La città che profuma di coriandolo e di cannella di Marie Fadel e Rafik Schami

16.11.2015

Ho letto questo libro in un baleno, la lettura è bella e ti trasporta fra le vie di Damasco, gustando la sua storia e la sua cucina. Un ricettario ma che in se racchiude diverse storie, man mano che si percorrono le vie di Damasco facciamo conoscenza di vari personaggi (parenti, amici dello scrittore) che alla fine di ogni racconto lasceranno una o più ricette. Ognuno di loro avrà una sua ricetta personale legata alla sua famiglia o tradizione.

Ma non solo cucina, c’è anche la storia di Damasco, le guerre, le conquiste. Un libro che ti porta dentro in quelle vie, che ti fanno assaporare ogni passo, ti sembra quasi di essere li, in quella splendida terra. Un mix di spezie, racconti e storia. Un libro perfetto per chi ama la cucina in generale e i racconti legati alla cucina ma anche di Damasco. Io non ci sono mai stata e non so quasi nulla di li ma grazie a questo libro ho potuto assaporare il profumo delle spezie dei mercati, che si trovano lungo le vie di Damasco, assaporare una buona insalata di pane, sentire la calda ospitalità, li si cucina già per molte persone in più perché sanno che magari avranno visite e che si fermeranno a pranzo o a cena. Insomma questa ospitalità da un calore umano al libro, ora che ospito mio fratello e sua moglie a casa nostra sento quanto sia bello vivere così in tanti, come sia bello cucinare e mangiare in compagnia. La nostra casa è aperta e anche noi un piatto in più c’è sempre per qualche ospite inatteso. Anche se non avessi nulla in quel momento mi metterei a cucinare solo per quella persona, per me è così, sento dal profondo che è così che non è altrimenti. Ma è una cosa rara qui da noi, le persone se ti ospitano, pensano già subito quando te ne andrai, lo si può leggere benissimo nella loro mente, dall’atteggiamento…La solitudine, la pace, il silenzio è una cosa bella ma la si assapora meglio dopo una bella giornata, pranzo o cena passati tutti quanti insieme.

Per finire vi lascio i soliti dati per leggere questo meraviglioso libro, volevo aggiungerlo su anobii ma non l’ho trovato!

La città che profuma di coriandolo e di cannella

di Marie Fadel e Rafik Schami

Garzanti

Titolo originale: Der Geschmack einer Stadt

Traduzione di Paolo Scopacasa

Prima edizione: 2002

pag 192

 

PS: Tenere ogni giorno questo diario è faticoso, ma sento che devo farlo e anche se sono in ritardo di due o tre giorni lo scrivo, perché ogni libro devo appuntarmelo, devo scrivere quello che mi ha lasciato, anche se un libro magari non mi è piaciuto, anche se ho dovuto saltare pagine per arrivare alla fine. Non è che posso cambiare un libro così facilmente, lo devo leggere in un giorno e capire subito se un libro mi piacerà, non sempre è facile. Anche perché magari a volte non è che abbia tantissima scelta. Leggo quasi esclusivamente libri dalla biblioteca, acquisti non ne faccio, a volte qualcuno mi passa dei libri ma dei giorni sono veramente faticosi, perché la lettura magari non scorre bene, il libro mi annoia e mi chiedo ma quanto mai ho iniziato una cosa simile. Sono arrivata a tre mesi e in questi tre mesi ho sempre letto, un libro al giorno, da poesie, racconti, romanzi. Non è importante cosa ma l’importante è che legga qualcosa che mi vada bene in quel dato giorno, se un giorno avrò voglia di un fumetto, fumetto sia! Ho solo abbandonato la lettura digitale, leggere su uno schermo mi stanca e non mi sembra nemmeno di leggere. Peccato perché la scelta sarebbe anche più ampia, più veloce e istantanea. In questo momento stavo pensando di inserire magari la lettura di un intero giornale, io non li leggo mai anche perché non siamo abbonati, ma leggere tutto un giornale sarebbe anche bello, leggere tutto d’un fiato tutte le notizie, dalle informazioni del giorno, i fatti, le previsioni, cinema, teatro, ecc… sicuramente lo farò!  A volte mi sento in colpa di aver letto un libro per ragazzi o un libro di neanche cento pagine, ma devo capire che per me l’importante è prendere un libro e leggerlo e che io voglia leggerlo non tanto per leggere ma leggere per guarire, leggere per sognare, leggere per viaggiare, leggere per volare.

 

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Vita con Dagmar di Dorothee Lehmann

6.11.2015

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Ieri sono andata completamente in panico, non riuscivo a trovare nessun libro da iniziare, quello che avevo preso in biblioteca era troppo lungo e non mi andava di iniziare un libro per ragazzi. Quelli che mi rimangono dell’altra biblioteca non mi ispirano più, così mi sono ritrovata a passare uno ad uno tutti i libri di casa e nel frattempo ho spolverato pure la libreria con i libri dei bimbi. Alle otto di sera finalmente trovo qualcosa! Una storia vera, anche se molto datata, io non esistevo ancora ma leggendo la piccola descrizione mi ha attirata.

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Una giovane coppia sono in attesa del loro primo figlio, ma alla nascita scoprono che la loro bambina è affetta della sindrome di Down, dopo un piccolo periodo di rifiuto, di paura si innamorano di questa bambina che i dottori dicevano che non sarebbe potuta vivere a lungo a causa per un problema al suo cuore. Ma questa bella bimba ha trovato tanta forza per continuare a vivere e farsi forza anno dopo anno, diventando sempre più forte. Il diario di questa mamma è molto bello perché racconta solo quasi esclusivamente momenti belli, avrebbe voluto aggiungere anche i momenti no ma non voleva che altri genitori di questi bimbi si sentissero male per ciò che gli aspetta. Perché sia che il bambino sia normale o no la vita ci riserverà comunque momenti belli e momenti bui. Lei ha voluto mettere in risalto ciò che era bello, le qualità, sopratutto il momento in cui si è resa conto di essere orgogliosa della propria figlia. Quando era nata non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno sua figlia la rendesse così orgogliosa, perché all’inizio c’è solo la paura e ti chiedi ma perché a me? E ora?

Questo tema lo sento anche un po’ mio. Non ho figli affetti da sindrome Down ma il mio terzo figlio ha un forte ritardo nel linguaggio che ora che ha dieci anni non si può più parlare di ritardo ma di un disturbo specifico nel linguaggio. Ha iniziato a parlare tardi ma ci siamo resi conto presto che non riusciva a dire alcune parole come il semplice si a lui usciva solo iiiii, il nome Simone per lui era tipo “limone” o “imone” con il tempo tanti vocaboli siamo riusciti che li pronunciasse bene ma ci sono ancora una marea di vocaboli che gli escono nel linguaggio che lui si è creato per poter comunicare, noi lo capiamo ma chi ci circonda un po’ meno. Finita la scuola dell’infanzia è stato spedito nella scuola speciale perché non avrebbe potuto seguire un programma delle elementari, anche se lui è un bambino perfettamente normale. Avendo quattro figli ho notato la differenza, i primi due sono cresciuti circondati di amici e inviti a compleanni e invece lui è sempre rimasto solo, nessuno lo ha mai invitato ad una festa di compleanno e quando lui invitava qualcuno se ne presentavano uno o due ma no che dico solo uno! Questa cosa penso che fa più male a me che a lui, lui non ci ha mai fatto caso o forse si, chi lo sa è sempre molto silenzioso e non è quasi mai triste, è un bimbo solare ma che ama stare per i fatti suoi.

Alla fine anche se all’inizio la scelta del libro sembrava impossibile sono riuscita a trovare una lettura che per giunta mi ha fatto sentire a casa. Che bisogna catturare gli aspetti positivi, non soffermarsi solo a questo non lo sa fare, quello non lo imparerà mai. Non dobbiamo pensare che nostro figlio diventerà come un bambino normale che ha potuto seguire il proprio percorso in questa normale vita. Chissà magari nostro figlio da grande sarà un ottimo maestro di yoga perché lui ogni tanto si mette nella posizione del loto e sembra emanare una luce che si diffonde per tutta la casa. Questo pensiero mi è venuto ora pensato a qualcosa di positivo.

Basta pensare a cose negative, bisogna avere sempre un pensiero positivo perché se no rimaniamo fermi e l’ansia presto si presenterà alla porta.

Non vi so dare particolari annotazioni di questo racconto perché si trova incluso in un libro con dentro cinque storie. (vedete foto all’inizio)

Vita con Dagmar 

di Dorothee Lehmann

1988

Racconto incluso in questo libro:

Selezione della narrativa mondiale – Periodico mensile

con Bersaglio fatale, Vita con Dagmar, Balla coi lupi e Judith-Rose.

Selezione dal Reader’s Digest

Il giardino dell’anima di Lucilla Migliavacca

26.10.2015

  

Ieri avevo iniziato con Le merendanze per poi abbandonarlo dopo la prima pagina e sono passata subito a questo. Un piccolo racconto che parla di un giardino, piante e fiori. L’autrice tramite questo libro vuole farci partecipe della sua passione per il verde di come ami affondare le proprie mani nella terra o semplicemente accarezzare un albero. Ritorna nel passato dove ci sono i ricordi dei bellissimi topinambur o il profumo dell’erba limoncina, i colori nelle aiuole della nonna. Per chi ama stare in mezzo alla natura apprezzerà questo breve racconto. Io, amante della natura mi ha fatto ricordare di quanto io ami stare nell’orto, seminare, piantare e osservare crescere le piantine. Anno dopo anno divento sempre più brava ad identificare nuove piante o i piccoli esseri viventi che vivono nell’orto. Imparo ad amare ogni singolo momento passato in mezzo al verde.

I miei ricordi ortiferi sono tutti riguardanti alla mia cara nonnina, che con grande dimestichezza si destreggiava nell’orto ben allineato con nemmeno una traccia di erbaccia. Mi chiedevo come facesse a tenere un’orto così bello e simmetrico. Spero che con il tempo imparerò pure io ad essere un po’ più precisa e pulita nel mio orto. Ho ancora tanto da imparare. La passione ce l’ho e per ora mi faccio bastare quella. L’esperienza viene con il tempo.

Quest’anno i pomodori sono stati un po’ miseri, ma dall’altra parte cetrioli, zucchine e melanzane ne abbiamo raccolto parecchi. Ora nell’orto ho delle buonissime rape nere, bianche e pure del Daikon. Ho seminato pure un’insalata che dalla primavera all’estate ho continuato a tagliare e ricresceva rigogliosa. Ho scoperto che la senape non si fa problemi ha crescere in fretta e farsi bella. Insomma un po’ più di verdure le abbiamo raccolte dall’anno precedente. Ogni anno è sempre meglio.

Se anche voi siete amanti della natura non fatevi sfuggire questo piccolo libro di Lucilla.

Il giardino dell’anima

di Lucilla Migliavacca

Pendragon

prima edizione 2009

pag 94

Attorno al fuoco di Dee Brown

20.10.2015

  

Inizio la settimana con un libro anzi con una serie di racconti degli indiani d’America. I racconti sono suddivisi in vari capitoli, come per esempio il primo è Quando  gli animali vivevano da uguali con gli uomini, poi Prima che arrivasse l’uomo bianco, Allegorie, I primi contatti con gli Europei, L’arrivo del cavallo, ecc…e ogni capitolo contiene dei racconti.

L’ho trovato molto bello e penso di acquistarlo perché è un libro da tenere sempre con se e ogni tanto leggere qualche racconto. Alcuni racconti son così belli che mi sono entrati in testa subito e potrei raccontarli ai miei figli senza aver bisogno di rileggerli. Sono storie fluide, racconti che uniscono, racconti da leggere attorno ad un fuoco. 🙂

Per chi fosse interessato a questa serie di racconti degli indiani d’America vi lascio le coordinate per cercarlo in biblioteca o libreria.

Attorno al fuoco Racconti degli indiani d’America

di Dee Brown

Editore Mondadori

Titolo originale: Campfire Tales of the Amercan Indians

Traduzione: Chiara Salmaggi

Prima edizione 1979

Pag 182

 

La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth

8.10.2015

  

Ho letto questo breve racconto di Joseph Roth nel giro di un’0retta, avrei voluto leggermi un bel romanzo ma oggi mi sento proprio giù, mal di gola, giramenti di testa e febbre ma visto che sono una mamma il letto non lo posso toccare. Stasera ho pure una riunione e mi sa che ci andrò con l’influenza, ma pazienza…sta arrivando il weekend!

Sul divano mi veniva subito sonno così ho scelto questo breve racconto, anche se avrei preferito come detto sopra un buon romanzo, ma visti gli impegni e la sonnolenza dovuta all’influenza mi sono ritagliata un’oretta in questo racconto che alla fine è stato comunque molto bello da leggere

Joseph Roth ha scritto questo racconto poco prima di morire, è quasi un’autobiografia.

Andreas, un clochard che vive sotto i ponti della Senna incontra per caso uno sconosciuto che gli offre ben duecento franchi, ma visto che Andreas ha un senso dell’onore molto alto chiede a questo enigmatico sconosciuto di poterglieli restituire. E così lo sconosciuto gli dice che lui non vuole niente ma che può restituire il denaro direttamente alla piccola santa Teresa nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Una volta presi questi duecento franchi il clochard vuole veramente restituire questi soldi ma lo farà dopo che diversi avvenimenti, divagazioni e rimandi, spenderà pure una parte, ne guadegnerà altrettanto, e così fino alla fine dove finalmente riuscirà a restituire questi soldi alla piccola santa Teresa.

Per chi fosse interessato vi lascio i dati per cercarlo

La leggenda del santo bevitore

di Joseph Roth

Adelphi

Prima edizione 1939

Titolo originale: Die Legende vom heiligen Trinker

Traduzione di Chiara Colli Staude

pag 73