Leggendo: Io ti troverò capitolo uno

Nel post di ieri vi accennavo al mio periodo no con le letture. Ho alcuni libri presi in biblioteca che non sento la voglia di leggerli, uno l’ho iniziato ma proprio non ce la faccio a continuarlo, uno l’ho finito ma con grande sforzo! Così ho cercato di guardare un po’ i libri che avevo in casa e un po’ di tempo fa ho acquistato un po’ di libri nel negozio di seconda mano, sono sempre alla ricerca dei libri di Stephen King e tra questi ce n’era uno che è stato citato diverse volte da King. Non ho potuto lasciarlo lì e ieri sera ho tolto di mezzo i libri che non mi andava più di leggere e ho iniziato questo piccolo tomo di quasi ottocento pagine ma penso sarà una lettura veloce!

Ho deciso di inserire una nuova categoria dei libri in lettura ma non ancora terminati. Se ho qualcosa da dire su un libro che sto leggendo ve ne parlerò qui. Per iniziare voglio parlarvi di Io ti troverò di Shane Stevens (è uno pseudonimo e non si sa quale sia il nome reale di questo scrittore) uno scrittore statunitense morto nel 2007 di cui si sa ben poco in quanto ha scritto romanzi per alcuni anni per poi sparire nel nulla per diverso tempo.

La sua scrittura mi ha catturata subito, anche se sarà un libro macabro so che lo amerò. L’inizio è stato abbastanza crudo, ingiusto, brutto che vorresti dire non è possibile che esista così tanto male. Ho letto una sessantina di pagine, praticamente tutto il primo capitolo.

Ci troviamo negli anni ’50 e ’60 in un luogo appartato due giovani si trovano seduti nella  loro automobile si stanno sbaciucchiando ma vengono interrotti  da un criminale che chiude nel bagagliaio il ragazzo e stupra la ragazza. La ragazza già all’età dei tredici anni veniva molestata da suo zio o padre (non ricordo) e ora che ne ha venti di anni prova un odio viscerale per i maschi, praticamente li usa a suo piacimento ma senza provare nessun piacere a far sesso, ma solo per ottenere qualcosa. Vuole un marito, un po’ di tranquillità finanziaria. Seduce il suo ragazzo, si sposano poi lei rimane incinta ma scoprirà presto che il suo uomo è sterile e il bambino che presto nascerà sarà frutto dello stupro subito quel giorno. Da lì comincia il declino, il rapporto con suo marito si guasta, alla nascita del figlio rimane delusa, perché è un maschio e lei odia gli uomini li vorrebbe uccidere tutti, compresi i bambini. Il marito morirà presto, ucciso in una rapina da uno della banda. Lei rimane sola con il figlio ma provando tutto questo odio finirà per raccontare storie orrende di suo padre, della vita e alla fine comincia a picchiarlo. Un bambino di tre anni picchiato a sangue continuerà a subire i sevizi di sua madre fino a quando un giorno si sveglia e butta sua madre alcolizzata nella stufa e la brucia. I poliziotti troveranno questo bambino davanti  alla stufa che mangia un pezzetto di carne bruciato, verrà rinchiuso in una clinica psichiatrica fino all’età di ventuno anni dove fugge e di più non so dirvi perché sono arrivata a questo punto.

Nel primo capitolo troviamo questo: la nascita di un mostro, un mostro creato da due adulti, soprattutto da sua madre che gli raccontava storie di suo padre, un uomo che stuprava le donne ma che poi fù preso e condannato a morte. Il bambino crescendo continuava a pensare a suo padre e presto si identificherà in lui, in quella figura uscita dai racconti di sua madre.

Forse vi ho svelato un po’ troppo ma è più o meno la descrizione all’inizio del libro che si può leggere. Sono curiosa di sapere come andrà avanti ma penso di leggerlo di giorno perché ieri sera ho stentato un po’ ad addormentarmi!

Pensavo che ci fosse pure il film ma non credo sia tratto da questo libro! Anche perché il film si intitola Io VI troverò!!

Voi avete già letto questo libro? O altri romanzi  di Shane Stevens?

Per ora è tutto se avrò altro da dire senza fare troppo spoiler ve ne parlerò qui!

Buona giornata!

Annunci

#40 GirlBoss di Sophia Amoruso 

 

Arrivo a questa lettura dal telefilm Girlboss visto su Netflix, arrivata a metà stagione vengo a sapere che non continueranno a farla! Tra tutti i telefilm che c’erano ho scelto proprio quella giusta! A parte questo ho deciso di andare avanti anche perché mi piaceva! Ma arrivata verso la fine ero un po’ giù fino a quando ho fatto la seconda scoperta che era stato tratto da una storia vera e che c’era anche un libro!  Di nuovo felice sono andata a cercarlo e trovandolo ho scaricato subitissimo un estratto sul mio Kindle! Arrivata alla fine mi sono chiesta: lo compro? No? Si? Dopo circa due minuti avevo già fatto l’acquisto! E in pochi giorni ho terminato la lettura!

Sophia Amoruso è una GirlBoss, una ragazza un po’ sbandata con dei problemi di attenzione, lascia il liceo o non lo termina per darsi a vari e svariati lavori che abbandona o viene licenziata. Ma ben presto le cose cambieranno, grazie ad un lavoro noiosissimo che le permetterà di aprire uno shop su eBay e vendere una giacca pagata poco o niente e venduta a svariate centinaia di dollari! Da qui continua a crescere fino a diventare amministratore delegato di un’azienda con un fatturato di oltre cento milioni di dollari con tanto di mega ufficio a Los Angeles con la bellezza di cinquemila metri quadri e molto di più.

Io non sono molto che crede a capofitto a queste cose, ma il fatto di aver visto prima la serie TV mi ha fatto ammirare questa giovane ragazza che dal nulla è riuscita a creare un impero!

Vi consiglio questo libro se avete bisogno di una certa spinta, se vi sentite giù perché tutto fa schifo, leggete questa biografia e vi ritroverete ad essere più attive e con tante nuove idee per la testa! Mentre leggevo mi sono già annotata diverse frasi ma soprattutto tanti consigli utili! Anche se sono sopra i trenta, anche se sto raggiungendo i quaranta ho apprezzato questo ebook frizzante!

E a fine mese uscirà un nuovo libro, anzi un Workbook! Non so se lo prenderò ma l’ho già aggiunto nel carrello e sono ancora indecisa perché non ho ancora visto nessuna anteprima del contenuto!

Voi conoscete Sophia? La trovate pure su Instagram! Inutile dire che ora la sto già seguendo…fino a quando non lo so…si dopo un certo periodo i VIP smetto di seguirli…non so il perché ma mi danno noia!

 

 

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

#33 L’ultima fuggitiva di Tracy Chevalier

Ieri sera ho terminato questa lettura di Tracy, non so ora quanti libri mi mancano forse un paio, dovrò andare a controllare. Ho appena saputo che mia zia mi regalerà l’ultimo libro che ha scritto, una novità che non sapevo nemmeno che c’era! Non vedo l’ora del mio compleanno! Manca poco! :-)))

Leggere Tracy è sempre un vero piacere, la sua scrittura la trovo sempre bella e ricca di storia. A volte mi tocca andare a ricercare, date, luoghi personaggi perché non li conoscevo. Mi piace questo genere di romanzi storici, non sono ostici ma piacevoli da leggere. Si impara tantissimo perché porta a pensare alla storia, a ciò che era una volta, a come una volta ci si comportava; in questo libro ho pensato alle comodità che noi ora abbiamo, come per esempio se ci scappa la pipì abbiamo il bagno, alcune case anche due, ma una volta era diverso, non c’era il bagno, le canalizzazioni, c’era il pitale! In questo romanzo la parola pitale mi ha dato da pensare, quando andavo in bagno mi guardavo attorno, abbiamo shampii per capelli, corpo, creme, gel e tanto altro, passiamo ore a cercare il miglior schampoo o la miglior crema ma una volta non c’era niente di tutto questo, forse meno problemi ma un po’ piÙ puzzolenti. Non è che il romanzo si sia focalizzato sul pitale, ma mi ha portato a tutti questi pensieri di comodità!

Un po’ di tempo fa, quando cercavo notizie riguardanti a Tracy Chevalier avevo letto che ogni suo romanzo la porta ad imparare un nuovo hobby, e qui possiamo trovare chiaramente il cucito e più precisamente il patchwork, mi ha fatto venire una voglia di ritirare fuori dal cassetto i miei vecchi libri sul patchwork e alcuni quadrati di stoffa che avevo ritagliato per farne una copertina ma che poi abbandonai. A volte mi immergo tantissimo nei libri, riscrivo passaggi o come in questo caso nomi di punti, consigli sul cucito; non si smette mai di imparare! In questi giorni sto cucinando alcune cose che trovai nel libro di Ava Lavender, mi sono già preparata una buonissima torta al cioccolato con glassa al caramello, una goduria e mi fa pensare al libro che avevo letto, alla felicità nel momento mentre cucinavo, perché un libro mi aveva portato a fare qualcosa di bello, qualcosa che mi facesse sentire bene.

L’ultima fuggitiva è ambientato in America nel lontano 1850, anche se la protagonista parte dall’Inghilterra, poi la storia si terrà tutta in America, si parlerà si schiavitù e di abolizionismo. In alcuni stati gli schiavi erano liberi e in alcuni no, c’erano schiavi che scappavano per andare in Canada! La storia inizierà con la stagione estiva per poi continuare con il resto delle stagioni e finirà con l’estate.

Ho amato particolarmente alcuni personaggi, la protagonista Honor senz’altro ma anche la sorella Grace, con un carattere molto più forte di Honor, lei era molto più aperta invece Honor non le piaceva parlare. Poi c’è il “cattivo” della storia che l’ho trovato subito simpatico nonostante fosse un bruto, mi dicevo: fa si che diventi bravo!!! Poi ho adorato Belle, la ragazza che aiuterà Honor all’inizio, lei possiede un negozio di cappelli dove per qualche giorno Honor la aiuterà e Belle scoprirà quanto sia brava a cucire!

È la prima volta che mi ritrovo ad amare diversi personaggi dentro in un solo libro, tutti diversi uno con l’altro ma che sono così ben descritti che non si dimenticano facilmente, ma anche personaggi secondari, sono ancora tutti lì nella mia mente e posso vedere i loro visi, i vestiti che portano.

Se amate i romanzi storici, ve lo consiglio come pure se amate cucire e l’arte del Patchwork. Ora vado a cercare come si fa il punto morto, ossia invece di fare il nodo sul filo quando si inizia a cucire per non perdere il filo…almeno mi è sembrato che fosse quello!

Tracy Chevalier

L’ultima fuggitiva

Editori: Nero Pozza (i miei preferiti!!)

Traduzione di Massimo Ortelio

Titolo originale: The Last Runaway

2013

pag 311

SalvaSalva

32# Lo straordinario mondo di Ava Lavender di Leslye Walton

In questi giorni ero poco ispirata a scrivere, per la prima volta in vita mia ho sentito i miei occhi bruciare e pizzicare, un infiammazione che per alcuni giorni non mi ha lasciata fare un granché. Ma stamattina ho finito di leggere questo stupendo libro di Leslye Walton, un libro per ragazzi/e (YA) ma che alla fine è piaciuto pure a me con i miei trentasette (quasi) anni. Un libro che si legge anche in poche ore o in un pomeriggio, io l’avevo iniziato ma poi per causa del bruciore agli occhi ho dovuto lasciare a metà, ma in una mattinata l’ho finito, la storia che all’inizio sembra mancare di qualcosa  proseguendo tutti i pezzi vengono messi a posto. Una storia che parla dell’essere diversi, di come gli altri notano il tuo modo di essere strano, come vive la vita una persona che tocca sempre sentirsi gli occhi addosso e giudicata. Mi piacerebbe che ci fosse un seguito di questa storia, in se la storia finisce con un finale ma ovviamente io già ci vedo un possibile seguito!

Leggendo questo libro mi è parso di sentire alcune note di Chocolat, forse sarà stata la panetteria dove sfornavano diversi pani ma anche dolci, cioccolatini, torte e pasticcini a ricordarmi la chocolaterie di Vianne Rocher ma anche la magia, il sapere cosa sta portando il vento in arrivo, oppure una pioggia, di sapere leggere le persone ( una sensitiva?) attraverso doti quasi sovrumane che noi siamo abituati a chiamare streghe! Si quando si possiedono queste doti le persone vogliono stare lontani, perché hanno paura oppure non riescono a capire o peggio non vogliono assolutamente capire. Ma proseguendo nella lettura ho sentito anche un po’ di Wonder, il fatto di essere diversi, il fatto che tutti quando tu esci ti vedono e ti fanno notare il tuo difetto, c’è stato un paragrafo, dopo la metà del libro che mi ha fatto ricordare Wonder. Ora non voglio fare nessun spoiler ma si svolge durante una festa un po’ speciale.

La storia parla o meglio dire è narrata da Ava Lavender, una bambina nata con delle ali, inizia con la sua nascita ma per poi ripercorrere la sua vita iniziando andando in dietro con il tempo da sua mamma, nonna e bisnonni, insomma va indietro molto indietro con il tempo per poi arrivare di nuovo alla sua nascita e proseguire la sua vita.

Ava ha  un fratellino, gemello, nato senza ali ma anche lui è considerato speciale, perché non parla ed è un pochino strano, ma crescendo scopriranno che ha un talento speciale e anche un dono.

In questa storia si trova veramente tanto, di amori, di famiglia, amicizia, sulla diversità ma anche del male, della superstizione e anche un po’ di magia e odori che vi faranno venire la voglia di impastare un pane o preparare una deliziosa torta al cioccolato rigorosamente servita con della glassa.

Più o meno la storia è ambientata negli anni ’50 e si fa riferimento all’asciugatrice, io mi chiedevo ma esisteva già? Per tutto il libro mi sono portata questo tarlo in testa, pensando e ripensando, visto che io l’asciugatrice l’ho scoperta e acquistata solamente dopo il 2005!!!! Ovviamente a fine libro sono andata ad informarmi e già nel 1892 qualcuno aveva già inventato qualcosa e nel 1915 è stata inventata una elettrica. Insomma negli anni ’50 c’era già e io che pensavo fosse qualcosa di nuovissimo!!! Mai smettere di cercare, mai smettere di studiare!

A parte l’asciugatrice che potevo fare a meno di scriverne mi è piaciuta una frase che ora vi trascriverò qui:

Il fatto che l’amore non sia come te lo aspetti non significa che tu non ce l’abbia

Questa è una bella frase da tenere a mente quando qualcuno ti dice di sentirsi solo, ma anche per noi stessi, a volte ci sentiamo soli e non amati ma dobbiamo pensare che l’amore è nascosta dietro a varie facciate. Me la sono subito sottolineata (si ho pasticciato questo libro con orecchiette, note, ecc…il libro è mio e ho scoperto da poco questa nuovo modo di leggere e tenere i libri) e ora me la trascriverò nel diario! Ah vi lascio anche un’altra frase che mi ha colpita, sempre sull’amore, l’amore che a volte diventa sfarzoso, appariscente…:

Che cosa se ne fa il cuore di un anello?

Non ho trascritto il tutto perché era un po’ troppo spoilerante, ma potete ben capire che si parla come sempre di amore, di fidanzamento,…abbiamo proprio bisogno di questi “oggetti” per legarci a qualcuno che amiamo? Dobbiamo per forza avere l’anello di fidanzamento o di matrimonio? Questa frase ancora gira e rigira nella mia mente cercando di trovare tutte le  varie sfumature, ma mi è rimasta subito impressa che me la sono voluta trascrivere!

Ovviamente ho sottolineato ogni volta che si parlava di pani, torte e dolcetti, me li sono trascritti tutti che magari prossimamente mi vien voglia di preparare qualcosa. Adoro quando nei libri si parla di cibi, anche se non vi sono presenti le ricette mi piace annotarle. Mi sembra di averlo già detto nel post del libro precedente! Anche li c’erano un paio di piatti ma in questo è veramente una goduria che è un peccato non mettersi a cucinare una deliziosa torta au chocolat!

Ci risentiremo domani con le 10 cose, è già venedì!!!

 

SalvaSalva

30# I frutti del vento di Tracy Chevalier


Sono due giorni o più che non pubblico, mi ero promessa di scrivere qualcosa ogni giorno o quasi e ora rieccomi qui con la prima lettura di luglio, un libro della mia amatissima Tracy Chevalier, ma devo dire che è quello che mi è piaciuto di meno, di tutti quelli che ho letto di lei. La cosa che non mi è piaciuta è che sono sempre stata li ad aspettare qualcosa che mi facesse dire wow, oppure che succedesse qualcosa, ma la storia per me è stata troppo piatta, in tutti gli altri suoi romanzi ho sempre trovato una storia avvincente, ma in questa manca qualcosa.

I protagonisti qua possiamo dire che sono le mele, gli alberi, la storia ruota su di loro, sulle prime importazioni di sequoie giganti dall’America all’Inghilterra, storie vere ma non so perché questa non mi ha suscitato il fascino delle altre sue storie. È un romanzo violento di per se, la vita era crudele una volta e lo è nel libro, c’è poca speranza, i figli muoiono di malaria, la vita è dura.

Dopo una cinquantina o piÙ di pagine mi sono detta, vabbè ho capito che stai parlando di mele, ma ora se la storia continua così andrà a finire che le mele comincio a detestarle. Sembrava che la storia volesse restare attaccata a queste mele, come se non volesse staccarsi da quel mondo. Poi all’improvviso si discosta, il luogo cambia, ma ci ritroveremo di nuovo in mezzo ad alberi, e questa volta con le sequoie, alberi immensi che io non ho mai visto. A me piace la Natura, gli alberi, le mele, insomma tutto quel che riguarda quel mondo, così magico, ma la storia in questo racconto sembrava un po’ scritta in fretta e furia. Non era corposa, non andava a fondo, si legge di qualcosa, poi vorresti che andasse a fondo invece inizia con qualcosa di nuovo, senza andare a scoprirne tutti gli angoli. Non so se mi sono fatta capire. Io amo i libri di Tracy Chevalier, mi sono piaciuti veramente tutti, ma questo, pur amando la Natura, non mi ha preso.

Comunque sia non demoralizzatevi da questa mia recensione, ognuno è fatto a modo suo, ho un amica che ha trovato questo libro stupendo! Pure io a volte mi ritrovo a non piacere un dato libro che alla maggior parte è piaciuto o l’incontrario! L’importante capire o meglio analizzare, cosa non è piaciuto, se è qualcosa di personale, se è per la storia, troppo truce se è per mancanza di qualcosa. Insomma a me piace analizzare un libro anche se non mi è piaciuto molto, nel senso ci sono libri che proprio non ci degno nemmeno più un pensiero, perché son stati così tanto scadenti che proprio li voglio dimenticare, ma libri come questo, che comunque posseggono una certa forza vale la pena e trovo giusto poterlo analizzare, sia solo pensandoci, scrivendo, parlandone (se avete amici, io da sfigata posso solo scrivere!).

Io non so mai se descrivervi la storia, perché a me quando vado a leggere le recensioni, salto sempre la descrizione del libro, mi interessa leggere quello che sono state le percezioni, le sensazioni che uno ha avuto leggendo un romanzo (anche film, videogioco, ecc…). A volte leggendo solo la descrizione mi ritrovo a non voler più leggere quel libro o volerlo leggerlo subito e amandolo prima di iniziarne la storia e poi ritrovarmene delusa. Mi piacerebbe trovare un modo per fare una breve  descrizione del libro, senza andare troppo nei dettagli, svelarvi cose tipo: SPOILER! 🙂  Una specie di recensione ma in questo caso descrizione in pillole!

Della storia di questo libro termino qui, volevo solo spendere due parole, se non l’ho già fatto sulla casa editrice Nero Pozza. Allora fino a qualche tempo fa non conoscevo per niente l’editoria, cioè non guardavo mai l’editore di un dato libro, conoscevo solamente la Mondadori e la Feltrinelli. Ma da qualche mese ho cominciato a mettere in ordine i libri per casa editrice scoprendo di avere tanti Mondadori e Mondadori Oscar, Bompiani e Rizzoli per poi passare ad un po’ meno di Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Sperling&Kupfer e Einaudi poi pochi Salani, Tea, Piemme, Neri Pozza, Adelphi e Marsilio. Ho pure pochi libri Sonzogno, Corbaccio, Sellerio, Fabbri, e/o, Frassinelli e New Comton Editori. Ecco questi sono quasi tutti gli editori che conosco grazie ai libri che posseggo. Ho iniziato il mio percorso nella lettura a leggere senza pensare o a volte leggere chi sia l’autore o l’autrice. Non conoscevo minimante gli scrittori, leggevo solamente la storia, poi ho iniziato ad interessarmi degli scrittori, magari ritrovandomi libri dello stesso autore, dicendomi ma tu guarda questo mi sembra di conoscerlo e così via, fino ad ora ad avere scrittori preferiti e no. Da poco, qualche mese, ma grazie anche ai vari booktuber, blog che citano sempre i vari editori ho cominciato a riconoscerli e a guardare quali edizioni avessi io.  Poi appunto ho riordinato la mia libreria per editori, prima era per colore! Ora quando vado a cercar libri nei negozi dell’usato non guardo più tanto il titolo del romanzo ma lo scrittore o l’editore! Sento che sto facendo un percorso in questo mondo della lettura, ho iniziato timidamente fino a diventarlo voracemente leggendo un libro al giorno, per poi calmarmi e leggendo libri che veramente ho voglia di leggere. So che questa cosa andrà avanti e maturerà, ora sono un po’ in fissa con gli editori, vado sui loro siti per cercare informazioni, sapere la loro storia, ecc…mi piace poter saper un po’ di più su questo magico mondo che è la lettura. Probabilmente mi verrà di scrivere su una certa casa editrice o l’altra…sopratutto i Neri Pozza la mia preferita, i loro libri sono sempre belli, sia dalle loro belle copertine, con disegni che sembrano quadri ma anche dal contenuto, mai deludenti!

Ora termino qui  e vado a cercarmi la prossima lettura, non so se leggere un altro libro di Tracy Chevalier o leggere tutt’altro. Vedremo!

Buona giornata a tutti voi!

 

PS: Il numero accanto al titolo è a quanti libri sono arrivata a leggere in questo 2017 I frutti del vento è il trentesimo!


 

SalvaSalva