Il gatto venuto dal cielo di Hiraide Takashi

25.10.2015

  

Ieri siamo stati a Berna per un Expo dedicata a Caravan e vita da campeggio. È stata una bella giornata anche se lo spazio dedicato alla mia lettura giornaliera è stato ridottissimo. Comunque prima di partire ho messo in borsa questo libro di Hiraide Takashi e sono riuscita a leggerlo. Questo romanzo di teletrasporta su una nuvola, è così leggero e così bello che non ti pare nemmeno un libro, ma una lunga poesia dedicata ad un gatto di nome Chibi, al rapporto tra l’uomo e il gatto. Il gatto così selvatico e l’uomo così avido di possedere e tener in braccio queste creature così selvagge. Nella vita di una coppia senza figli e animali, un giorno farà ingresso un piccolo gattino di nome Chibi, dal carattere vivace, curioso e indipendente. Il gatto però è di un bambino che vive li vicino, ma il gatto di notte e alcune volte di giorno farà iruzione nella loro casa, pian piano conquistando il loro cuore. Marito e moglie osservano il gatto, senza toccarlo e senza prenderlo in braccio e il gatto giorno dopo giorno andrà  fargli visita. Il gatto sembra aver due case, una con il bambino e una con loro, ma di chi è veramente questo gatto? Un giorno però il gatto muore e entrambe le famiglie si ritrovano a piangere  quel gattino tanto amato a loro. La coppia vorrebbe raccontare alla famiglia i bei momenti passati con il gatto ma loro sorpresi di aver saputo alla morte del gatto che avesse passato dei bei momenti con altra gente si sentono feriti. Invece il gatto aveva fatto breccia nei cuori di tutte le due famiglie e in modi differenti. Loro si limitavano di dargli da mangiare, una cuccia ed osservarlo senza mai toccarlo o prenderlo in braccio. Hiraide Takashi ha trascritto tutti questi momenti passati con il gatto e ne è uscito questo delizioso libro. Ho amato subito questo romanzo, la lettura è molto scorrevole e mette di buon umore e lascia un senso di pulito. Sarà che a sentir parlare di Futon, Tatami ho sempre in mente ambienti minuziosamente puliti e ordinati, con poche cose e aria armoniosa. Ecco leggere questo libro mette un senso di leggerezza. Fa bene al cuore e alla mente. Un prezioso regalo, visto che ci stiamo avvicinando al Natale. Un dono prezioso da custodire nella propria libreria. Questo libro va bene sia che siate amanti o no dei gatti. Una vera perla di romanzo.

Noi abbiamo un gatto che abbiamo chiamato Nerone, non sappiamo bene come è nato questo nome, ma sarà il fatto che quando era piccino era un piccolo gattino tutto grigio e  l’avevo chiamato piccolo Grisù, ma crescendo si è fatto tutto nero con una macchia bianca sul pancino e alla fine da Grisù è diventato Nerone. Lui non sta quasi mai in braccio, ma si fa coccolare e ammirare. Chiede la compagnia ma anche la solitudine. In una casa con quattro bambini un po’ di pace ogni tanto la vogliono pure gli animali.

Vi lascio che oggi è una splendida giornata, avrei tanto voglia di fare una bella passeggiata in montagna ma devo ancora iniziare il libro di oggi e ho una grande voglia di pulire casa. Sarà l’effetto giapponese del libro.

Buona giornata a tutti e buon inizio di settimana!

Il gatto venuto dal cielo

di Hiraide Takashi

Mondolibri

Titolo originale:猫の客 (Neko no kyaku)

Traduzione di Laura Testaverde

Prima edizione 2001

pag 132

Il piccolo cane di Kerstin Ekman

1.10.2015

  

Finalmente ottobre è arrivato, sono proprio contenta, con settembre e novembre sono dei mesi che adoro, tutto cambia e tutto si fa più calmo. Stavo pensando che vi avevo promesso un resoconto del mio primo mese di lettura, ma proprio non ci riesco, ora è già un mese e mezzo che ho iniziato questa avventura fra i libri ma i resoconti è meglio che li lascio perdere. Già è molto impegnativo leggere un libro al giorno e poi scrivere una recensione qui sul blog e con tutto il resto son già abbastanza impegnata. Comunque mi fa sempre piacere poter scrivere cosa una lettura mi abbia lasciato, ogni libro che leggo mi fa crescere sempre di più e sopratutto mi tiene compagnia. Ieri ho pure acceso per la prima volta il camino, non è che ce n’era assoluto bisogno ma non vedevo l’ora di poterlo accendere e incantarmi ad osservare le fiamme. La lettura di ieri mi ha portato pure in pieno inverno, in mezzo la neve e i boschi e il camino acceso andava benissimo!
Come già vi ho accennato amo particolarmente gli autori del nord, il libro di ieri è stato scritto da una scrittrice molto famosa in Svezia, si tratta di Kerstin Ekman, 82 anni e autrice di una serie di romanzi gialli, ha pure ricevuto diversi premi.

Il piccolo cane è un piccolo romanzo che racconta la triste ma coraggiosa storia di un cucciolo di cane (presumo di taglia grossa) che si perde  in mezzo ad un bosco ancora nell’età con i denti da latte, si ritrova da solo in mezzo la neve, con il pelo tutto bagnato, cerca riparo ai piedi di un abete e pian piano imparerà a cacciare, si sposterà fino a quando incontrerà un cacciatore che con il tempo diventeranno buoni amici.

Una storia proprio bella per gli amanti della natura e gli animali, dentro di me incoraggiavo il piccolo cane: ” dai che ce la fai” . Volevo trovarmi io in quel bosco, per poter prendere in braccio quel cucciolo e portarlo a casa al calduccio, mi faceva pena, un cucciolo di cane da solo al freddo in mezzo ad un bosco, tristissimo. Ma è stato appunto coraggioso, crescendo ha imparato da solo a difendersi, con il suo tartufo ha riconoscere tutte gli odori che lo circondavano. Un bellissimo libro che resterà per sempre con me.

Il piccolo cane

di Kerstin Ekman

Edizioni Cairo

Traduzione di Carmen Giorgietti Cima

Prima edizione ottobre 2011

Titolo originale: Hunden

pag 108

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda

23.09.2015

Oggi storia cortissima, compleanno del marito e quindi le attenzioni della giornata sono rivolte tutte a lui. Stavo cercando un’ebook quando mi sono ricordata di questo libro dei miei figli, un regalo di un qualche Natale fa. Così ho abbandonato la ricerca degli ebook e mi sono immersa per un’oretta in questa deliziosa lettura, rivolta sopratutto ad un pubblico giovane. La prima cosa che mi ha fatto ricordare è il libro del Gabbiano Jonathan Livingston, perché  il gabbiano aveva dei sogni quelli di imparare a volare ma per questo è stato esiliato dal suo gruppo ed è partito da solo per poter fare quello che voleva e in questo libro di Luis la protagonista è una lumaca che si pone tante domande ma le lumache anziane non sono contente di questo suo modo di pensare e così la minacciano di  cacciarla  e così offesa la lumaca decise di andarsene lei e di ritornare solo quando avrà trovato le risposte che voleva e così inizia il suo lento cammino tra fili d’erba e foglie di tarassaco fino a quando incontrerà una tartaruga.

  
È la prima volta che leggo qualcosa di Luis Sepúlveda e sono rimasta contenta di questa lettura anche se destinata ai bambini.

  
Oggi è proprio una giornata fredda, qui tira un vento e piove. Si vedono già le prime foglie colorate che volano libere nell’aria, segno che l’autunno è alle porte.

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

di Luis Sepúlveda

edizioni Ugo Guanda Parma

Prima edizione 2013

Titolo originale: Historia de un caracol que descubrió la importancia de la lentitud

Traduzione di Ilide Carmignani

Illustrazioni di Simona Mulazzani

pag 95