Se per un anno una lettrice…molto di più che un libro

Quest’anno per me sarà ricordato come l’anno in cui ho perso la testa e la regione, l’anno in cui ho fatto molti sbagli per la sola paura di andare avanti. L’anno in cui non ne potevo più, l’anno in cui tutto mi sembrava andare a rotoli. Tutto mi stava scivolando via, l’anno 2015 non si è ancora concluso, ma ora che l’estate sta giungendo al termine, e dove io sento già il vento dell’autunno che trascina con se un’ esplosioni di colori, mi risveglio da questo incubo, non dormo la notte per gli sbagli, mi sento male solo a pensarci. Il brutto di non avere nessuno, ne un’amica ne una mamma è che si va presto in depressione, non sono mai stata una che si confidava facilmente, tengo a cercar di risolvere da me i periodi no. Ma quest’anno non ce l’ho fatta, mi ci è voluto dover cadere giù fino all’inferno per dirmi: Ehi ma che stai facendo? Svegliati! Per la miseria!

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Mi sono ricordata di un libro che aveva recensito una blogger, un libro messo in lista d’attesa e questo diversi anni fa. Non me ne sono mai dimenticata, ma non l’ho mai cercato realmente, fino a poche settimane fa quando mia zia mi chiese cosa volessi per il mio compleanno e vista la mia passione per i libri, mi ha chiesto di sceglierne uno e così mi sono ricordata di questo libro; “Se per un anno una lettrice “di Nina Sankovitch, leggendo la descrizione già mi sono sentita in sintonia con la scrittrice, una donna, sposata con quattro figli che perde sua sorella e da quella perdita ne rimane profondamente addolorata e trova la via per ritornare a vivere nella magia dei libri. Appena il libro è arrivato ho iniziato subito a leggerlo, sembrava di averlo scritto io, la famiglia, la perdita, i pensieri, il dolore, i libri… e con i libri lei riesce a partire in mondi lontani, e così decise di leggerne uno al giorno e di recensirli tutti sul suo blog. E io mi dico, se ce l’ha fatta lei perché non dovrei farcela io? Siamo uguali, quattro figli (e per giunta tutti maschi), un marito per casa, animali da accudire, casa da tenere pulita, pranzi e cene da cucinare, spese da fare. All’inizio del libro mi dicevo e si chissà come sarebbe di legger un libro al giorno e verso la fine mi dicevo: potrei farcela pure io? Potrei uscire pure io da questo dolore che mi porto avanti dalla morte improvvisa della mia mamma? Dai problemi che si accavallano? Uscire dalla voglia di abbandonare tutto e scappare?

Finito il libro (in due giorni) anche se è un libro che si potrebbe terminare in poche ore, la mia mente ha cominciato a pensare a tutto quello che mi è successo quest’anno, a tutte le cose belle e brutte che sono successe, a tutte le cose che ho pensato e fatto di brutto, a tutto…ho pensato. Sono qui e sono viva, ringrazio mia madre ogni singolo giorno per questo dono ma andando così questo dono mi sembra di perderlo, mi sembra di spegnermi giorno per giorno, le forze se ne vanno e rimane solo il nulla.

Mentre pensavo mi sono venuti in mente i tre libri presi in biblioteca che non avevo ancora letto e che dovrei restituirli all’inizio di settembre, mi sono detta: se riuscirò a leggerli tutti e tre prima di doverli consegnare sarò pronta per una nuova sfida, un libro al giorno per un anno intero, un libro per ogni giorno, ogni giorno un impegno, ogni giorno un libro che mi porti lontano che mi arrichisca, che mi consiglia, che mi faccia ridere, che mi faccia capire che non sono l’unica che soffre, che non sono l’unica a cui è morta la mamma.

Prima di questo blog scrivevo di ricette e altro, ma poi non so perché in un momento di puro odio verso me stessa, per tristezza e rabbia insieme ho cancellato tutto, anche i miei primi blog. Ma il giorno stesso ho aperto questo, pensando di rinascere o non so che, ma ho tanta voglia di scrivere e continuerò a farlo. Un po’ mi spiace di aver messo fine a tutti i miei post accumolati negli anni, per i lettori che mi seguivano, in quel momento di rabbia non pensavo a nulla, avevo dentro solo rabbia e nient’altro.

Ma ora sono qui e con il desiderio di fare qualcosa per me, una sfida, un libro al giorno. Qualcosa che faccio per me, un lavoro che non mi porterà denaro ma molto di più.

Subito dopo aver letto questo libro ho subito preso un libro che vi dicevo prima dalla biblioteca ed ho iniziato a leggerlo distesa sul divano, con la pioggia che scendeva ho letto il mio primo libro in un giorno solo, un libro di 360 pagina circa, letto in un solo giorno e con i bimbi a casa, non ci potevo credere e così mi son detta: potrei farcela sul serio. Nel libro lei ha iniziato il 28 ottobre del 2008 (mi sembra), potrei iniziare pure io, nella mia stagione preferita, la stagione dove tutto muore e rinasce. L’autunno.

Ora vedremo se riuscirò a leggere gli altri due prima di settembre e poi mi preparerò in questa avventura che sarà un’avventura il più possibile in solitario, non voglio urlarlo ai quattro venti, mi piacerebbe partire in silenzio e man mano parlarne. Son solo riflessioni ma spero che si realizzeranno. Veramente.

Del libro che ho letto oggi, si oggi ho letto un intero libro, ve ne parlerò domani.

Per oggi vi consiglio questo libro che per me è stata la salvezza che cercavo da molto tempo, un libro che porterò sempre con me, un libro che mi ha aperto nuovi orrizzonti. Un libro che spero sarà stato quello che mi avrà fatto rialzare e ritornare nel mondo dei vivi e felici.

Perciò segnatevelo e chissà mai che un giorno avrete bisogno di lui:

“Se per un anno una lettrice”

Nina Sankovitch

Editore Bur rizzoli

Vi lascio con un pezzo di Lettera a Oskar Pollack da parte di Franz Kafka che potrete ritrovare nelle prime pagine del libro

Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti dai boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi.”

E qui trroverete il blog di Nina Sankovitch

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