#36 Il ragazzo nuovo di Tracy Chevalier

Il ragazzo nuovo

Tracy Chevalier

editore: Einaudi (perché non NeriPozza???)

Traduzione: Massimo Ortelio

pag. 204

Titolo originale: NEW BOY Othello retold

Prima edizione: giugno 2017

 

Premetto che prima di leggere questo libro non conoscevo molto il dramma “Otello” di Schakespeare, solo a fine libro sono andata a documentarmi, avevo paura di svelarmi qualcosa che non mi avrebbe fatto andare avanti nella lettura. Come prima cosa posso dire che non mi è piaciuto, se conoscete Tracy Chevalier questo libro è ben lontano dai suoi altri romanzi pieni di dettagli e buone descrizioni, questo manca di qualcosa, tutto è molto superficiale, povero di descrizioni storiche. La storia è narrata tutto in un solo giorno ma io ci ho messo quasi un mese a leggerlo! Perché proprio non mi prendeva! Mi spiace veramente aver trovato questo libro di Tracy così deludente per me. Penso che se fosse stato arricchito di dettagli, avvenimenti storici e personaggi descritti meglio sarebbe venuto fuori un romanzo che avrei apprezzato di più, anche perché i temi trattati sono interessanti (gelosia, razzismo).

Il ragazzo nuovo è  un nuovo Otello, ambientato negli anni Settanta nella lontana America. La storia dura quanto un giorno di scuola, tutto si svolge in questa scuola periferica di Washington dove i temi sono come detto prima la gelosia, il razzismo ma anche il tradimento e la prepotenza.

Io ho dato due stelline su Goodreads, spero che Tracy scriverà ancora libri in linea con i primi! Ci tengo molto perché è una delle mie scrittrici preferite che da qualche mese seguo con piacere anche su Instagram!

Il libro mi è stato regalato al compleanno, solitamente non acquisto libri appena usciti! Ah poi sono rimasta un po’ delusa perché come casa editrice non era più un NeriPozza, non so il perché ma forse perché non è più in linea con gli altri? Sinceramente non so come funziona con le case editrici, se avete qualche notizia in più mi farebbe piacere saperla. Grazie!

Per ora è tutto, a risentirci ad un prossimo post!

 

SalvaSalva

Annunci

30# I frutti del vento di Tracy Chevalier


Sono due giorni o più che non pubblico, mi ero promessa di scrivere qualcosa ogni giorno o quasi e ora rieccomi qui con la prima lettura di luglio, un libro della mia amatissima Tracy Chevalier, ma devo dire che è quello che mi è piaciuto di meno, di tutti quelli che ho letto di lei. La cosa che non mi è piaciuta è che sono sempre stata li ad aspettare qualcosa che mi facesse dire wow, oppure che succedesse qualcosa, ma la storia per me è stata troppo piatta, in tutti gli altri suoi romanzi ho sempre trovato una storia avvincente, ma in questa manca qualcosa.

I protagonisti qua possiamo dire che sono le mele, gli alberi, la storia ruota su di loro, sulle prime importazioni di sequoie giganti dall’America all’Inghilterra, storie vere ma non so perché questa non mi ha suscitato il fascino delle altre sue storie. È un romanzo violento di per se, la vita era crudele una volta e lo è nel libro, c’è poca speranza, i figli muoiono di malaria, la vita è dura.

Dopo una cinquantina o piÙ di pagine mi sono detta, vabbè ho capito che stai parlando di mele, ma ora se la storia continua così andrà a finire che le mele comincio a detestarle. Sembrava che la storia volesse restare attaccata a queste mele, come se non volesse staccarsi da quel mondo. Poi all’improvviso si discosta, il luogo cambia, ma ci ritroveremo di nuovo in mezzo ad alberi, e questa volta con le sequoie, alberi immensi che io non ho mai visto. A me piace la Natura, gli alberi, le mele, insomma tutto quel che riguarda quel mondo, così magico, ma la storia in questo racconto sembrava un po’ scritta in fretta e furia. Non era corposa, non andava a fondo, si legge di qualcosa, poi vorresti che andasse a fondo invece inizia con qualcosa di nuovo, senza andare a scoprirne tutti gli angoli. Non so se mi sono fatta capire. Io amo i libri di Tracy Chevalier, mi sono piaciuti veramente tutti, ma questo, pur amando la Natura, non mi ha preso.

Comunque sia non demoralizzatevi da questa mia recensione, ognuno è fatto a modo suo, ho un amica che ha trovato questo libro stupendo! Pure io a volte mi ritrovo a non piacere un dato libro che alla maggior parte è piaciuto o l’incontrario! L’importante capire o meglio analizzare, cosa non è piaciuto, se è qualcosa di personale, se è per la storia, troppo truce se è per mancanza di qualcosa. Insomma a me piace analizzare un libro anche se non mi è piaciuto molto, nel senso ci sono libri che proprio non ci degno nemmeno più un pensiero, perché son stati così tanto scadenti che proprio li voglio dimenticare, ma libri come questo, che comunque posseggono una certa forza vale la pena e trovo giusto poterlo analizzare, sia solo pensandoci, scrivendo, parlandone (se avete amici, io da sfigata posso solo scrivere!).

Io non so mai se descrivervi la storia, perché a me quando vado a leggere le recensioni, salto sempre la descrizione del libro, mi interessa leggere quello che sono state le percezioni, le sensazioni che uno ha avuto leggendo un romanzo (anche film, videogioco, ecc…). A volte leggendo solo la descrizione mi ritrovo a non voler più leggere quel libro o volerlo leggerlo subito e amandolo prima di iniziarne la storia e poi ritrovarmene delusa. Mi piacerebbe trovare un modo per fare una breve  descrizione del libro, senza andare troppo nei dettagli, svelarvi cose tipo: SPOILER! 🙂  Una specie di recensione ma in questo caso descrizione in pillole!

Della storia di questo libro termino qui, volevo solo spendere due parole, se non l’ho già fatto sulla casa editrice Nero Pozza. Allora fino a qualche tempo fa non conoscevo per niente l’editoria, cioè non guardavo mai l’editore di un dato libro, conoscevo solamente la Mondadori e la Feltrinelli. Ma da qualche mese ho cominciato a mettere in ordine i libri per casa editrice scoprendo di avere tanti Mondadori e Mondadori Oscar, Bompiani e Rizzoli per poi passare ad un po’ meno di Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Sperling&Kupfer e Einaudi poi pochi Salani, Tea, Piemme, Neri Pozza, Adelphi e Marsilio. Ho pure pochi libri Sonzogno, Corbaccio, Sellerio, Fabbri, e/o, Frassinelli e New Comton Editori. Ecco questi sono quasi tutti gli editori che conosco grazie ai libri che posseggo. Ho iniziato il mio percorso nella lettura a leggere senza pensare o a volte leggere chi sia l’autore o l’autrice. Non conoscevo minimante gli scrittori, leggevo solamente la storia, poi ho iniziato ad interessarmi degli scrittori, magari ritrovandomi libri dello stesso autore, dicendomi ma tu guarda questo mi sembra di conoscerlo e così via, fino ad ora ad avere scrittori preferiti e no. Da poco, qualche mese, ma grazie anche ai vari booktuber, blog che citano sempre i vari editori ho cominciato a riconoscerli e a guardare quali edizioni avessi io.  Poi appunto ho riordinato la mia libreria per editori, prima era per colore! Ora quando vado a cercar libri nei negozi dell’usato non guardo più tanto il titolo del romanzo ma lo scrittore o l’editore! Sento che sto facendo un percorso in questo mondo della lettura, ho iniziato timidamente fino a diventarlo voracemente leggendo un libro al giorno, per poi calmarmi e leggendo libri che veramente ho voglia di leggere. So che questa cosa andrà avanti e maturerà, ora sono un po’ in fissa con gli editori, vado sui loro siti per cercare informazioni, sapere la loro storia, ecc…mi piace poter saper un po’ di più su questo magico mondo che è la lettura. Probabilmente mi verrà di scrivere su una certa casa editrice o l’altra…sopratutto i Neri Pozza la mia preferita, i loro libri sono sempre belli, sia dalle loro belle copertine, con disegni che sembrano quadri ma anche dal contenuto, mai deludenti!

Ora termino qui  e vado a cercarmi la prossima lettura, non so se leggere un altro libro di Tracy Chevalier o leggere tutt’altro. Vedremo!

Buona giornata a tutti voi!

 

PS: Il numero accanto al titolo è a quanti libri sono arrivata a leggere in questo 2017 I frutti del vento è il trentesimo!


 

SalvaSalva

Stoner di John Williams


Devo dire la verità sono sempre stata lontana dai libri che parlano tutti, oppure quelli che trovi sempre nei supermercati, quelli osannati da tutti. Questo lo vedevo e lo rivedevo, pensando che fosse una novità ma invece a fine lettura mi sono accorta che è stato pubblicato nel 1965! È stata una bella sorpresa in quanto non conoscevo lo scrittore ma che è diventato sin da subito uno dei miei migliori scrittori, anche se è il primo libro che leggo di John Williams! Sono quei scrittori che a fine lettura mi vien voglia di scrivergli una lettera, email, cercarli su FB, insomma contattarli per riferire quanto mia sia piaciuto il loro libro! Ovviamente John Williams non è più con noi, morto per un arresto cardiaco (l’ho letto da qualche parte ma ora non trovo più la pagina, ma potete trovare qui, una piccola intervista fatta alla moglie di John, anche se io avrei voluto saperne molto di più! Ma da quella intervista, l’ho sentito più vicino, John amava fare l’orto, pianificava la sua scrittura la sera per poi darne forma di primo mattino. Già me lo immaginavo nella sua casa a scrivere per poi uscire in giardino a togliere erbacce, raccogliere le verdure e tutto d’un tratto si rifugia in casa a scrivere, perché improvvisamente gli sono venute tante idee per il libro o parole che faticavano ad uscire. La vita degli scrittori mi interessa sempre parecchio, anche se non sono famosi è sempre bello vedere come gestiscono il loro tempo, cosa fanno quando non scrivono, come e quando scrivono, da dove arrivano e prendono le idee, insomma sono curiosa!
Tornando al libro vi posso dire che l’ho amato per la sua semplicità, no anzi per la storia che potrebbe apparire banale che nessuno si immaginerebbe di ricamarci sopra una storia. L’ho trovata geniale, perché dalla banalità ne è nato un grande romanzo. Ho sempre pensato che per essere uno scrittore devi per forza avere o vivere una vita, diciamo avventurosa, ricca di avvenimenti, strani o no. Ricca di viaggi, nuove persone, ecc…ma ho dovuto ricredermi, perché questa storia, pur sempre inventata è di una genialità inaspettata. Su una recensione di Goodreads una ragazza ha scritto: il libro di una vita. il libro della vita. Mi chiedo ancora ora come è riuscito a scrivere un romanzo di poche pagine (322) ma che parla di una vita intera, di una formazione, di amore e amicizie, di guerra  e amici caduti in guerra, di malattie, di problemi sul lavoro, di tradimenti e matrimoni falliti già da poche ore dopo la cerimonia. Insomma ci sta proprio tutto li dentro, mi ha persino angosciata, sapere Stoner (il protagonista) sposato con una donna che avrei voluto prenderla a sberle, due a due! Terribile!  E lui che provava, ci provava a far funzionare il matrimonio, ci metteva tutto il suo essere, la sua delicatezza, ma lei era di ghiaccio, un muro, mai contenta, mai una gioia. Non voglio svelarvi piÙ di quel tanto, perché questo romanzo deve essere letto!

Io l’ho scelto prima che iniziassero le vacanze, in biblioteca, avevo paura di rimanere senza libri da leggere questa estate e ho arraffato qualsiasi libro che mi capitava e fra i tanti Stoner!

La prima parte del libro si centra sopratutto sull’inizio di formazione di Stoner, il distacco con i suoi genitori e l’inizio in un nuovo paese. Poi la seconda parte è quasi tutta incentrata sulla vita matrimoniale di Stoner e l’ultima parte sul lavoro di Stoner, la vita privata passa un po’ in retroscena ma c’è anche uno sconvolgimento in questa ultima parte che porterà Stoner ad essere piÙ felice e sopratutto provare le gioie dell’amore!

Termino ora la recensione, come sempre molto personale ma che tanto ci tenevo a scrivere.

Voi l’avete letto? Vi è piaciuto?

 

L’estranea di Patrick McGrath


Finito di leggere questo libro mi sono sentita in una qualche maniera libera (in senso buono, difficile da spiegarsi), leggere Patrick McGrath è difficile, non difficile nel senso del capire il senso del libro ma è difficile perché devi essere pronto per leggere un suo libro, almeno per Follia e questo in L’estranea. Appena inizio a leggere un libro lo aggiungo subito su Goodreads, aggiorno le pagine lette e ho subito una visuale se il libro è piaciuto o no (non sempre è una cosa buona vedere i “punteggi”) e questo devo dire che quando ho visto solo tre stelline mi aveva un po’ demoralizzata,  non sono stata lì a leggere i commenti (anche perché la maggior parte sono in inglese) ma ho voluto buttarmi subito nella lettura. Dopo poche pagine mi sono detta che se avesse continuato così gli avrei dato come minimo quattro stelline non come Follia ma superata la metà ho pensato: per me sono cinque stelline io amo Patrick! Adoro come scrive e come riesce a farmi entrare nella storia, come riesce a trascinarmi, a rapirmi e mettermi lì in mezzo alle pagine del libro. Leggere L’estranea mi ha messo in ansia, mi angosciava, ma non riuscivo a smettere di leggere e questo suo modo mi attrae parecchio. Non ho mai letto  (non ho ancora avuto modo) nulla che trattasse di mente o meglio dire di psiche umana come Patrick McGrath, entra nella mente dei suoi personaggi ed è proprio questo che mi affascina, e magari a qualcuno può andare a noia ma io ne rimango incantata.

L’estranea tratta di conflitti famigliari, tra sorelle, tra padre e figlia ma anche di matrimonio  e di tradimenti, segreti,  di colpe e fallimenti. Il libro a volte è narrato da lui e a volte da Constance (la futura e terza moglie di lui). Dicono che questo libro non è allo stesso livello di Follia, forse è vero ma a me  questo libro mi ha catturata come in Follia.

Lui è uno scrittore con alle spalle un matrimonio fallito o nemmeno iniziato (ora non ricordo) e un secondo matrimonio da cui è nato un figlio ma che alla fine è fallito anche questo,  si chiede cosa non aveva funzionato se era stata colpa sua, all’inizio loro si piacevano ma poi lei aveva deciso che lui non le dava quello di cui aveva bisogno, e che quello che lui le dava non lo voleva, all’inizio ne parlerà abbastanza e proprio sul finire (anzi a matrimonio finito) di questo matrimonio che si innamora di una ragazza giovanissima di nome Constance molto molto più giovane di lui, dopo pochi giorni le chiede di sposarsi e alla fine si sposano subito, lui rimane affascinato da lei e lei all’inizio è un po’ titubante perché si chiede come mai un uomo colto vuole sposare una come lei. Inizia così la storia, ma lei sta portando dentro un dolore (fardello, peso,…) da parte della sua famiglia, non è mai stata amata e apprezzata da suo padre e andando verso la fine capirà il perché non è stata amata, sopratutto dal padre e cercherà l’amore e l’apprezzamento che non ha ricevuto in Sydney, suo marito. Constance vuole rimediare agli errori che aveva commesso con suo padre e aveva voluto Sydney perché lo voleva come padre per poter ricominciare da zero. Sydney  si ritiene la controfigura del padre di Constance.

In seguito mi disse che era rimasta sdraiata al buio in silenzio, senza poter dormire. Disse che aveva tentato di controllare l’ansia che saliva a ondate e la invadeva, e che si sentiva come se fosse schiacciata e ansimante su una spiaggia, con la bocca piena di alghe e di sale. Com’era prevedibile, c’erano pezzi e frammenti di uno scenario di abbandono, ma la cosa più forte era un’opprimente sensazione viscerale di perdita, disperazione e solitudine.

Un pezzo del libro, l’ansia, l’ansia che io conosco bene, la sensazione che si prova. Ma è bello poter leggere poi la possibile spiegazione  (o comunque il pensiero) psicologica di quel momento di ansia o qualsiasi modo di fare. Perché a volte ci comportiamo in una qualche maniera? Perché mentiamo o assumiamo atteggiamenti strani? Cosa vogliamo nascondere? Un segreto, una paura, il nostro disorientamento?

Arrivata verso la fine mi sono detta che qui sicuramente muore qualcuno, mi sono detta ma no dai non potrà mica morire… o … . Non mi aspettavo questo finale, un finale abbastanza buono che mai avrei creduto possibile. Da poco apprezzo i finali distruttivi, di quelli che finiscono male e questo mi ha veramente stupida, niente di clamoroso ma non mi ha lasciata delusa.

Ora sarà difficile iniziare una nuova lettura che non sia di Patrick McGrath, qualsiasi libro che inizierò mi sembrerà non all’altezza. Non vedo l’ora di avere in mano un’altro libro di McGrath! Dire che ne sono innamorata (della sua scrittura) è dir poco! XD

A breve scriverò/posterò i seguenti post: (sono già nelle bozze)

  • letture di aprile (poche ma ci sono state)
  • un post dedicato ad un videogioco (perché si gioco!!!)
  • di booktubers (perché ho qualcosa da dire a riguardo)

Il tempo passa così velocemente che non mi accorgo che un mese è già finito!

In lettura ora ho i seguenti libri:

Il trono di spade (il secondo) Il regno dei lupi. La regina dei draghi. (900 pagine…aiutooo)

L’ospite della Meyer (quella di Twilight) (non proprio corto e semplice da leggere)

Van Gogh Il suicidato della società

I libri della mia vita di Miller

 

Troppi!!!

Ovviamente continuo ad andare in biblioteca, continuo ad andare all’Emmaus (negozio di seconda mano) e acquistare libri.

Ultimi libri presi ma non ancora iniziati:

L’innocenza di Tracy Chevalier (adoro la scrittura di Tracy)

Le streghe di Smirne di Mara Meimaridi (perché l’ho preso?boh)

Pane e acqua di rose di Marsha Mehran (stessa cosa di sopra…perché?

Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia (ho sentito parlare bene di Alessandro D’Avenia)

La regina della casa di Sophie Kinsella (già letto ma mi aveva fatto morire dal ridere che l’ho voluto prendere)

Tropico del Cancro di Miller (in lettura di lui ho I libri della mia vita e quando ho visto questo non ho potuto resistere)

Due libri di David Safier (tra cui uno in lettura ma abbandonato per il momento)

Fallen di Lauren Kate (è una trilogia vero?)

Ecco questi mi sembrano gli ultimi libri presi di seconda mano in questo ultimo mese/i. Tutti a Fr 1.- o al massimo Fr 2.- a libro! Come si fa a lasciarli lì?

Poi vabbè la mia lista su amazon è lunga ma vorrei rivederla perché ora non ho più voglia di leggere alcuni libri salvati.

Ora smetto! Buon inizio di settimana e buone letture XD

Fatemi sapere cosa state leggendo, mi raccomando! Sono curiosa.

 

 

La gita di mezzanotte di Roddy Doyle

11 gennaio 2016

  

  

Ieri avevo iniziato a leggere un altro libro, un libro di De Luca ma che stentavo andare avanti nella lettura, mi fermavo ogni due tre righe e guardavo quanto mi mancava di finirlo. Un po’ pesante forse, oppure non il momento giusto. Comunque l’ho abbandonato e scelto un libro di Roddy Doyle, un libro per ragazzi, bambini. Una bella storia anche se per me forse un po’ troppo noiosa ma che alla fine sono riuscita a leggere in un paio di ore e questo vuol dire che forse troppo noioso non lo era.

Forse ho trovato la storia troppo femminile, la mancanza di un personaggio maschile anche se a volte descritti ma rimasti troppo dietro le quinte. La storia di quattro donne, una bambina, la madre della bambina, la nonna e la nonna bis fantasma. La nonna si trova all’ospedale e non sta per niente bene, ha paura di morire ma la sua mamma (il fantasma) è ritornata per dirle di non aver paura. La bambina, un po’ insolente non le piace andare a trovare la nonna, non per lei ma per l’ospedale che non le piace per niente. Ma assiema a sua mamma porteranno la nonna nella sua ultima avventura che la porterà fuori da quel ospedale per andare a visitare di nuovo la casa dove lei era cresciuta. Partiranno tutte e quattro, un viaggio di notte che le riporterà a casa solo alle prime luci del mattino.

 

L’unico punto come detto prima è proprio l’assenza di personaggi maschili, anche se nella storia ci sono, il padre della bambina, i fratelli… ma che non hanno quasi nessun ruolo nella storia, rimangono quasi invisibili. Non so perché questo mi abbia dato un po’ fastidio, forse era solo una cosa che mi era venuta in mente mentre leggevo. Per il resto è una bella storia, semplice ma carina.

Un libro per voi ma anche per i vostri figli :-)))

La gita di mezzanotte

di Roddy Doyle

Salani Editore

Titolo originale: A greyhound of a girl

Prima edizione: 2011

Traduzione di Alessandro Peroni

pag 158