trucchi per diventare il più possibile imbroglioni.

Matilde all’età di cinque anni andrà a scuola ma una volta arrivata lì la sua maestra si rende conto che Matilde sa già tutto, dalle tabelline allo scrivere, e vorrebbe che passasse subito in quinta perché in prima sapendo tutto si annoierebbe solamente ma in questa scuola la direttrice è una donna molto cattiva che ovviamente odia i bambini e li picchia o li lancia come fossero un giavellotto. Di più non vi svelo ma se ancora non l’avete letto correte in biblioteca a cercarlo! Si legge molto velocemente e vi strapperà tante sane risate!

L’autore con questo libro vuole dirci che la cultura e l’intelligenza sono le uniche armi che un debole può usare contro l’ottusità, la prepotenza e la cattiveria.

Questo libro mi piacerebbe che i miei figli lo leggessero e spero piacerà come è piaciuto a me!

Questa è stata la prima lettura di settembre! Ora mi tocca scegliere qualcosa d’altro! Buone letture a tutti voi! A risentirci ad un prossimo post! Possibilmente libresco.

 

 

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32# Lo straordinario mondo di Ava Lavender di Leslye Walton

In questi giorni ero poco ispirata a scrivere, per la prima volta in vita mia ho sentito i miei occhi bruciare e pizzicare, un infiammazione che per alcuni giorni non mi ha lasciata fare un granché. Ma stamattina ho finito di leggere questo stupendo libro di Leslye Walton, un libro per ragazzi/e (YA) ma che alla fine è piaciuto pure a me con i miei trentasette (quasi) anni. Un libro che si legge anche in poche ore o in un pomeriggio, io l’avevo iniziato ma poi per causa del bruciore agli occhi ho dovuto lasciare a metà, ma in una mattinata l’ho finito, la storia che all’inizio sembra mancare di qualcosa  proseguendo tutti i pezzi vengono messi a posto. Una storia che parla dell’essere diversi, di come gli altri notano il tuo modo di essere strano, come vive la vita una persona che tocca sempre sentirsi gli occhi addosso e giudicata. Mi piacerebbe che ci fosse un seguito di questa storia, in se la storia finisce con un finale ma ovviamente io già ci vedo un possibile seguito!

Leggendo questo libro mi è parso di sentire alcune note di Chocolat, forse sarà stata la panetteria dove sfornavano diversi pani ma anche dolci, cioccolatini, torte e pasticcini a ricordarmi la chocolaterie di Vianne Rocher ma anche la magia, il sapere cosa sta portando il vento in arrivo, oppure una pioggia, di sapere leggere le persone ( una sensitiva?) attraverso doti quasi sovrumane che noi siamo abituati a chiamare streghe! Si quando si possiedono queste doti le persone vogliono stare lontani, perché hanno paura oppure non riescono a capire o peggio non vogliono assolutamente capire. Ma proseguendo nella lettura ho sentito anche un po’ di Wonder, il fatto di essere diversi, il fatto che tutti quando tu esci ti vedono e ti fanno notare il tuo difetto, c’è stato un paragrafo, dopo la metà del libro che mi ha fatto ricordare Wonder. Ora non voglio fare nessun spoiler ma si svolge durante una festa un po’ speciale.

La storia parla o meglio dire è narrata da Ava Lavender, una bambina nata con delle ali, inizia con la sua nascita ma per poi ripercorrere la sua vita iniziando andando in dietro con il tempo da sua mamma, nonna e bisnonni, insomma va indietro molto indietro con il tempo per poi arrivare di nuovo alla sua nascita e proseguire la sua vita.

Ava ha  un fratellino, gemello, nato senza ali ma anche lui è considerato speciale, perché non parla ed è un pochino strano, ma crescendo scopriranno che ha un talento speciale e anche un dono.

In questa storia si trova veramente tanto, di amori, di famiglia, amicizia, sulla diversità ma anche del male, della superstizione e anche un po’ di magia e odori che vi faranno venire la voglia di impastare un pane o preparare una deliziosa torta al cioccolato rigorosamente servita con della glassa.

Più o meno la storia è ambientata negli anni ’50 e si fa riferimento all’asciugatrice, io mi chiedevo ma esisteva già? Per tutto il libro mi sono portata questo tarlo in testa, pensando e ripensando, visto che io l’asciugatrice l’ho scoperta e acquistata solamente dopo il 2005!!!! Ovviamente a fine libro sono andata ad informarmi e già nel 1892 qualcuno aveva già inventato qualcosa e nel 1915 è stata inventata una elettrica. Insomma negli anni ’50 c’era già e io che pensavo fosse qualcosa di nuovissimo!!! Mai smettere di cercare, mai smettere di studiare!

A parte l’asciugatrice che potevo fare a meno di scriverne mi è piaciuta una frase che ora vi trascriverò qui:

Il fatto che l’amore non sia come te lo aspetti non significa che tu non ce l’abbia

Questa è una bella frase da tenere a mente quando qualcuno ti dice di sentirsi solo, ma anche per noi stessi, a volte ci sentiamo soli e non amati ma dobbiamo pensare che l’amore è nascosta dietro a varie facciate. Me la sono subito sottolineata (si ho pasticciato questo libro con orecchiette, note, ecc…il libro è mio e ho scoperto da poco questa nuovo modo di leggere e tenere i libri) e ora me la trascriverò nel diario! Ah vi lascio anche un’altra frase che mi ha colpita, sempre sull’amore, l’amore che a volte diventa sfarzoso, appariscente…:

Che cosa se ne fa il cuore di un anello?

Non ho trascritto il tutto perché era un po’ troppo spoilerante, ma potete ben capire che si parla come sempre di amore, di fidanzamento,…abbiamo proprio bisogno di questi “oggetti” per legarci a qualcuno che amiamo? Dobbiamo per forza avere l’anello di fidanzamento o di matrimonio? Questa frase ancora gira e rigira nella mia mente cercando di trovare tutte le  varie sfumature, ma mi è rimasta subito impressa che me la sono voluta trascrivere!

Ovviamente ho sottolineato ogni volta che si parlava di pani, torte e dolcetti, me li sono trascritti tutti che magari prossimamente mi vien voglia di preparare qualcosa. Adoro quando nei libri si parla di cibi, anche se non vi sono presenti le ricette mi piace annotarle. Mi sembra di averlo già detto nel post del libro precedente! Anche li c’erano un paio di piatti ma in questo è veramente una goduria che è un peccato non mettersi a cucinare una deliziosa torta au chocolat!

Ci risentiremo domani con le 10 cose, è già venedì!!!

 

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Avventure nel Bosco di Elena Accati


Rieccomi con una nuova lettura,  dopo la recensione di Stoner di ieri questa volta una lettura per tutta la famiglia, dai piccoli ai grandi fino ai grandi grandi. Avevo già letto questo libro diversi  anni fa, avevo poi recensito questo libro sul mio vecchio blog saporedimamma che poi in un lampo di follia cancellai. Ma pensando a questo libro mi è venuta in mente una cosa, che dopo aver pubblicato la recensione, l’autrice mi aveva contattata, felice per la mia positiva recensione mi avrebbe spedito ben volentieri il suo secondo libro Veleni, in cambio ovviamente di una recensione, ma poi il blog l’ho cancellato e non ci ho più pensato! Mi sono sentita un po’ in colpa, così ho deciso di rileggerlo tutto d’un fiato e riscrivere una recensione tutta nuova, poi leggerò di nuovo Veleni e pubblicherò la recensione. Sono due libri estremamente belli, sia la scrittura che le belle illustrazioni di Anna Curti. In più era la prima volta che uno scrittore mi contattava per spedirmi, gratuitamente il suo libro! Ed è stata anche l’unica volta, ma spero con il tempo di ricevere altre simili proposte, leggere è la mia passione e sapere che lo scrittore stesso o la casa editrice è interessata ad una mia recensione mi riempie di gioia! Comunque dopo questa breve introduzione passiamo al libro di Elena Accati

Avventure nel Bosco
20 storie con radici…
Elena Accati
illustrazioni di Anna Curti
Editore: Lineadaria

Il libro inizia con una bella introduzione di Stefano Leoni, presidente Nazionale del WWF e una perfazione di Carla Sacchi Ferrero. Ma non manca l’introduzione dell’autrice stessa, che racconta dell’importanza della curiosità verso la Natura, presenta i personaggi principali che ci terranno compagnia in questa serie di 2o racconti.

Ogni racconto porta a conoscere nuove cose della Natura, come i nomi degli alberi, a cosa servono le radici, gli insetti, le lumache, i fiori, le gemme e tante altre cose interessanti. Come le storie o i racconti, leggende legati ad un certo fiore, chi l’ha scoperto e le avventure che ha percorso alla ricerca di un dato fiore, pianta, ecc…Insomma non solo la conoscenza legate alla biologia ma molto di più.

Avrei voluto sapere la ricetta segreta della minestra del buonumore, probabilmente preparata con della borragine, oppure della torta di mirtilli e quella di nocciole. Qualche ricetta ci sarebbe stata bene!

Questo libro di porta alla riscoperta del bosco, giardino vicino casa. Ti porta alla voglia di riconoscere le varie piante, i vari fiori, alla differenza tra un pino ad un abete o ancor meglio di un abete bianco a quello rosso. A cosa serve quella bava che lasciano le lumache, e sopratutto da cosa è composta. E sapevate che le forbicine hanno un paracadute rinchiuso nella loro schiena? Io mica lo sapevo! Oppure cosa dovete fare se vi trovate fuori nel bosco e si avvicina un bel temporale? Dove potete rifugiarvi in caso di lampi e tuoni? Quali sono le piante antiche anzi antichissime? Oppure come riconoscere le gemme che nascono fiori da quelle  che racchiudono foglie e germogli? E lo sapevate che la betulla è generosa? E sopratutto lo sapete che è la mia pianta preferita? 🙂 Siii mi ricorda la mia infanzia, mi piaceva starmene a giocare attorno a queste piante chiare e strette.

Il bello di questo libro è proprio che queste e altre tante domande avranno una risposta e vi ritroverete ad essere più arricchiti, una conoscenza da tramandare ai propri figli; la Natura, un bene da conservare, curare e conoscere per poterlo rispettare e soprattutto di capire la sua grande importanza di essere preservato.

Le storie sono accompagnate dai splendidi, incantevoli e simpatici disegni di Anna Curti. A volte sono raffigurati gli alberi, il nome, i vari fiori (femminili e maschili), i frutti, le gemme…oppure di un fiore o di un insetto. Io li adoro!

Come citazione vi lascio questa:

I bambini sono preziosi?

La cosa più preziosa che ci sia. E i nonni sono le radici dei bambini

Mi è piaciuta parecchio e ho pensato ai miei nonni, conosciuti tutti e quattro, di quanto io sia stata fortunata ad averli vicino per così tanto tempo, anche se avrei voluto averli vicino per sempre. Mia nonna materna teneva un orto veramente invidiabile, si alzava presto al mattino per annaffiare i vari vasi di fiori, le rose e l’orto. Tirava righe dritte con un filo, seminava, innaffiava e appena spuntati vedevi questa fila così dritta che ti chiedevi come facesse! Vedo ancora il rosso fiammante dei ribes, era molto alta e mio padre ne era ghiotto, ne mangiava così e mia mamma li trasformava in golosissime marmellate. Mio nonno invece lo vedo ancora arrampicato in cima ad un albero, con il suo seghetto a potare le cime (faceva paura). Se ne stava a contemplare il giardino su una sedia con la sua pipa anche per tutto il giorno, tagliava l’erba con la falce. Ho dei bellissimi ricordi legati alla mia infanzia, eh si i nonni sono le radici dei bambini e io felice di avere un pezzetto di ognuno dei miei nonni dentro di me.

Nel libro troviamo anche un mistero, qualcuno incendia i boschi ma non si riesce a capire chi sia. Sono anche menzionati i pericoli che l’uomo causa, le malattie che a volte colpiscono i nostri amati alberi o fiori, ma anche cose che l’uomo fa per salvaguardare la natura, i boschi. L’ho trovato molto istruttivo e la voglia di sapere del bambino mi fa capire quanto i nostri figli debbano essere curiosi di sapere. Sapere come è fatto un albero, perché in autunno perde le foglie e perché alcuni no, insomma tutti quei perché che a volte non sappiamo nemmeno rispondere noi, ma i bambini devono ricevere le risposte. Devono sapere. Bambini siate curiosi ma anche voi adulti non smettiate di esserlo e di imparare!

Ma vediamo ai personaggi che qui parlo parlo e non sapete nemmeno ancora chi sono i personaggi di questo bellissimo libro.

C’è nonno Angelo, lui è un “dottore” della natura, studia rimedi e medicine per i nostri alberi. Sa tantissime cose sugli alberi e sulla natura stessa e risponderà ad ogni domanda del suo nipotino Jacopo, un ragazzino di otto anni appassionato  della natura. Jacopo possiede un bellissimo quaderno, si chiama il quaderno delle Parole Ex-strane, un quaderno dove si annota tutte le parolone che scopre di cui non sa il significato, una volta scritte, entrano in testa e le saprà per sempre. L’importanza di scrivere che continuo a dire anche ai miei figli ci fa ricordare meglio le cose, anche il fatto di sottolineare passaggi nei libri che leggiamo ci porta a ricordarcene meglio. Ecco questo quaderno di Jacopo l’ho trovato così simpatico che voglio proporglielo anche ai miei figli ma ne inizierò uno anch’io perché a volte mi imbatto ancora in parole di cui non so ancora il significato o anche non so come usarle, ecco un quaderno che sarebbe bello da fare e da tenere. Ah ritornando ai personaggi (accidenti mi dileguo sempre troppo) troviamo pure l’Invisibile, la nonna di Jacobo che fa la sua comparsa quando meno ce lo aspetta ma verso la fine potremmo conoscererla un po’ meglio. Ecco questi sono i personaggi principali ma ci sono anche gli amici di Jacobo e del nonno, leggendolo li conoscerete tutti.

Ah a pagina 186 è raffigurato un gioco dell’oca delle piante, mi ha fatto venire voglia di costruirne uno anche per i miei figli, adorano giocare ai giochi di società e questo sarebbe anche educativo.

Vi lascio con questa ultima citazione presa dal libro. Nonno Angelo dice:

-La pietra filosofale non esiste. Per sapere tante cose ci vuole un terzo di curiosità, un terzo di attenzione e un terzo di studio.

Ecco spero vi sia piaciuta questa mia lunghissima (scusate) recensione. E spero vi sia venuta la voglia di leggerlo o per lo meno di fare una passeggiata in mezzo ad un bosco o a chiedervi come si chiama quella pianta che sempre vedete.

 

Il mondo curioso di Calpurnia di Jacqueline Kelly


Il mondo curioso di Calpurnia è la continuazione di L’evoluzione di Calpurnia, scritto da Jacqueline Kelly, il suo sito lo potete trovare qui. Lessi il primo un paio di anni fa e mi era così entusiasmata che avevo scritto una mail alla scrittrice per complimentarmi con lei di quanto mi era piaciuto il libro e ancor più felice per la sua risposta, non avrei mai immaginato di riceverne. Sono due libri per ragazzi, diciamo dai dieci in su ma forse più tredici, comunque giù di lì, ma io che ne ho 36 l’ho apprezzato comunque e anzi è riuscito ad entrarmi dentro, nel cuore. Un libro che consiglio a tutte le ragazze ma anche ragazzi che adorano la natura e gli animali ma sopratutto la scienza, il voler scoprire il perché delle cose, il chiedersi sempre come funziona o perché una data cosa è successa o perché certi animali escono solo di notte o solo perché sentono all’orizzonte l’arrivo di una tempesta. Ecco questo mi è piaciuto di Calpurnia, la storia di una ragazzina nei primi del 900 che non vuole diventare la classica ragazza che ricama e cuce ma lei vuole studiare, vuole diventare come il suo nonno, un nonno un po’ strano ma che ha una vasta conoscenza ed è pure uno scienziato. I genitori vorrebbero che Calpurnia si comportasse come una comune bambina di quell’epoca ma verso la fine si renderanno conto che lei è speciale ed ha sete di conoscenza, quella conoscenza che hai tempi era concessa solo agli uomini, perché solo loro potevano fare o imparare determinate cose, lei avrebbe potuto studiare un po’, giusto per diventare una maestra, ma non le sarebbe bastato lei vuole diventare una scienziata o magari una veterinaria, insomma era fatta per quello, la sua ragione di vita era quella. Alzarsi al mattino, annotarsi tutto sul suo taccuino scientifico  quello che doveva sui suoi animali, il vento, la pressione dell’aria, ecc…e a volte si fermava quando le sopraggiungeva una domanda, la annotava, così alla prossima visita dal nonno, avrebbe chiesto tutto quello che voleva sapere.


Questi due libri sono belli perché rendono bene l’idea dell’importanza che i bambini dovrebbe sempre interessarsi di ciò che gli circonda, di chiedersi come si chiamano gli alberi che incontrano (mi ricordo mio padre quando ero piccola mi tempestava di domande: quella foglia a quale pianta appartiene?come si chiama quella valle? quel fiume?) essere curiosi del mondo, la natura e gli animali. Come nasce una pianta un fiore, osservare i lombrichi e saperne sempre di più, una sete di sapere insaziabile.


Al giorno d’oggi con tutta la tecnologia che abbiamo è raro vedere bambini giocare di fuori, pure i genitori a volte sono colpevoli, per riuscire a far giocare mio figlio ce ne vuole di tempo, bisogna organizzarsi, trovare l’orario, ecc… guai mandarli fuori a giocare da soli e così ben presto sono prigionieri di un iPad o un videogioco o semplicemente dalla tv. Sono fortunata che i miei quattro figli giocano ancora tanto all’aria aperta, il più grande appena può è fuori in bici, il secondo se arriva qualche suo amico spegne subito il video gioco e si precipita fuori, i due più piccoli adorano andare al parco o a giocare a pallone. Più li si porta fuori e più diventano curiosi e trovo che sia molto bello nei bambini ma anche per gli adulti, mai smettere di meravigliarsi, imparare…non smettere mai.


Appena riesco mi procurerò una copia del primo, perché io l’avevo preso in biblioteca e mi piacerebbe poterlo leggere ai miei due più piccoli (6 e 11 anni), si non sono poi così piccoli ma per me siiiii 🙂

Mi sembra un po’ femminile, però forse può piacere anche ai maschietti…dico forse…ma lo spero!


Penso proprio che scriverò una seconda mail alla scrittrice per riferirle quanto mi sia piaciuto anche questo secondo libro ma anche per sapere se ci sarà una continuazione!!! Lo spero!

Finisco qui questo mio post e ora vado alla ricerca di altri libri da leggere per il mese nuovo che è quasi alle porte! Questo mese ho letto otto libri e ne sono felice, quasi tutti piaciuti tranne l’ultimo che penso non farò un post ma ve ne parlerò velocemente nelle letture del mese.

Buon pomeriggio in questa giornata mezza soleggiata (almeno qui). Se avete libri da consigliarmi fatemelo sapere, leggo veramente di tutto! Grazie ❤

 

PS: potete trovarmi anche su goodreads, su Facebook o su Instagram!

 

 

Half Lost di Sally Green

Finalmente sono arrivata alla fine di questa trilogia, non ce la facevo più di Nathan! Scusate ma questa saga non mi è piaciuta. Potete leggere le mie recensioni di HALF BAD  e di HALF WILD, stranamente sono riuscita a portare a termine l’intera trilogia non come con l’ultima trilogia letta quella delle gemme RED  e BLUE , sono arrivata all’ultimo libro ma non ce l’ho fatta a finirlo e alla fine ho abbandonato la lettura dell’ultimo capitolo.


Comunque FINALMENTE in questo capitolo sin dall’inizio le cose cominciano a farsi movimentate, sono in guerra e Nathan…uff…no non vi posso svelare nulla, comunque vuole giustizia e dovrà di nuovo fare conto sulle sue emozioni, su ciò che desidera.

Non ricordo nemmeno più cosa vi ho scritto in Half Wild, comunque questa saga è adatta ad un pubblico giovane. A me non è piaciuta per il modo in cui è stata scritta, anche se questo ultimo capitolo l’ho letto tutto d’un fiato (ma era solo la voglia di finirlo e non pensarci più). Si legge veramente velocemente, forse è anche il come è stata scritta, molto fluida ma piena di pippe mentali di Nathan. Ok la finisco qui perché questa saga non mi ha lasciato nulla a parte l’amaro in bocca ma se voi l’avete letto e vi è piaciuto o no fatemi sapere!

Chiudo qui e se avete consigli fatemi sapere che sono un po’ in crisi libresca, alcuni libri che vorrei leggere non sono ancora stati tradotti e  ora non so cosa leggere.

🙂