#33 L’ultima fuggitiva di Tracy Chevalier

Ieri sera ho terminato questa lettura di Tracy, non so ora quanti libri mi mancano forse un paio, dovrò andare a controllare. Ho appena saputo che mia zia mi regalerà l’ultimo libro che ha scritto, una novità che non sapevo nemmeno che c’era! Non vedo l’ora del mio compleanno! Manca poco! :-)))

Leggere Tracy è sempre un vero piacere, la sua scrittura la trovo sempre bella e ricca di storia. A volte mi tocca andare a ricercare, date, luoghi personaggi perché non li conoscevo. Mi piace questo genere di romanzi storici, non sono ostici ma piacevoli da leggere. Si impara tantissimo perché porta a pensare alla storia, a ciò che era una volta, a come una volta ci si comportava; in questo libro ho pensato alle comodità che noi ora abbiamo, come per esempio se ci scappa la pipì abbiamo il bagno, alcune case anche due, ma una volta era diverso, non c’era il bagno, le canalizzazioni, c’era il pitale! In questo romanzo la parola pitale mi ha dato da pensare, quando andavo in bagno mi guardavo attorno, abbiamo shampii per capelli, corpo, creme, gel e tanto altro, passiamo ore a cercare il miglior schampoo o la miglior crema ma una volta non c’era niente di tutto questo, forse meno problemi ma un po’ piÙ puzzolenti. Non è che il romanzo si sia focalizzato sul pitale, ma mi ha portato a tutti questi pensieri di comodità!

Un po’ di tempo fa, quando cercavo notizie riguardanti a Tracy Chevalier avevo letto che ogni suo romanzo la porta ad imparare un nuovo hobby, e qui possiamo trovare chiaramente il cucito e più precisamente il patchwork, mi ha fatto venire una voglia di ritirare fuori dal cassetto i miei vecchi libri sul patchwork e alcuni quadrati di stoffa che avevo ritagliato per farne una copertina ma che poi abbandonai. A volte mi immergo tantissimo nei libri, riscrivo passaggi o come in questo caso nomi di punti, consigli sul cucito; non si smette mai di imparare! In questi giorni sto cucinando alcune cose che trovai nel libro di Ava Lavender, mi sono già preparata una buonissima torta al cioccolato con glassa al caramello, una goduria e mi fa pensare al libro che avevo letto, alla felicità nel momento mentre cucinavo, perché un libro mi aveva portato a fare qualcosa di bello, qualcosa che mi facesse sentire bene.

L’ultima fuggitiva è ambientato in America nel lontano 1850, anche se la protagonista parte dall’Inghilterra, poi la storia si terrà tutta in America, si parlerà si schiavitù e di abolizionismo. In alcuni stati gli schiavi erano liberi e in alcuni no, c’erano schiavi che scappavano per andare in Canada! La storia inizierà con la stagione estiva per poi continuare con il resto delle stagioni e finirà con l’estate.

Ho amato particolarmente alcuni personaggi, la protagonista Honor senz’altro ma anche la sorella Grace, con un carattere molto più forte di Honor, lei era molto più aperta invece Honor non le piaceva parlare. Poi c’è il “cattivo” della storia che l’ho trovato subito simpatico nonostante fosse un bruto, mi dicevo: fa si che diventi bravo!!! Poi ho adorato Belle, la ragazza che aiuterà Honor all’inizio, lei possiede un negozio di cappelli dove per qualche giorno Honor la aiuterà e Belle scoprirà quanto sia brava a cucire!

È la prima volta che mi ritrovo ad amare diversi personaggi dentro in un solo libro, tutti diversi uno con l’altro ma che sono così ben descritti che non si dimenticano facilmente, ma anche personaggi secondari, sono ancora tutti lì nella mia mente e posso vedere i loro visi, i vestiti che portano.

Se amate i romanzi storici, ve lo consiglio come pure se amate cucire e l’arte del Patchwork. Ora vado a cercare come si fa il punto morto, ossia invece di fare il nodo sul filo quando si inizia a cucire per non perdere il filo…almeno mi è sembrato che fosse quello!

Tracy Chevalier

L’ultima fuggitiva

Editori: Nero Pozza (i miei preferiti!!)

Traduzione di Massimo Ortelio

Titolo originale: The Last Runaway

2013

pag 311

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30# I frutti del vento di Tracy Chevalier


Sono due giorni o più che non pubblico, mi ero promessa di scrivere qualcosa ogni giorno o quasi e ora rieccomi qui con la prima lettura di luglio, un libro della mia amatissima Tracy Chevalier, ma devo dire che è quello che mi è piaciuto di meno, di tutti quelli che ho letto di lei. La cosa che non mi è piaciuta è che sono sempre stata li ad aspettare qualcosa che mi facesse dire wow, oppure che succedesse qualcosa, ma la storia per me è stata troppo piatta, in tutti gli altri suoi romanzi ho sempre trovato una storia avvincente, ma in questa manca qualcosa.

I protagonisti qua possiamo dire che sono le mele, gli alberi, la storia ruota su di loro, sulle prime importazioni di sequoie giganti dall’America all’Inghilterra, storie vere ma non so perché questa non mi ha suscitato il fascino delle altre sue storie. È un romanzo violento di per se, la vita era crudele una volta e lo è nel libro, c’è poca speranza, i figli muoiono di malaria, la vita è dura.

Dopo una cinquantina o piÙ di pagine mi sono detta, vabbè ho capito che stai parlando di mele, ma ora se la storia continua così andrà a finire che le mele comincio a detestarle. Sembrava che la storia volesse restare attaccata a queste mele, come se non volesse staccarsi da quel mondo. Poi all’improvviso si discosta, il luogo cambia, ma ci ritroveremo di nuovo in mezzo ad alberi, e questa volta con le sequoie, alberi immensi che io non ho mai visto. A me piace la Natura, gli alberi, le mele, insomma tutto quel che riguarda quel mondo, così magico, ma la storia in questo racconto sembrava un po’ scritta in fretta e furia. Non era corposa, non andava a fondo, si legge di qualcosa, poi vorresti che andasse a fondo invece inizia con qualcosa di nuovo, senza andare a scoprirne tutti gli angoli. Non so se mi sono fatta capire. Io amo i libri di Tracy Chevalier, mi sono piaciuti veramente tutti, ma questo, pur amando la Natura, non mi ha preso.

Comunque sia non demoralizzatevi da questa mia recensione, ognuno è fatto a modo suo, ho un amica che ha trovato questo libro stupendo! Pure io a volte mi ritrovo a non piacere un dato libro che alla maggior parte è piaciuto o l’incontrario! L’importante capire o meglio analizzare, cosa non è piaciuto, se è qualcosa di personale, se è per la storia, troppo truce se è per mancanza di qualcosa. Insomma a me piace analizzare un libro anche se non mi è piaciuto molto, nel senso ci sono libri che proprio non ci degno nemmeno più un pensiero, perché son stati così tanto scadenti che proprio li voglio dimenticare, ma libri come questo, che comunque posseggono una certa forza vale la pena e trovo giusto poterlo analizzare, sia solo pensandoci, scrivendo, parlandone (se avete amici, io da sfigata posso solo scrivere!).

Io non so mai se descrivervi la storia, perché a me quando vado a leggere le recensioni, salto sempre la descrizione del libro, mi interessa leggere quello che sono state le percezioni, le sensazioni che uno ha avuto leggendo un romanzo (anche film, videogioco, ecc…). A volte leggendo solo la descrizione mi ritrovo a non voler più leggere quel libro o volerlo leggerlo subito e amandolo prima di iniziarne la storia e poi ritrovarmene delusa. Mi piacerebbe trovare un modo per fare una breve  descrizione del libro, senza andare troppo nei dettagli, svelarvi cose tipo: SPOILER! 🙂  Una specie di recensione ma in questo caso descrizione in pillole!

Della storia di questo libro termino qui, volevo solo spendere due parole, se non l’ho già fatto sulla casa editrice Nero Pozza. Allora fino a qualche tempo fa non conoscevo per niente l’editoria, cioè non guardavo mai l’editore di un dato libro, conoscevo solamente la Mondadori e la Feltrinelli. Ma da qualche mese ho cominciato a mettere in ordine i libri per casa editrice scoprendo di avere tanti Mondadori e Mondadori Oscar, Bompiani e Rizzoli per poi passare ad un po’ meno di Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Sperling&Kupfer e Einaudi poi pochi Salani, Tea, Piemme, Neri Pozza, Adelphi e Marsilio. Ho pure pochi libri Sonzogno, Corbaccio, Sellerio, Fabbri, e/o, Frassinelli e New Comton Editori. Ecco questi sono quasi tutti gli editori che conosco grazie ai libri che posseggo. Ho iniziato il mio percorso nella lettura a leggere senza pensare o a volte leggere chi sia l’autore o l’autrice. Non conoscevo minimante gli scrittori, leggevo solamente la storia, poi ho iniziato ad interessarmi degli scrittori, magari ritrovandomi libri dello stesso autore, dicendomi ma tu guarda questo mi sembra di conoscerlo e così via, fino ad ora ad avere scrittori preferiti e no. Da poco, qualche mese, ma grazie anche ai vari booktuber, blog che citano sempre i vari editori ho cominciato a riconoscerli e a guardare quali edizioni avessi io.  Poi appunto ho riordinato la mia libreria per editori, prima era per colore! Ora quando vado a cercar libri nei negozi dell’usato non guardo più tanto il titolo del romanzo ma lo scrittore o l’editore! Sento che sto facendo un percorso in questo mondo della lettura, ho iniziato timidamente fino a diventarlo voracemente leggendo un libro al giorno, per poi calmarmi e leggendo libri che veramente ho voglia di leggere. So che questa cosa andrà avanti e maturerà, ora sono un po’ in fissa con gli editori, vado sui loro siti per cercare informazioni, sapere la loro storia, ecc…mi piace poter saper un po’ di più su questo magico mondo che è la lettura. Probabilmente mi verrà di scrivere su una certa casa editrice o l’altra…sopratutto i Neri Pozza la mia preferita, i loro libri sono sempre belli, sia dalle loro belle copertine, con disegni che sembrano quadri ma anche dal contenuto, mai deludenti!

Ora termino qui  e vado a cercarmi la prossima lettura, non so se leggere un altro libro di Tracy Chevalier o leggere tutt’altro. Vedremo!

Buona giornata a tutti voi!

 

PS: Il numero accanto al titolo è a quanti libri sono arrivata a leggere in questo 2017 I frutti del vento è il trentesimo!


 

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Quando cadono gli angeli di Tracy Chevalier

Sto cercando di leggere tutti i libri di Tracy Chevalier, perché come lei scrive riesce sempre a tenermi stretta fra le pagine. Ha una scrittura piacevole, le sue storie sono frutto della sua fantasia, ma sono sempre collegati a fatti, periodi della storia che sono realmente accaduti. Mi piace come prende un personaggio realmente esistito, un’epoca, un quadro e attorno ci ricama delle bellissime storie.


Quando cadono gli angeli è un romanzo ambientato principalmente in un cimitero, qui due famiglie si incontrano e le loro figlie fanno amicizia. Ci ritorneranno spesso anche perché nel cimitero fanno amicizia con un ragazzino che lavora lì con suo padre a scavare buche per le bare. Siamo nel periodo dove alcune donne si sono fatte sentire per riuscire ad avere la possibilità di avere il voto e la storia si mescola un po’ in questi fatti e sopratutto con questo fatto la storia finirà. Non voglio fare nessun spoiler ed è come sempre difficile!!! Non sono per niente brava, ma ci provo comunque a scrivervi le mie impressioni delle mie letture.

Ora dovrò andare a vedere se ho altri libri di Tracy che non ho ancora letto.

I miei preferiti sono Strane Creature e La dama e l’unicorno!

Voi avete già letto qualcosa di Tracy Chevalier? Vi è piaciuta?

Vi auguro una splendida giornata.

La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier

6.10.2015

 

Pensavo di non amare i romanzi storici, invece li adoro. Come questo di Tracy Chevalier una scrittrice statunitense ma che ora vive a Londra con suo marito e un figlio. Un romanzo storico che ti trascina dentro fino alla fine, uno di quei libri che si legge tutto d’un fiato, mi sembrava di essere li nella lontana Olanda del XVIII secolo, la vita di una serva che s’intreccia nella vita di un artista. In se il romanzo è l’immaginazione della creazione del quadro La ragazza col turbante (noto anche come La ragazza con l’orecchino di perla) di Jan Vermeer, un pittore vissuto dal 1632 al 1675 nella cittadina olandese di Delft che però della sua vita di pittore si conosce ben poco. Mi sono già innamorata dei suoi quadri, penso proprio che me ne stamperò uno da tenere vicino alla mia scrivania.

Questo libro di trasporta con la mente dentro all’atelier dell’artista, ne potevo sentire l’odore della pittura, scorgere la luce che penetrava dalle finestre, l’occhio attento del pittore ad ogni dettaglio. Il suo modo di guardare da pittore e quello quando si faceva uomo. Attimi di debolezza che avresti voluto gridare: “ma baciala!!!! Cosa aspetti?!” Ti lascia dentro tantissima immaginazione, il libro è molto scorrevole e lo stile direi ottimo.

Per me è il primo libro che leggo di questa scrittrice, sicuramente ce ne saranno altri perché ho veramente apprezzato La ragazza con l’orecchino di perla. Ora non mi resta che cercare il film, perché ho appena saputo che c’è un film e quanto pare è anche bello.

La ragazza con l’orecchino di perla

di Tracy Chevalier

Neri Pozza

Traduzione di Luciana Pugliese

Prima edizione 2000

Titolo originale: Girl With a Pearl Earring

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