Innamorata di un Angelo di Federica Bosco

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Questo libro ha il suo perché, sinceramente non sono generi che mi attirino, solitamente non li degno nemmeno di uno sguardo. Ma questo è stato un regalo, un regalo da uno dei miei figli, precisamente il più grande (ormai già quattordicenne). Quando mi ha detto che questo libro era per me ci sono rimasta un po’ così, gli ho chiesto per quale motivo avesse scelto proprio questo libro, lui in tutta scioltezza mi disse: <<mamma, ma tu leggi di tutto e poi perché l’ho scelto a caso>> ahahah

Dopo averlo annusato, letto e riletto la descrizione del libro, spostato in giro per caso mi sono detta: ma se lo leggessi lo stesso? In fondo è stato un regalo, da tuo figlio!!!! Non mi ispirava per niente ma ho abbandonato i libri che stavo leggendo e mi sono tuffata in questo. Dall’inizio ho subito capito che si trattava di amori adolescenziali, ma la scrittura mi ha preso parecchio e la storia ha cominciato ben presto a piacermi. Ora sono solo a metà, ma ritornerò per un giudizio finale.

A volte per presunzione snobbiamo alcuni libri che poi alla fine con un pizzico di fortuna si possono rilevare dei buoni libri lo stesso. Dobbiamo uscire dalla massa e ragionare con la nostra testa, non leggere perché tutti dicono di leggere un dato libro o di non leggere quest’altro libro. Mi ritrovo ad odiare Fabio Volo e non so neppure chi sia, che faccia abbia, ecc…(tra l’altro non ho mai letto niente di lui) Questo era solo un esempio ma il succo è quello che sia uno scrittore, un genere, un telefilm, ecc…impariamo a dare una chance, se proprio non ci piace diamo un nostro giudizio personale e la cosa finisce qui:-)

Tornerò presto per il seguito del libro

Cane che legge

Questa foto è stato uno scherzo di mio marito 🙂 PS: lei è Stella la mia cagnolina

Rieccomi  🙂 Tra l’altro ho scoperto che  fa  parte di una trilogia, ho già messo nel carrello su Amazon i prossimi due.

Il libro mi è piaciuto anche se le ultime pagine sono state un po’ frettolose e il finale mi aveva lasciata un po’ perplessa: non può mica finire così! ora vado a vedere se c’è un seguito…ed eccomi qui dopo la scoperta a raccontarvi di questo romanzo di Federica Bosco.

È la prima volta che leggo qualcosa di questa scrittrice, come detto prima il libro è stato un regalo.

La storia è abbastanza semplice, la protagonista si chiama Mia Foster è una sedicenne che all’inizio della storia  a me è sembrato di vedere una ragazzina un po’ chiusa, invisibile e quasi timida invece più che si va avanti con la storia più il carattere di Mia si sviluppa diventando tutt’altro che timida, sarà l’inizio dell’adolescenza, l’amore, l’amicizia, le ambizioni a farla cambiare. Un libro quasi esclusivamente per teenager ma chissà come mai ha preso pure me, lasciandomi la voglia di leggermi pure i prossimi due. Sarà che non sono mai cresciuta, sarà che mi è rimasta l’amarezza della mia adolescenza, sarà l’arrivo dell’adolescenza dei miei figli che mi ha fatto amare questo libro; perché mi ha portata a riflettere su quello che è stato e su quello che sarà, su quello che mi è mancato e su quello che spero non farò mancare ai miei figli. Non vi sto a raccontare o spoilerare la trama, in quanto non ne sono capace a fare una descrizione ma vi posso dire che a me è piaciuto parecchio nonostante i miei trentacinque anni. Da troppo tempo che lasciavo a metà i libri, non riuscivano proprio a prendermi e quando mi dicevo devo leggere rimaneva solo un pensiero sospeso nel vuoto perché poi prendere in mano un libro mi sembrava una missione assai pesante, quasi costretta,…mi sono detta ma dov’è finito l’amore per la lettura? Finisce così? Ma quando meno che te lo aspetti arriva tuo figlio con questo libro,… e l’amore per i libri continua con una lettura per adolescenti…ma va bene così perché io sono felicissima di averlo letto e sono tornata in vena di: non vedo l’ora di leggere, accidenti devo preparare la cena, finalmente tutti dormono e posso leggere 🙂 insomma quella voglia che ti fa capire che non vedi l’ora di tuffarti fra le righe di un buon libro. A volte i pareri sono tutti personali, a volte un libro non può piacere a molti ma a te ti tocca, ti fa affiorare delle emozioni e nonostante tutte le critiche tu quel libro lo ami anche se all’80% delle persone ha fatto schifo. Questa è stata una bella lezione per me, una lezione che non dimenticherò così facilmente.

Innamorata di un Angelo

Se siete curiose di leggerlo sappiate che parlerà di adolescenza e di balletto perché Mia fin da bambina prende lezioni di danza e il suo sogno sarebbe quello di poter frequentare un’alta scuola di balletto, un  sogno molto distante perché molto oneroso per sua madre da supportare. Insieme a Mia c’è Nina la sua migliore amica, Nina ha un fratello un po’ più grande di lei e Mia ne è segretamente innamorata.

Adolescenza

Primi amori

Prime delusioni

Amicizia

Scuola

Passioni

Io l’ho scoperto per caso e vi auguro di trovare nei momenti vuoti e bui un libro che vi possa dare la giusta carica per ritornare a leggere, con questo è successo a me.

 

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Love Story di Erich Segal

8 gennaio 2016

(SE NON AVETE ANCORA LETTO O VISTO IL FILM SPOILER!!!)

  
 
Non so se ho ricominciato veramente con leggere un libro al giorno, ma oggi sul divano dinnanzi ad un bel fuoco mi sono letta questo libro. Il film è uscito per la prima volta per San Valentino, precisamente il 14 febbraio del 1970 e non ero nemmeno nata e molto probabilmente pensata. Il film l’ho adorato come pure la colonna sonora. Non sapevo dell’esistenza del libro fino a giovedì, giorno in cui mi reco di solito in biblioteca alla ricerca di libri.

  
 
Non ricordo quando è stata la prima volta che ho visto il film, ma mi ha incantato con la sua colonna sonora e la storia anche se drammatica. Insomma i film che finiscono sempre bene dopo un po’ annoiano e non rimane niente. Love Story dopo tutti questi anni è rimasto con me, non so se è anche stato per la musica veramente stupenda.
 
Povertà e ricchezza. Salute e malattia. Amore sconfinato. Amore che finisce.

Amare significa non dover mai dire: mi spiace.

Il libro  termina così con questa frase che a volte mi ritrovo a pensarla o anche a dirla. Essere capaci a non arrivare a mai dire mi dispiace è cosa da pochi. A volte le cose ci sfuggono, non le vediamo e poi quando ce ne accorgiamo è troppo tardi. Troppo tardi per dire mi dispiace, il tempo è passato. Rimane solo il dolore.

  
Love Story è così, non è una storia d’amore tutta con parole dolci ed effusioni romantiche. In Love Story l’amore arriva dove non ci si aspettava che arrivasse, dove due ragazzi così diversi si innamorassero. L’amore arriva, ti pugnala e non puoi più farci niente. È lì e la senti. Nel tuo cuore, nella pancia. L’amore in Love Story ti trascina dentro in una storia vera, due ragazzi si amano e anche se sono diversi, uno ricco e l’altra povera con genitori con delle aspettative, loro continuano ad amarsi. Sono giovani e si sposano. La povertà non fermerà il loro amore. Ma quando le cose cominceranno andare meglio lei si ammalerà. Una malattia che la farà morire presto, pochi mesi le resteranno da vivere. Ecco l’amore finisce lì. Con la morte. Non è giusto, ma è così. Così che succede in Love Story. Una storia d’amore così intensa e viva che non penseresti che potrebbe finire. Invece, purtroppo finisce.

Ma il bello di questo libro o meglio film (visto che ho amato di più il film) è che ti fa rendere conto della vita, la nostra vita; non quella dentro un film. La vita reale, quella che ti fa vedere la felicità ma poi te la può anche togliere. Alla fine passiamo tutta la vita a rincorrere questa felicità, che continua a sfuggirci di mano. Alla fine moriamo pure noi, presto o tardi. Amici, amori, parenti. Tutti moriamo che siamo stati felici o no.

Per me il 2015 è stato un anno duro, tosto. Nella famiglia, nell’amore, un po’ in tutto. Andava male, poi mi riprendevo e poi tac! Di nuovo in fondo. Un su e giù continuo. Un su e giù che però mi ha portato ad essere più forte e anche con nuovi pensieri e obiettivi. La vita è una sola e dobbiamo essere capaci di viverla, anno dopo anno, felici o non felici.

Da piccola sono stata fortunata, avevo dei bravi genitori. Ogni giorno avevo la possibilità di vedere i miei nonni, tutti e quattro. Ogni Natale sotto l’albero c’era una marea di regali, per noi, per tutti. La povertà, la cattiveria non sapevamo nemmeno cos’era. Eravamo felici. Poi si cresce, pure i genitori crescono, come pure i nonni; poi quest’ultimi cominciano a morire, uno dopo l’altro. Cominci a renderti conto che non è per sempre la felicità. Che bisogna cominciare ad accettare la perdita, il cambiamento. Poi continui a crescere, un incidente improvviso ti porta via un genitore. Il mondo come prima lo conoscevi non esiste più. Il terreno sotto i tuoi piedi non è più stabile. Ti senti sola anche se sola non lo sei. Prima accettiamo che in questa vita nulla vivrà per sempre meglio sarà. Dobbiamo imparare a goderci e vivere bene i momenti belli che la vita ci regala. Accettare i momenti bui e trarne la forza necessaria per affrontare i prossimi.

Forse mi sono allontanata un po’ troppo dallo scopo del post, ma in fondo voglio pure scrivere le emozioni che un libro mi lascia. Sarò anche un po’ pessimista oggi ma come possiamo non esserlo, a volte.

Oggi non vi consiglio solo il libro ma anche il film, che se ancora non l’avete visto vi consiglio la visione. La lettura è un po’ spiccia e per questo il film è meglio!

Love Story

di Erich Segal

Editore: Garzanti

Prima edizione: gennaio 1971

pag 134

Traduzione di Maria Gallone

 

Straziami ma di tofu saziami di Paola Maraone e Paola La Rosa

27.10.2015

  

Straziami ma di tofu saziami è un romanzo comico anche se molto banale e troppo lungo, sarebbero bastate centocinquanta pagina e invece è un romanzo con oltre trecento pagine. La scrittura scorre, ma il contenuto lascia un po’ perplessi. Io sono vegan ma il personaggio maschile della storia che è vegan pure lui l’ho odiato, detestato fin dall’inizio. Non potrei starci nemmeno cinque minuti con un tipo così. Dicono che è un libro autobiografico ma un tipo così dove lo trovi? Sarà stato solo bello. Insomma io sono veg ma non obbligo nessuno a diventarlo, se mi va do qualche spiegazione e tutto li. Mi da un fastidio chi vuole trascinare con se con i propri ideali. Alla fine l’ho trovato troppo pesante, come pure certe battute che pur facendomi ridere mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca. Invece mi sono molto ritrovata con il personaggio principale della storia, una donna che quando si mette con qualcuno fa di tutto per piacergli e gli viene incontro cambiando, se sta con un tipo che fa palestra si mette pure lei a farlo, se è un tipo che va in montagna anche lei ci va, ecc… Pure io ho un carattere molto simile, ma ovviamente c’è un limite che non si supera, in una coppia bisogna venirsi in contro. Ogni tanto mi metto a guardare un film con mio marito anche se non mi piace, ma lo faccio con piacere per fare qualcosa assieme. Io ho tante passioni ma di certo non obbligo nessuno della famiglia a seguirmi, ogni tanto si condivide tutti assieme una certa attività. Invece questa donna quando conosce questo tizio vegano, ne rimane affascinata e si innamora. Carnivora com’è accetta ugualmente di diventare vegana, ma durante la storia peccherà con qualche fetta di panettone, affettati, ecc…ma perché non c’è l’idea di fondo, diventare vegan o qualsiasi altra cosa che sia bisogna che parta dal nostro cuore perché sennò è superficiale, basterà essere un po’ giù di morale per affondarci su un pasticcino o un pezzo di pollo.

 

Comunque se volete leggerlo non aspettatevi un granché ma certamente qualche risata ve la farete certamente.

Straziami ma di tofu saziami

Paola Maraone e Paola La Rosa

Rizzoli

Prima edizione 2015

Pag 338

Piumino di cipria di Nantas Salvalaggio

25.09.2015

Ieri ho letto Piumino di cipria un romanzo di Nantas Salvalaggio, questo libro apparteneva alla mia mamma, infatti ho trovato scritto nelle prime pagine il suo nome con una data “settembre 1988”. Mi sembra lontanissima quella data, io avevo appena compiuto otto anni ero ancora una bambina spensierata mentre mia mamma leggeva questo piccolo romanzo. A pensare quei tempi mi ricordo ancora di una mia festa di compleanno dove mia madre mi preparò un bruco di due metri con il biscotto arrotolato, riempito di marmellata e attaccato uno vicino all’altro. Penso che sia stata la festa più bella che abbia mai ricevuto, una mamma che ti prepara una torta così bella e così buona…un ricordo per la vita. Anzi nei prossimi giorni voglio provarci a preparare un biscotto arrotolato, che sarebbe poi una torta arrotolata con un ripieno a proprio piacimento e nel mio caso sarà di marmellata. In versione vegan sarà una missione ardua ma ci proverò ugualmente!

  
Parlando invece del libro in questione vi posso dire che è un bel romanzo anche se niente di particolare, si legge abbastanza velocemente e il protagonista del libro mi è piaciuto fin dall’inizio, un timido e modesto ragazzo di nome Alberto parte per la Francia precisamente per Parigi dove lavorerà come corrispondente del giornale “Sera”. A Parigi si troverà bene, tra inviti, ricevimenti e donne, sopratutto quando conoscerà Nicole, si innamorerà perdutamente, ma lei pur piacendo Alberto s’innamorerà di un’altro uomo.

  
Come vi dicevo una storia semplice ma carina.

Piumino da cipria

di Nantas Salvalaggio

Bibilioteca universale Rizzoli

prima edizione maggio 1987

pag 177

 

Gli ingredienti segreti dell’amore di Nicolas Barreau


Libro appena terminato, come sempre se finisco tardi di leggerlo rimando il post a domani.

Buonanotte


Sto ancora cercando di capire se il libro mi è piaciuto o no, un po’ mi ha annoiata, non vedevo l’ora che arrivasse alla fine. Ma a parte questo la storia è abbastanza carina anche se un po’ scontata, si poteva capire fin da subito come sarebbe proseguito il libro. Mi piacciono i romanzi che parlano di cibi e libri e questo ce li ha tutte e due. Non so vorrei dire che è bello ma c’è qualcosa che mi ha dato fastidio…ma almeno alla fine del libro ci sono delle ricette che non mancherò di fotocopiare e di riprodurre, sicuramente la prima sarà “le gateaux au chocolat” e “le parfait à l’orange”. Ecco quello che forse mi piaceva era che mi sembrava di respirare un po’ d’aria parigina, le piccole frasi riprodotte  ogni tanto in francese le ho gradite.

 

 

Io gli do un voto medio visto che mi è piaciuto si e no.

Un piccolo romanzo che parla di amori finiti, cibi, libri, tovaglia a quadri bianchi e rossi (ma quante volte ho letto questa frase nel libro?), bugie, destino, mistero et Menu d’amour. Insomma un romanzo d’amore a tutti gli effetti, non so se consigliarvelo o no ma se vi capita fra le mani non esitate, leggetelo! 😉

Gli ingredienti segreti dell’amore

di Nicolas Barreau

Edizioni Mondolibri

prima edizione 2010

PS: scopro solo ora che è un’autore immaginario…andate a leggere qui!!!!

Ma allora mi chiedo quanta verità ci sia stata e capisco perché questo libro non mi sia piaciuto moltissimo come se mancasse di qualcosa.