Trilogia delle Gemme “Blue” di Kerstin Gier

Buongiorno e buon sabato a tutti voi. Ieri sera ho terminato il secondo libro di questa trilogia delle Gemme. Non si è rilevato molto profondo, anche se tutto sommato un po’ mi è piaciuto. Ma resta un po’ come il primo…poca roba. Nel senso che succede ben poco, i soliti viaggi del tempo per scoprire chissà cosa, l’amore, l’amicizia e la famiglia. Non riesco a dire che i libri non mi sono piaciuti ma non posso nemmeno dire che siano stupendi, comunque sia vi lascio un resoconto di questa seconda parte.

La trilogia delle Gemme Blue

La trilogia delle Gemme

Blue

di Kerstin Gier

TEA editore

Prima edizione: 2013

traduzione di Alessandra Petrelli

Come per il primo non ho capito questo secondo titolo: Blue, mi sa che dovrò andare a ricercarne il significato, nel libro non mi sembra che si dica qualcosa al riguardo, almeno nel primo pensavo che fosse associato che il rosso era il colore dei capelli delle donne che sono e sono state viaggiatrici del tempo, ma appunto Gwen non ha i capelli rossi ma bensì neri. Magari sarà questione di pietre preziose…

In questo secondo libro della trilogia, Gwen incontrerà nei suoi viaggi assieme al bel Gideon il conte di Saint Germain, un conte molto potente con poteri molto potenti che spaventeranno subito Gwen. Gwen scoprirà presto di non potersi fidare di nessuno, anche del suo bellissimo Gideon o dei Guardiani. Tutti vogliono completare il cronografo prelevando il sangue dai dodici guardiani, ma alla fine per quale scopo, cosa si nasconde? Chi lo vuole fare è per fare del bene o solo per prendere il potere e dominare su tutti? Insomma si gira ancora su questo cronografo, c’è ancora da capire perché quei due che ancora non ho capito chi siano (gli zii?)volessero rubare il cronografo per impedire una catastrofe o perché lo volessero tutto per loro. E poi erano veramente gli zii o … insomma tanti punti di domanda e poche risposte solo intuizione e voglia di finire questa trilogia per vedere effettivamente come finirà e sopratutto se succederà (finalmente) qualcosa. Verso la fine del libro qualcosa si comincia ad intuire, c’è pure un codice da decifrare ma non so se avrò la pazienza di farlo visto che ho a portata di mano il terzo libro della trilogia.

Mi dico sempre che quando inizio a leggere di scrivermi i nomi e tutte le cose che ritengo importanti da ricordare, poi a volte non lo faccio come è successo in questa trilogia, ho pensato intanto è un libro semplicissimo che mi serve trascrivere giù tutto? Invece…mi sarebbe servito.

Il mio giudizio finale è: così così, non bello ma nemmeno brutto 🙂

Aspettavo di leggerlo da chissà quanto tempo ma poi ne sono rimasta un po’ delusa leggendo il primo e ora sto proseguendo la lettura un po’ controvoglia.

Voi l’avete letto o avete intenzione di leggerlo? Cosa ne pensate di questa trilogia?

 

La trilogia delle Gemme Red di Kerstin Gier

Pensavo di andare avanti con l’altra trilogia iniziata poco tempo fa, Innamorata di un Angelo ma poi mi è arrivata fra le mani questa trilogia fantasy e non ho potuto aspettare di iniziarla. L’ho cominciata pochi giorni fa e terminata proprio oggi pomeriggio sorseggiando un tè chai caldo caldino anche se fuori le temperature son di nuovo estive.

RED trilogia delle Gemme

Questa trilogia l’ho scoperta un giorno in biblioteca, ma non sapendo quanti libri erano e quale sopratutto era il primo l’ho lasciata li, in seguito mi sono recata in un’altra biblioteca più vicina a casa mia e ne ho parlato alla bibliotecaria se la conoscesse e così sono riuscita ad avere la trilogia completa da leggere durante le vacanze estive. Mi aveva incuriosita il titolo e la ragazza in copertina con i capelli lunghi:-) mi sono detta: sicuramente questo libro mi piacerà.

Questo libro è un Young Adult e io di young non ho molto, ma sono molto attratta da questi libri, non capisco ancora il perché ma so che mi danno parecchia carica e energia positiva.

La trilogia delle Gemme

Red

di Kerstin Gier

Casa editrice TEA

Traduzione di Alessandra Petrelli

Prima edizione italiana: 2011

Kerstin Gier è una scrittrice tedesca nata nel 1966 a Bergisch Gladbach, ha cominciato a scrivere romanzi nel 1995 e nel 2005 ha ricevuto il premio Delia internazionale per un libro che ha scritto e invece da questa trilogia delle Gemme è stata realizzata una serie di film, tra cui uno uscito a fine giugno nelle sale tedesche (andrò senz’altro a ricercarli). Dopo la trilogia delle Gemme è arrivata anche la trilogia dei sogni che però non ho ancora letto ma che sicuramente leggerò al più presto!

Non ho ancora capito bene cosa significa il nome del titolo di ciascun volume, il primo Red nel libro ad un certo punto parla di una ragazza dai capelli rossi ma lei, la protagonista Gwen non ha i capelli rossi (sua cugina si, pensavano fosse lei la fortunata viaggiatrice)! Sicuramente lo capirò andando avanti con la serie. Gwen, anzi Gwendolyn è la protagonista del libro, una ragazza che arrivata all’età dei sedici anni, scopre di avere un dono speciale (di essere una viaggiatrice del tempo) che nessuno le ha mai detto di avere, sua madre l’ha tenuta all’oscuro di tutto ciò ma non si sa perché. Gwen verrà aiutata in questa avventura dalla sua migliore amica Leslie, infatti lei passerà molto tempo a fare ricerche per conto di Gwen su conti, Lord e tutto quello che le servirà per poter scoprire cosa sta accadendo nella sua vita. Non voglio rivelarvi di più su questa prima parte, anche perché nella prima parte succede poco o niente; tutto è concentrato su Gwen che scopre di non essere una ragazza qualsiasi ma una viaggiatrice del tempo.

È stata sicuramente una lettura scorrevole e piacevole, peccato per il poco che succede o che viene svelato, mi è sembrato tutto così un po’ piatto e senza risvolti che ti lasciano a bocca aperta. Forse un po’ scontato, alcune cose già si possono intuire e ora non vedo l’ora di continuare la lettura e per fortuna non devo aspettare un’anno o più per andare avanti; me lo sarei già dimenticato nel giro di pochi giorni.

Comunque è solo il mio parere personale e non avendo ancora finito la trilogia non mi voglio sbilanciare troppo.

Voi l’avete già letta questa trilogia o magari quella dei sogni?

Ho ancora un po’ di tempo e lo userò per iniziare Blue 🙂

Buon pomeriggio a tutti.

Con questo post inauguro anche la mia pagina FB di questo blog, passate a trovarmi e lasciatemi un bel like:-)

Vi aspetto.

 

La città che profuma di coriandolo e di cannella di Marie Fadel e Rafik Schami

16.11.2015

Ho letto questo libro in un baleno, la lettura è bella e ti trasporta fra le vie di Damasco, gustando la sua storia e la sua cucina. Un ricettario ma che in se racchiude diverse storie, man mano che si percorrono le vie di Damasco facciamo conoscenza di vari personaggi (parenti, amici dello scrittore) che alla fine di ogni racconto lasceranno una o più ricette. Ognuno di loro avrà una sua ricetta personale legata alla sua famiglia o tradizione.

Ma non solo cucina, c’è anche la storia di Damasco, le guerre, le conquiste. Un libro che ti porta dentro in quelle vie, che ti fanno assaporare ogni passo, ti sembra quasi di essere li, in quella splendida terra. Un mix di spezie, racconti e storia. Un libro perfetto per chi ama la cucina in generale e i racconti legati alla cucina ma anche di Damasco. Io non ci sono mai stata e non so quasi nulla di li ma grazie a questo libro ho potuto assaporare il profumo delle spezie dei mercati, che si trovano lungo le vie di Damasco, assaporare una buona insalata di pane, sentire la calda ospitalità, li si cucina già per molte persone in più perché sanno che magari avranno visite e che si fermeranno a pranzo o a cena. Insomma questa ospitalità da un calore umano al libro, ora che ospito mio fratello e sua moglie a casa nostra sento quanto sia bello vivere così in tanti, come sia bello cucinare e mangiare in compagnia. La nostra casa è aperta e anche noi un piatto in più c’è sempre per qualche ospite inatteso. Anche se non avessi nulla in quel momento mi metterei a cucinare solo per quella persona, per me è così, sento dal profondo che è così che non è altrimenti. Ma è una cosa rara qui da noi, le persone se ti ospitano, pensano già subito quando te ne andrai, lo si può leggere benissimo nella loro mente, dall’atteggiamento…La solitudine, la pace, il silenzio è una cosa bella ma la si assapora meglio dopo una bella giornata, pranzo o cena passati tutti quanti insieme.

Per finire vi lascio i soliti dati per leggere questo meraviglioso libro, volevo aggiungerlo su anobii ma non l’ho trovato!

La città che profuma di coriandolo e di cannella

di Marie Fadel e Rafik Schami

Garzanti

Titolo originale: Der Geschmack einer Stadt

Traduzione di Paolo Scopacasa

Prima edizione: 2002

pag 192

 

PS: Tenere ogni giorno questo diario è faticoso, ma sento che devo farlo e anche se sono in ritardo di due o tre giorni lo scrivo, perché ogni libro devo appuntarmelo, devo scrivere quello che mi ha lasciato, anche se un libro magari non mi è piaciuto, anche se ho dovuto saltare pagine per arrivare alla fine. Non è che posso cambiare un libro così facilmente, lo devo leggere in un giorno e capire subito se un libro mi piacerà, non sempre è facile. Anche perché magari a volte non è che abbia tantissima scelta. Leggo quasi esclusivamente libri dalla biblioteca, acquisti non ne faccio, a volte qualcuno mi passa dei libri ma dei giorni sono veramente faticosi, perché la lettura magari non scorre bene, il libro mi annoia e mi chiedo ma quanto mai ho iniziato una cosa simile. Sono arrivata a tre mesi e in questi tre mesi ho sempre letto, un libro al giorno, da poesie, racconti, romanzi. Non è importante cosa ma l’importante è che legga qualcosa che mi vada bene in quel dato giorno, se un giorno avrò voglia di un fumetto, fumetto sia! Ho solo abbandonato la lettura digitale, leggere su uno schermo mi stanca e non mi sembra nemmeno di leggere. Peccato perché la scelta sarebbe anche più ampia, più veloce e istantanea. In questo momento stavo pensando di inserire magari la lettura di un intero giornale, io non li leggo mai anche perché non siamo abbonati, ma leggere tutto un giornale sarebbe anche bello, leggere tutto d’un fiato tutte le notizie, dalle informazioni del giorno, i fatti, le previsioni, cinema, teatro, ecc… sicuramente lo farò!  A volte mi sento in colpa di aver letto un libro per ragazzi o un libro di neanche cento pagine, ma devo capire che per me l’importante è prendere un libro e leggerlo e che io voglia leggerlo non tanto per leggere ma leggere per guarire, leggere per sognare, leggere per viaggiare, leggere per volare.

 

La ragazza porcospino di Katja Rohde

15.11.2015

  

Ho scelto questo libro pensando un po’ a uno dei miei figli, costretto ad andare in una scuola speciale per via del suo problema specifico per il linguaggio. Abbiamo pensato che fosse autistico, dislessico, qualsiasi cosa pur di trovare un nome alla sua “malattia”. Se ti dicono tuo figlio è …. puoi iniziare da li, ma nel nostro caso non abbiamo mai avuto una diagnosi definitiva, da quando ho capito che non parlava molto ho cominciato a studiare per conto mio, giochi o esercizi da fare con mio figlio ma nulla è servito. Tutti mi dicevano che si sbloccherà ma nulla. Non so mai che dire, sono arrivata a pensare di insegnargli il linguaggio dei segni, ma a scuola mi dicono che è troppo presto che bisogna aspettare che lui cresca ancore e che riesca ad imparare tutte le parole come tutti quanti noi. Ma a volte le braccia mi cedono, ho voglia di buttarmi a terra e pensare che intanto non cambierà nulla. Continueremo a restare in questo limbo per chissà quanto tempo. Ritornando al libro ho pensato di trovare un aiuto o qualcosa che mi confortasse ma invece è una testimonianza di una ragazza super intelligente ma rinchiusa nella sua pelle da porcospino, vorrebbe essere come uno di noi, poter parlare come noi, ma le parole che il suo cervello pensa le escono distorte e gli altri non la capiscono. Dev’essere bruttissimo, sapere di sapere e non poterlo esprimere. Questo mi ha fatto pensare al mio bambino, chissà se dentro di lui c’è qualcosa o sa delle cose ma non riesce a farle/dirle. Chissà magari è colpito da una lieve forma di autismo o non so, tutte cose che mi vengono da pensare. Nel libro non ho trovato molto, forse alcuni stati d’animo mi sono famigliari, il dover frequentare una scuola speciale gli stimoli per imparare si riducono, saranno più mirati ma il dover passare un’intera giornata con altri bambini con altri problemi, magari uno che urla, uno che ti tocca continuamente, può essere frustrante. Quando il mio piccolo porcospino ritorna da scuola si isola subito, in un posto dove può trovar pace e se anche una parla con voce un po’ grossa, lui si mette ad urlare e piangere dicendo che facciamo troppo rumore e che gli provoca mal di testa.

Ecco questi sono i libri che mi piacciono, sono i libri che tirano fuori parti di me, di noi. Che siano belli o brutti ma che mi permette di poterli scrivere e girarci intorno, scoprire alcune cose che magari non ho fatto caso prima. Questo mio anno di lettura mi permette tramite alcuni libri di curare e aggiustare parti infranti di me o di noi.

Anche se non ho trovato quello che avrei pensato di trovare vi consiglio questo libro, ma dovete avere una mente aperta, non è un romanzo che si giudica per la storia in se ma è proprio per il coraggio di questa ragazza autistica che è riuscita a scrivere, con l’aiuto di sua madre questa bella e incredibile testimonianza.

La ragazza porcospino

di Katja Rohde

Corbaccio

Prima edizione 1999

Titolo originale: L’Enfant Hérisson

Traduzione di Lucia Corradini Caspani

pag 140

Vita con Dagmar di Dorothee Lehmann

6.11.2015

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Ieri sono andata completamente in panico, non riuscivo a trovare nessun libro da iniziare, quello che avevo preso in biblioteca era troppo lungo e non mi andava di iniziare un libro per ragazzi. Quelli che mi rimangono dell’altra biblioteca non mi ispirano più, così mi sono ritrovata a passare uno ad uno tutti i libri di casa e nel frattempo ho spolverato pure la libreria con i libri dei bimbi. Alle otto di sera finalmente trovo qualcosa! Una storia vera, anche se molto datata, io non esistevo ancora ma leggendo la piccola descrizione mi ha attirata.

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Una giovane coppia sono in attesa del loro primo figlio, ma alla nascita scoprono che la loro bambina è affetta della sindrome di Down, dopo un piccolo periodo di rifiuto, di paura si innamorano di questa bambina che i dottori dicevano che non sarebbe potuta vivere a lungo a causa per un problema al suo cuore. Ma questa bella bimba ha trovato tanta forza per continuare a vivere e farsi forza anno dopo anno, diventando sempre più forte. Il diario di questa mamma è molto bello perché racconta solo quasi esclusivamente momenti belli, avrebbe voluto aggiungere anche i momenti no ma non voleva che altri genitori di questi bimbi si sentissero male per ciò che gli aspetta. Perché sia che il bambino sia normale o no la vita ci riserverà comunque momenti belli e momenti bui. Lei ha voluto mettere in risalto ciò che era bello, le qualità, sopratutto il momento in cui si è resa conto di essere orgogliosa della propria figlia. Quando era nata non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno sua figlia la rendesse così orgogliosa, perché all’inizio c’è solo la paura e ti chiedi ma perché a me? E ora?

Questo tema lo sento anche un po’ mio. Non ho figli affetti da sindrome Down ma il mio terzo figlio ha un forte ritardo nel linguaggio che ora che ha dieci anni non si può più parlare di ritardo ma di un disturbo specifico nel linguaggio. Ha iniziato a parlare tardi ma ci siamo resi conto presto che non riusciva a dire alcune parole come il semplice si a lui usciva solo iiiii, il nome Simone per lui era tipo “limone” o “imone” con il tempo tanti vocaboli siamo riusciti che li pronunciasse bene ma ci sono ancora una marea di vocaboli che gli escono nel linguaggio che lui si è creato per poter comunicare, noi lo capiamo ma chi ci circonda un po’ meno. Finita la scuola dell’infanzia è stato spedito nella scuola speciale perché non avrebbe potuto seguire un programma delle elementari, anche se lui è un bambino perfettamente normale. Avendo quattro figli ho notato la differenza, i primi due sono cresciuti circondati di amici e inviti a compleanni e invece lui è sempre rimasto solo, nessuno lo ha mai invitato ad una festa di compleanno e quando lui invitava qualcuno se ne presentavano uno o due ma no che dico solo uno! Questa cosa penso che fa più male a me che a lui, lui non ci ha mai fatto caso o forse si, chi lo sa è sempre molto silenzioso e non è quasi mai triste, è un bimbo solare ma che ama stare per i fatti suoi.

Alla fine anche se all’inizio la scelta del libro sembrava impossibile sono riuscita a trovare una lettura che per giunta mi ha fatto sentire a casa. Che bisogna catturare gli aspetti positivi, non soffermarsi solo a questo non lo sa fare, quello non lo imparerà mai. Non dobbiamo pensare che nostro figlio diventerà come un bambino normale che ha potuto seguire il proprio percorso in questa normale vita. Chissà magari nostro figlio da grande sarà un ottimo maestro di yoga perché lui ogni tanto si mette nella posizione del loto e sembra emanare una luce che si diffonde per tutta la casa. Questo pensiero mi è venuto ora pensato a qualcosa di positivo.

Basta pensare a cose negative, bisogna avere sempre un pensiero positivo perché se no rimaniamo fermi e l’ansia presto si presenterà alla porta.

Non vi so dare particolari annotazioni di questo racconto perché si trova incluso in un libro con dentro cinque storie. (vedete foto all’inizio)

Vita con Dagmar 

di Dorothee Lehmann

1988

Racconto incluso in questo libro:

Selezione della narrativa mondiale – Periodico mensile

con Bersaglio fatale, Vita con Dagmar, Balla coi lupi e Judith-Rose.

Selezione dal Reader’s Digest