Letture e scrittura e un po’ di Henry Miller


Ieri sera mentre me ne stavo per andare a dormire, dopo la mezzanotte, orario per me insolito, mi era venuta una voglia di scrivere, scrivere di libri. Ho iniziato a leggere I libri nella mia vita (anche se io continuo a dire della invece di nella) di Henry Miller, scrittore di cui io non ne so niente, non lo conoscevo e non so e non ricordo di come ho fatto ad arrivare a questo libro. Erano giorni che le letture non mi soddisfacevano e dopo averne iniziati e abbandonati diversi ho preso in mano questo libro, nello scaffale da alcuni anni (sicuramente), me lo sono fatto prendere da mio padre, lui si reca abitualmente a teatro a Milano e ogni tanto gli chiedo di cercarmi qualche libro. Sono arrivata nemmeno alla centesima pagina di questo libro, ma me ne sono già innamorata, mi piace come scrive, mi piace il suo approccio alla vita e alla lettura. Felice che il libro sia mio e non della biblioteca, matita in mano sono libera di sottolineare e scrivere a margine i miei pensieri. Già nella prefazione ho sottolineato vari passaggi, continuando con la lettura ne ho potuti sottolineare altri e sicuramente continuerò fino alla fine.

È la prima volta che leggo un libro che parla di libri, anche se non è proprio vero, in versione ebook (si dice così) anche se non sono in possesso di un e-reader, presi alcuni anni fa “Curarsi con i libri“, è piuttosto una lista di libri da prendere e leggere se si è afflitti da qualche “malanno”, ogni libro è come una pillola. Ma questo che sto leggendo ora di Miller ha qualcosa in più, parla dei libri che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita, i libri che gli sono rimasti dentro, i libri che lo hanno segnato, ma scrive anche dei suoi incontri con i vari scrittori, ne descrive così bene, così profondamente che quasi mi commuove; la sua scrittura è sincera ed è forse quello che mi sta colpendo di più in questa lettura. Non ho mai letto niente di Miller anche se conosco per nome Tropico del cancro (me lo ricordo nella libreria in casa dei miei genitori ed ero una bambina, non so come faccio a ricordarmi di questo libro), ma per me questa è la prima lettura di questo stupefacente scrittore. Arrivata ad un certo punto mi sono chiesta se fosse ancora vivo, nella mia testa ci speravo tanto, perché leggendo le sue parole mi ci sono così affezionata da pensare di potergli scrivere appena avessi terminato la lettura, per fargli sapere di quanto il suo libro mi avesse stimolato. Con mio grande dispiacere (anche se da come scriveva potevo immaginarmelo) leggo che è morto da diverso tempo, se n’è andato quando io sono nata, morte e vita, questa cosa mi ha legato ancor di più a questo libro, a questo personaggio a me ancora un po’ sconosciuto ma che già mi ci sono tanto affezionata. Nato nel 1891 e la sua scrittura mi sembra  di uno scrittore contemporaneo.

La prima cosa che ho sottolineato è stata nella prima pagina, nella prefazione, lui scrive:

…bisognerebbe leggere sempre di meno, e non sempre di più…sono ben lontano dall’aver letto quanto uno studioso, un topo da biblioteca, o quanto un uomo “colto”, e tuttavia ho letto indubbiamente almeno cento volte di più di quanto avrei dovuto leggere per il mio bene. …Sono davvero pochi quelli che vivono con saggezza e pienamente.

Già questo mi ha fatto pensare a quello che scrivevo in questo post, dove mi rendevo conto che era una follia voler leggere tot libri in un anno, quando guardando le letture di chi partecipa a queste “challenge” sono sopratutto libri “commerciali”, graphic novel, ecc…e mi sono detta: Ma davvero tu vuoi leggere questi libri? Prendere qualsiasi libro per arrivare a 100 libri letti in un anno? Guardare le pagine per vedere in quanto tempo riusciresti a leggerlo? Leggere libri che leggono tutti e che tutti ti consigliano di leggere e poi ti accorgi che sono quei libri che si trovano in tutti i super magazzini in bella vista? Ho cominciato a pormi delle domande, a pensare cosa significa per me la lettura. E ho iniziato a vedere i libri in un altra ottica, non voglio leggere un libro perché 50 “booktuber” ora consigliano di leggerlo, ma voglio leggere un libro perché sento che quel libro fa per me, magari è un libro che nessuno ha mai letto, che nessuno si sogna di leggere, è li che prende polvere o forse è li che aspetta solo te per farsi leggere, perché lui sa che è per te. Per me ora la lettura non è più una brama di leggere, ma è qualcosa di più; anzi sono io a ricercare qualcosa in più dalla lettura. Voglio leggere questo libro perché sento che fa per me, non perché un milione di persone l’hanno letto. La lettura di un libro deve entrarti dentro, deve scuoterti l’anima, ti deve far bene ma anche male.

Ritornando a Miller lui ci parla non solo delle sue letture ma della sua scrittura, dei suoi libri, di cosa per lui significhi scrivere, consiglia persino alcuni scrittori che scrivono per altri scrittori, nel senso che scrivono libri in maniera naturale, mettendoci tutto quello che sanno, la loro vita, i loro pensieri, tutto…i scrittori che sanno o meglio dire che hanno il coraggio di metterci l’anima in quel che scrivono. Ci mettono la loro vita, nuda e cruda.

So per certo che leggendo questo libro imparerò tantissimo, anche perché leggendolo mi accorgo che sono anche i miei pensieri, mi ritrovo a scrivere a margine di uno scritto : Quello che succede a me! oppure: Pure io la penso così! Come se quelle frasi le avessi potute scrivere io, ma per qualche ragione sono ancora incastrate in qualche parte della mia mente. Come per esempio questo altro passaggio del libro:

….per qualche istinto perverso, nel momento in cui mi lancio in un nuovo libro, mi prende la smania di fare una quantità di altre cose – non già, come spesso è il caso, per il desiderio di sfuggire all’impegno dello scrivere Ma perché sento di poter scrivere e fare altre cose. Quando ci prende l’impulso creativo, tale almeno è la mia esperienza – si diventa creativi contemporaneamente in tutte le direzioni.

Questa cosa succede pure a me, mi sono sempre sentita diversa e sola, non capisco alcune cose del mio comportamento, non capisco chi sono veramente io, chi diventerò e sopratutto cosa farò da grande.

Questo impulso creativo che mi succede anche quando sto cucendo, in quel momento lì la mia mente comincia a girare, e comincio a dirmi ah si dopo voglio fare questo e quello. Tante cose, che poi nel mio caso si fermano, la vita terrena, il presente, le persone accanto a me mi fanno capire che devo scendere dalla mia fantasia, la mia nuvola che la realtà è fatta di ben altro, di doveri e cose da fare e lì a me tutto si spezza e mi sento svuotata.

 

Ritornando a parlare degli scrittori che Miller consiglia è Cendrars, e una frase mi è piaciuta particolarmente.

Tu dai tutto ciò che si può dare. Non è colpa tua se la tua più intima essenza sfugge a ogni scrutinio.

Miller classifica Cendrars che tra l’altro è stato anche un suo amico, uno scrittore per scrittori perché per lui è uno da cui uno scrittore ha molto da imparare da Cendrars.

Per scrivere, bisogna essere dei posseduti e degli ossessi. Che cos’è che possiede e ossessiona Cendrars? La vita. Egli è un uomo innamorato della vita – et c’est tout.

Questo suo modo di parlare dei suoi amici, scrittori libri mi emoziona tantissimo, comincio a capire cosa significhi essere scrittori ma anche lettori. Starei qui a trascriverei tutti i passaggi che mi sono piaciuti fino ad ora ma mi fermo qui, anche perché sono ancora solo all’inizio di questa preziosa lettura. Una lettura che cambierà il mio modo di approcciarmi alla lettura ma anche alla scrittura.

Di questa lettura ne parlerò ancora, anche perché ho bisogno di scrivere di questo libro, non so se a spezzoni come questa prima parte o a termine del libro un post a se. Avanzando con la lettura vedrò cosa sentirò di dover fare.

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Scrivere bene è un gioco da ragazzi di Massimo Birattari

2.11.2015

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Finalmente arrivo al libro letto ieri! Ultimamente prendo in mano diversi libri e poi li abbandono subito, dovrò rimediare e cercarne di nuovi. Comunque avevo preso questo libro di Massimo Birattari, pensando un po’ a me ma sopratutto per i miei figli. Questo libro è destinato sia ai ragazzi che ai genitori o insegnanti. In fondo al libro si potranno trovare altri esercizi di scrittura, molto interessanti.

Un romanzo ma sopratutto un corso di scrittura. La storia c’è, i consigli pure come  gli esercizi che mentre si legge si possono comunque provare a fare, insieme ai nostri amici del romanzo.

Un maestro porta alcuni dei suoi alunni presso la casa di un suo vecchio professore che lo invitava con alcuni ragazzi a provare una macchina, che era riuscito a costruire. Una macchina che trasforma le parole scritte in realtà. Ma sono stati invitati lì con l’inganno perché una volta dentro i ragazzi vengono fatti entrare in questa macchina,  vengono a loro volta catapultati in una sorta di videogioco dove avranno infinite vite e se vorranno uscire da lì dovranno superare delle prove. Ovviamente queste prove sono di scrittura, e con l’aiuto del loro maestro riusciranno a superarle tutte. In ogni prova alla fine si possono trovare ottimi suggerimenti per scrivere un testo o altro.

Ho trovato questa idea di romanzo molto bella. Un’insegnamento per tutti i ragazzi che hanno difficoltà nel costruire una storia. Ma anche per noi adulti, non si è mai troppo vecchi per imparare.

Si avvicina Natale un regalo che sarà senz’altro apprezzato.

Scrivere bene è un gioco da ragazzi

Un corso di scrittura avventuroso come un romanzo

di Massimo Birattari

Feltrinelli Kids

Prima edizione 2013

Pag 171