#40 GirlBoss di Sophia Amoruso 

 

Arrivo a questa lettura dal telefilm Girlboss visto su Netflix, arrivata a metà stagione vengo a sapere che non continueranno a farla! Tra tutti i telefilm che c’erano ho scelto proprio quella giusta! A parte questo ho deciso di andare avanti anche perché mi piaceva! Ma arrivata verso la fine ero un po’ giù fino a quando ho fatto la seconda scoperta che era stato tratto da una storia vera e che c’era anche un libro!  Di nuovo felice sono andata a cercarlo e trovandolo ho scaricato subitissimo un estratto sul mio Kindle! Arrivata alla fine mi sono chiesta: lo compro? No? Si? Dopo circa due minuti avevo già fatto l’acquisto! E in pochi giorni ho terminato la lettura!

Sophia Amoruso è una GirlBoss, una ragazza un po’ sbandata con dei problemi di attenzione, lascia il liceo o non lo termina per darsi a vari e svariati lavori che abbandona o viene licenziata. Ma ben presto le cose cambieranno, grazie ad un lavoro noiosissimo che le permetterà di aprire uno shop su eBay e vendere una giacca pagata poco o niente e venduta a svariate centinaia di dollari! Da qui continua a crescere fino a diventare amministratore delegato di un’azienda con un fatturato di oltre cento milioni di dollari con tanto di mega ufficio a Los Angeles con la bellezza di cinquemila metri quadri e molto di più.

Io non sono molto che crede a capofitto a queste cose, ma il fatto di aver visto prima la serie TV mi ha fatto ammirare questa giovane ragazza che dal nulla è riuscita a creare un impero!

Vi consiglio questo libro se avete bisogno di una certa spinta, se vi sentite giù perché tutto fa schifo, leggete questa biografia e vi ritroverete ad essere più attive e con tante nuove idee per la testa! Mentre leggevo mi sono già annotata diverse frasi ma soprattutto tanti consigli utili! Anche se sono sopra i trenta, anche se sto raggiungendo i quaranta ho apprezzato questo ebook frizzante!

E a fine mese uscirà un nuovo libro, anzi un Workbook! Non so se lo prenderò ma l’ho già aggiunto nel carrello e sono ancora indecisa perché non ho ancora visto nessuna anteprima del contenuto!

Voi conoscete Sophia? La trovate pure su Instagram! Inutile dire che ora la sto già seguendo…fino a quando non lo so…si dopo un certo periodo i VIP smetto di seguirli…non so il perché ma mi danno noia!

 

 

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#33 L’ultima fuggitiva di Tracy Chevalier

Ieri sera ho terminato questa lettura di Tracy, non so ora quanti libri mi mancano forse un paio, dovrò andare a controllare. Ho appena saputo che mia zia mi regalerà l’ultimo libro che ha scritto, una novità che non sapevo nemmeno che c’era! Non vedo l’ora del mio compleanno! Manca poco! :-)))

Leggere Tracy è sempre un vero piacere, la sua scrittura la trovo sempre bella e ricca di storia. A volte mi tocca andare a ricercare, date, luoghi personaggi perché non li conoscevo. Mi piace questo genere di romanzi storici, non sono ostici ma piacevoli da leggere. Si impara tantissimo perché porta a pensare alla storia, a ciò che era una volta, a come una volta ci si comportava; in questo libro ho pensato alle comodità che noi ora abbiamo, come per esempio se ci scappa la pipì abbiamo il bagno, alcune case anche due, ma una volta era diverso, non c’era il bagno, le canalizzazioni, c’era il pitale! In questo romanzo la parola pitale mi ha dato da pensare, quando andavo in bagno mi guardavo attorno, abbiamo shampii per capelli, corpo, creme, gel e tanto altro, passiamo ore a cercare il miglior schampoo o la miglior crema ma una volta non c’era niente di tutto questo, forse meno problemi ma un po’ piÙ puzzolenti. Non è che il romanzo si sia focalizzato sul pitale, ma mi ha portato a tutti questi pensieri di comodità!

Un po’ di tempo fa, quando cercavo notizie riguardanti a Tracy Chevalier avevo letto che ogni suo romanzo la porta ad imparare un nuovo hobby, e qui possiamo trovare chiaramente il cucito e più precisamente il patchwork, mi ha fatto venire una voglia di ritirare fuori dal cassetto i miei vecchi libri sul patchwork e alcuni quadrati di stoffa che avevo ritagliato per farne una copertina ma che poi abbandonai. A volte mi immergo tantissimo nei libri, riscrivo passaggi o come in questo caso nomi di punti, consigli sul cucito; non si smette mai di imparare! In questi giorni sto cucinando alcune cose che trovai nel libro di Ava Lavender, mi sono già preparata una buonissima torta al cioccolato con glassa al caramello, una goduria e mi fa pensare al libro che avevo letto, alla felicità nel momento mentre cucinavo, perché un libro mi aveva portato a fare qualcosa di bello, qualcosa che mi facesse sentire bene.

L’ultima fuggitiva è ambientato in America nel lontano 1850, anche se la protagonista parte dall’Inghilterra, poi la storia si terrà tutta in America, si parlerà si schiavitù e di abolizionismo. In alcuni stati gli schiavi erano liberi e in alcuni no, c’erano schiavi che scappavano per andare in Canada! La storia inizierà con la stagione estiva per poi continuare con il resto delle stagioni e finirà con l’estate.

Ho amato particolarmente alcuni personaggi, la protagonista Honor senz’altro ma anche la sorella Grace, con un carattere molto più forte di Honor, lei era molto più aperta invece Honor non le piaceva parlare. Poi c’è il “cattivo” della storia che l’ho trovato subito simpatico nonostante fosse un bruto, mi dicevo: fa si che diventi bravo!!! Poi ho adorato Belle, la ragazza che aiuterà Honor all’inizio, lei possiede un negozio di cappelli dove per qualche giorno Honor la aiuterà e Belle scoprirà quanto sia brava a cucire!

È la prima volta che mi ritrovo ad amare diversi personaggi dentro in un solo libro, tutti diversi uno con l’altro ma che sono così ben descritti che non si dimenticano facilmente, ma anche personaggi secondari, sono ancora tutti lì nella mia mente e posso vedere i loro visi, i vestiti che portano.

Se amate i romanzi storici, ve lo consiglio come pure se amate cucire e l’arte del Patchwork. Ora vado a cercare come si fa il punto morto, ossia invece di fare il nodo sul filo quando si inizia a cucire per non perdere il filo…almeno mi è sembrato che fosse quello!

Tracy Chevalier

L’ultima fuggitiva

Editori: Nero Pozza (i miei preferiti!!)

Traduzione di Massimo Ortelio

Titolo originale: The Last Runaway

2013

pag 311

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32# Lo straordinario mondo di Ava Lavender di Leslye Walton

In questi giorni ero poco ispirata a scrivere, per la prima volta in vita mia ho sentito i miei occhi bruciare e pizzicare, un infiammazione che per alcuni giorni non mi ha lasciata fare un granché. Ma stamattina ho finito di leggere questo stupendo libro di Leslye Walton, un libro per ragazzi/e (YA) ma che alla fine è piaciuto pure a me con i miei trentasette (quasi) anni. Un libro che si legge anche in poche ore o in un pomeriggio, io l’avevo iniziato ma poi per causa del bruciore agli occhi ho dovuto lasciare a metà, ma in una mattinata l’ho finito, la storia che all’inizio sembra mancare di qualcosa  proseguendo tutti i pezzi vengono messi a posto. Una storia che parla dell’essere diversi, di come gli altri notano il tuo modo di essere strano, come vive la vita una persona che tocca sempre sentirsi gli occhi addosso e giudicata. Mi piacerebbe che ci fosse un seguito di questa storia, in se la storia finisce con un finale ma ovviamente io già ci vedo un possibile seguito!

Leggendo questo libro mi è parso di sentire alcune note di Chocolat, forse sarà stata la panetteria dove sfornavano diversi pani ma anche dolci, cioccolatini, torte e pasticcini a ricordarmi la chocolaterie di Vianne Rocher ma anche la magia, il sapere cosa sta portando il vento in arrivo, oppure una pioggia, di sapere leggere le persone ( una sensitiva?) attraverso doti quasi sovrumane che noi siamo abituati a chiamare streghe! Si quando si possiedono queste doti le persone vogliono stare lontani, perché hanno paura oppure non riescono a capire o peggio non vogliono assolutamente capire. Ma proseguendo nella lettura ho sentito anche un po’ di Wonder, il fatto di essere diversi, il fatto che tutti quando tu esci ti vedono e ti fanno notare il tuo difetto, c’è stato un paragrafo, dopo la metà del libro che mi ha fatto ricordare Wonder. Ora non voglio fare nessun spoiler ma si svolge durante una festa un po’ speciale.

La storia parla o meglio dire è narrata da Ava Lavender, una bambina nata con delle ali, inizia con la sua nascita ma per poi ripercorrere la sua vita iniziando andando in dietro con il tempo da sua mamma, nonna e bisnonni, insomma va indietro molto indietro con il tempo per poi arrivare di nuovo alla sua nascita e proseguire la sua vita.

Ava ha  un fratellino, gemello, nato senza ali ma anche lui è considerato speciale, perché non parla ed è un pochino strano, ma crescendo scopriranno che ha un talento speciale e anche un dono.

In questa storia si trova veramente tanto, di amori, di famiglia, amicizia, sulla diversità ma anche del male, della superstizione e anche un po’ di magia e odori che vi faranno venire la voglia di impastare un pane o preparare una deliziosa torta al cioccolato rigorosamente servita con della glassa.

Più o meno la storia è ambientata negli anni ’50 e si fa riferimento all’asciugatrice, io mi chiedevo ma esisteva già? Per tutto il libro mi sono portata questo tarlo in testa, pensando e ripensando, visto che io l’asciugatrice l’ho scoperta e acquistata solamente dopo il 2005!!!! Ovviamente a fine libro sono andata ad informarmi e già nel 1892 qualcuno aveva già inventato qualcosa e nel 1915 è stata inventata una elettrica. Insomma negli anni ’50 c’era già e io che pensavo fosse qualcosa di nuovissimo!!! Mai smettere di cercare, mai smettere di studiare!

A parte l’asciugatrice che potevo fare a meno di scriverne mi è piaciuta una frase che ora vi trascriverò qui:

Il fatto che l’amore non sia come te lo aspetti non significa che tu non ce l’abbia

Questa è una bella frase da tenere a mente quando qualcuno ti dice di sentirsi solo, ma anche per noi stessi, a volte ci sentiamo soli e non amati ma dobbiamo pensare che l’amore è nascosta dietro a varie facciate. Me la sono subito sottolineata (si ho pasticciato questo libro con orecchiette, note, ecc…il libro è mio e ho scoperto da poco questa nuovo modo di leggere e tenere i libri) e ora me la trascriverò nel diario! Ah vi lascio anche un’altra frase che mi ha colpita, sempre sull’amore, l’amore che a volte diventa sfarzoso, appariscente…:

Che cosa se ne fa il cuore di un anello?

Non ho trascritto il tutto perché era un po’ troppo spoilerante, ma potete ben capire che si parla come sempre di amore, di fidanzamento,…abbiamo proprio bisogno di questi “oggetti” per legarci a qualcuno che amiamo? Dobbiamo per forza avere l’anello di fidanzamento o di matrimonio? Questa frase ancora gira e rigira nella mia mente cercando di trovare tutte le  varie sfumature, ma mi è rimasta subito impressa che me la sono voluta trascrivere!

Ovviamente ho sottolineato ogni volta che si parlava di pani, torte e dolcetti, me li sono trascritti tutti che magari prossimamente mi vien voglia di preparare qualcosa. Adoro quando nei libri si parla di cibi, anche se non vi sono presenti le ricette mi piace annotarle. Mi sembra di averlo già detto nel post del libro precedente! Anche li c’erano un paio di piatti ma in questo è veramente una goduria che è un peccato non mettersi a cucinare una deliziosa torta au chocolat!

Ci risentiremo domani con le 10 cose, è già venedì!!!

 

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30# I frutti del vento di Tracy Chevalier


Sono due giorni o più che non pubblico, mi ero promessa di scrivere qualcosa ogni giorno o quasi e ora rieccomi qui con la prima lettura di luglio, un libro della mia amatissima Tracy Chevalier, ma devo dire che è quello che mi è piaciuto di meno, di tutti quelli che ho letto di lei. La cosa che non mi è piaciuta è che sono sempre stata li ad aspettare qualcosa che mi facesse dire wow, oppure che succedesse qualcosa, ma la storia per me è stata troppo piatta, in tutti gli altri suoi romanzi ho sempre trovato una storia avvincente, ma in questa manca qualcosa.

I protagonisti qua possiamo dire che sono le mele, gli alberi, la storia ruota su di loro, sulle prime importazioni di sequoie giganti dall’America all’Inghilterra, storie vere ma non so perché questa non mi ha suscitato il fascino delle altre sue storie. È un romanzo violento di per se, la vita era crudele una volta e lo è nel libro, c’è poca speranza, i figli muoiono di malaria, la vita è dura.

Dopo una cinquantina o piÙ di pagine mi sono detta, vabbè ho capito che stai parlando di mele, ma ora se la storia continua così andrà a finire che le mele comincio a detestarle. Sembrava che la storia volesse restare attaccata a queste mele, come se non volesse staccarsi da quel mondo. Poi all’improvviso si discosta, il luogo cambia, ma ci ritroveremo di nuovo in mezzo ad alberi, e questa volta con le sequoie, alberi immensi che io non ho mai visto. A me piace la Natura, gli alberi, le mele, insomma tutto quel che riguarda quel mondo, così magico, ma la storia in questo racconto sembrava un po’ scritta in fretta e furia. Non era corposa, non andava a fondo, si legge di qualcosa, poi vorresti che andasse a fondo invece inizia con qualcosa di nuovo, senza andare a scoprirne tutti gli angoli. Non so se mi sono fatta capire. Io amo i libri di Tracy Chevalier, mi sono piaciuti veramente tutti, ma questo, pur amando la Natura, non mi ha preso.

Comunque sia non demoralizzatevi da questa mia recensione, ognuno è fatto a modo suo, ho un amica che ha trovato questo libro stupendo! Pure io a volte mi ritrovo a non piacere un dato libro che alla maggior parte è piaciuto o l’incontrario! L’importante capire o meglio analizzare, cosa non è piaciuto, se è qualcosa di personale, se è per la storia, troppo truce se è per mancanza di qualcosa. Insomma a me piace analizzare un libro anche se non mi è piaciuto molto, nel senso ci sono libri che proprio non ci degno nemmeno più un pensiero, perché son stati così tanto scadenti che proprio li voglio dimenticare, ma libri come questo, che comunque posseggono una certa forza vale la pena e trovo giusto poterlo analizzare, sia solo pensandoci, scrivendo, parlandone (se avete amici, io da sfigata posso solo scrivere!).

Io non so mai se descrivervi la storia, perché a me quando vado a leggere le recensioni, salto sempre la descrizione del libro, mi interessa leggere quello che sono state le percezioni, le sensazioni che uno ha avuto leggendo un romanzo (anche film, videogioco, ecc…). A volte leggendo solo la descrizione mi ritrovo a non voler più leggere quel libro o volerlo leggerlo subito e amandolo prima di iniziarne la storia e poi ritrovarmene delusa. Mi piacerebbe trovare un modo per fare una breve  descrizione del libro, senza andare troppo nei dettagli, svelarvi cose tipo: SPOILER! 🙂  Una specie di recensione ma in questo caso descrizione in pillole!

Della storia di questo libro termino qui, volevo solo spendere due parole, se non l’ho già fatto sulla casa editrice Nero Pozza. Allora fino a qualche tempo fa non conoscevo per niente l’editoria, cioè non guardavo mai l’editore di un dato libro, conoscevo solamente la Mondadori e la Feltrinelli. Ma da qualche mese ho cominciato a mettere in ordine i libri per casa editrice scoprendo di avere tanti Mondadori e Mondadori Oscar, Bompiani e Rizzoli per poi passare ad un po’ meno di Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Sperling&Kupfer e Einaudi poi pochi Salani, Tea, Piemme, Neri Pozza, Adelphi e Marsilio. Ho pure pochi libri Sonzogno, Corbaccio, Sellerio, Fabbri, e/o, Frassinelli e New Comton Editori. Ecco questi sono quasi tutti gli editori che conosco grazie ai libri che posseggo. Ho iniziato il mio percorso nella lettura a leggere senza pensare o a volte leggere chi sia l’autore o l’autrice. Non conoscevo minimante gli scrittori, leggevo solamente la storia, poi ho iniziato ad interessarmi degli scrittori, magari ritrovandomi libri dello stesso autore, dicendomi ma tu guarda questo mi sembra di conoscerlo e così via, fino ad ora ad avere scrittori preferiti e no. Da poco, qualche mese, ma grazie anche ai vari booktuber, blog che citano sempre i vari editori ho cominciato a riconoscerli e a guardare quali edizioni avessi io.  Poi appunto ho riordinato la mia libreria per editori, prima era per colore! Ora quando vado a cercar libri nei negozi dell’usato non guardo più tanto il titolo del romanzo ma lo scrittore o l’editore! Sento che sto facendo un percorso in questo mondo della lettura, ho iniziato timidamente fino a diventarlo voracemente leggendo un libro al giorno, per poi calmarmi e leggendo libri che veramente ho voglia di leggere. So che questa cosa andrà avanti e maturerà, ora sono un po’ in fissa con gli editori, vado sui loro siti per cercare informazioni, sapere la loro storia, ecc…mi piace poter saper un po’ di più su questo magico mondo che è la lettura. Probabilmente mi verrà di scrivere su una certa casa editrice o l’altra…sopratutto i Neri Pozza la mia preferita, i loro libri sono sempre belli, sia dalle loro belle copertine, con disegni che sembrano quadri ma anche dal contenuto, mai deludenti!

Ora termino qui  e vado a cercarmi la prossima lettura, non so se leggere un altro libro di Tracy Chevalier o leggere tutt’altro. Vedremo!

Buona giornata a tutti voi!

 

PS: Il numero accanto al titolo è a quanti libri sono arrivata a leggere in questo 2017 I frutti del vento è il trentesimo!


 

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Stoner di John Williams


Devo dire la verità sono sempre stata lontana dai libri che parlano tutti, oppure quelli che trovi sempre nei supermercati, quelli osannati da tutti. Questo lo vedevo e lo rivedevo, pensando che fosse una novità ma invece a fine lettura mi sono accorta che è stato pubblicato nel 1965! È stata una bella sorpresa in quanto non conoscevo lo scrittore ma che è diventato sin da subito uno dei miei migliori scrittori, anche se è il primo libro che leggo di John Williams! Sono quei scrittori che a fine lettura mi vien voglia di scrivergli una lettera, email, cercarli su FB, insomma contattarli per riferire quanto mia sia piaciuto il loro libro! Ovviamente John Williams non è più con noi, morto per un arresto cardiaco (l’ho letto da qualche parte ma ora non trovo più la pagina, ma potete trovare qui, una piccola intervista fatta alla moglie di John, anche se io avrei voluto saperne molto di più! Ma da quella intervista, l’ho sentito più vicino, John amava fare l’orto, pianificava la sua scrittura la sera per poi darne forma di primo mattino. Già me lo immaginavo nella sua casa a scrivere per poi uscire in giardino a togliere erbacce, raccogliere le verdure e tutto d’un tratto si rifugia in casa a scrivere, perché improvvisamente gli sono venute tante idee per il libro o parole che faticavano ad uscire. La vita degli scrittori mi interessa sempre parecchio, anche se non sono famosi è sempre bello vedere come gestiscono il loro tempo, cosa fanno quando non scrivono, come e quando scrivono, da dove arrivano e prendono le idee, insomma sono curiosa!
Tornando al libro vi posso dire che l’ho amato per la sua semplicità, no anzi per la storia che potrebbe apparire banale che nessuno si immaginerebbe di ricamarci sopra una storia. L’ho trovata geniale, perché dalla banalità ne è nato un grande romanzo. Ho sempre pensato che per essere uno scrittore devi per forza avere o vivere una vita, diciamo avventurosa, ricca di avvenimenti, strani o no. Ricca di viaggi, nuove persone, ecc…ma ho dovuto ricredermi, perché questa storia, pur sempre inventata è di una genialità inaspettata. Su una recensione di Goodreads una ragazza ha scritto: il libro di una vita. il libro della vita. Mi chiedo ancora ora come è riuscito a scrivere un romanzo di poche pagine (322) ma che parla di una vita intera, di una formazione, di amore e amicizie, di guerra  e amici caduti in guerra, di malattie, di problemi sul lavoro, di tradimenti e matrimoni falliti già da poche ore dopo la cerimonia. Insomma ci sta proprio tutto li dentro, mi ha persino angosciata, sapere Stoner (il protagonista) sposato con una donna che avrei voluto prenderla a sberle, due a due! Terribile!  E lui che provava, ci provava a far funzionare il matrimonio, ci metteva tutto il suo essere, la sua delicatezza, ma lei era di ghiaccio, un muro, mai contenta, mai una gioia. Non voglio svelarvi piÙ di quel tanto, perché questo romanzo deve essere letto!

Io l’ho scelto prima che iniziassero le vacanze, in biblioteca, avevo paura di rimanere senza libri da leggere questa estate e ho arraffato qualsiasi libro che mi capitava e fra i tanti Stoner!

La prima parte del libro si centra sopratutto sull’inizio di formazione di Stoner, il distacco con i suoi genitori e l’inizio in un nuovo paese. Poi la seconda parte è quasi tutta incentrata sulla vita matrimoniale di Stoner e l’ultima parte sul lavoro di Stoner, la vita privata passa un po’ in retroscena ma c’è anche uno sconvolgimento in questa ultima parte che porterà Stoner ad essere piÙ felice e sopratutto provare le gioie dell’amore!

Termino ora la recensione, come sempre molto personale ma che tanto ci tenevo a scrivere.

Voi l’avete letto? Vi è piaciuto?