Il giardino dorato di Harry Bernstein

26.11.2015

  

 Non riesco a portarmi avanti con i post, sono sempre di qualche giorno indietro. Troverò il tempo, prima o poi di pareggiare 🙂 Per ora procedo lenta lenta. Si avvicina l’ultimo mese dell’anno, il più caotico, c’è sempre un casino di cose da fare, con il lavoro ma anche in casa, la contabilità, la casa da riordinare, preparare i regali, scrivere biglietti di buone Feste, ecc… Mi sa che fino alla fine di dicembre il blog sarà sempre un po’ indietro, le letture procedono ma come già detto in altri post, il difficile è riportare il libro letto qui sul blog. Ho trovato questo libro da emmaus, negozio di oggetti di seconda mano, a volte ci si può trovare dei bei libri. Il giardino dorato l’avevo preso tempo fa, la descrizione mi ispirava; la storia di un uomo e una donna, che s’innamorano ad un ballo nella Webster Hall di New York. Si sposano subito e decidono di andare ad abitare in un appartamento a New York, poi la vita tra gli alti e bassi, come in fondo tutti, ma in più c’era la Grande Depressione, la guerra mondiale, ecc…ma nonostante questo sono andati avanti, sono arrivati pure due figli. La storia è raccontata da lui, che ora ha novant’anni e cerca di ricordarsi tutti i settant’anni vissuti insieme alla sua dolcissima moglie e lo racconta con una certa malinconia (comprensibile). Una coppia tenerissima che resterà per sempre nel mio cuore. A volte le storie d’amore vengono raccontate da persone più o meno giovani, ma sentirle così da una persona molto in là con gli anni mi ha fatto una certa tenerezza.

Non mi resta che consigliarvi questa bella  lettura.

Il giardino dorato

di Harry Bernstein

Piemme

Prima edizione 2009

Titolo originale: The Golden Willow

Traduzione di Velia Februari

pag 233

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La città che profuma di coriandolo e di cannella di Marie Fadel e Rafik Schami

16.11.2015

Ho letto questo libro in un baleno, la lettura è bella e ti trasporta fra le vie di Damasco, gustando la sua storia e la sua cucina. Un ricettario ma che in se racchiude diverse storie, man mano che si percorrono le vie di Damasco facciamo conoscenza di vari personaggi (parenti, amici dello scrittore) che alla fine di ogni racconto lasceranno una o più ricette. Ognuno di loro avrà una sua ricetta personale legata alla sua famiglia o tradizione.

Ma non solo cucina, c’è anche la storia di Damasco, le guerre, le conquiste. Un libro che ti porta dentro in quelle vie, che ti fanno assaporare ogni passo, ti sembra quasi di essere li, in quella splendida terra. Un mix di spezie, racconti e storia. Un libro perfetto per chi ama la cucina in generale e i racconti legati alla cucina ma anche di Damasco. Io non ci sono mai stata e non so quasi nulla di li ma grazie a questo libro ho potuto assaporare il profumo delle spezie dei mercati, che si trovano lungo le vie di Damasco, assaporare una buona insalata di pane, sentire la calda ospitalità, li si cucina già per molte persone in più perché sanno che magari avranno visite e che si fermeranno a pranzo o a cena. Insomma questa ospitalità da un calore umano al libro, ora che ospito mio fratello e sua moglie a casa nostra sento quanto sia bello vivere così in tanti, come sia bello cucinare e mangiare in compagnia. La nostra casa è aperta e anche noi un piatto in più c’è sempre per qualche ospite inatteso. Anche se non avessi nulla in quel momento mi metterei a cucinare solo per quella persona, per me è così, sento dal profondo che è così che non è altrimenti. Ma è una cosa rara qui da noi, le persone se ti ospitano, pensano già subito quando te ne andrai, lo si può leggere benissimo nella loro mente, dall’atteggiamento…La solitudine, la pace, il silenzio è una cosa bella ma la si assapora meglio dopo una bella giornata, pranzo o cena passati tutti quanti insieme.

Per finire vi lascio i soliti dati per leggere questo meraviglioso libro, volevo aggiungerlo su anobii ma non l’ho trovato!

La città che profuma di coriandolo e di cannella

di Marie Fadel e Rafik Schami

Garzanti

Titolo originale: Der Geschmack einer Stadt

Traduzione di Paolo Scopacasa

Prima edizione: 2002

pag 192

 

PS: Tenere ogni giorno questo diario è faticoso, ma sento che devo farlo e anche se sono in ritardo di due o tre giorni lo scrivo, perché ogni libro devo appuntarmelo, devo scrivere quello che mi ha lasciato, anche se un libro magari non mi è piaciuto, anche se ho dovuto saltare pagine per arrivare alla fine. Non è che posso cambiare un libro così facilmente, lo devo leggere in un giorno e capire subito se un libro mi piacerà, non sempre è facile. Anche perché magari a volte non è che abbia tantissima scelta. Leggo quasi esclusivamente libri dalla biblioteca, acquisti non ne faccio, a volte qualcuno mi passa dei libri ma dei giorni sono veramente faticosi, perché la lettura magari non scorre bene, il libro mi annoia e mi chiedo ma quanto mai ho iniziato una cosa simile. Sono arrivata a tre mesi e in questi tre mesi ho sempre letto, un libro al giorno, da poesie, racconti, romanzi. Non è importante cosa ma l’importante è che legga qualcosa che mi vada bene in quel dato giorno, se un giorno avrò voglia di un fumetto, fumetto sia! Ho solo abbandonato la lettura digitale, leggere su uno schermo mi stanca e non mi sembra nemmeno di leggere. Peccato perché la scelta sarebbe anche più ampia, più veloce e istantanea. In questo momento stavo pensando di inserire magari la lettura di un intero giornale, io non li leggo mai anche perché non siamo abbonati, ma leggere tutto un giornale sarebbe anche bello, leggere tutto d’un fiato tutte le notizie, dalle informazioni del giorno, i fatti, le previsioni, cinema, teatro, ecc… sicuramente lo farò!  A volte mi sento in colpa di aver letto un libro per ragazzi o un libro di neanche cento pagine, ma devo capire che per me l’importante è prendere un libro e leggerlo e che io voglia leggerlo non tanto per leggere ma leggere per guarire, leggere per sognare, leggere per viaggiare, leggere per volare.

 

La ragazza porcospino di Katja Rohde

15.11.2015

  

Ho scelto questo libro pensando un po’ a uno dei miei figli, costretto ad andare in una scuola speciale per via del suo problema specifico per il linguaggio. Abbiamo pensato che fosse autistico, dislessico, qualsiasi cosa pur di trovare un nome alla sua “malattia”. Se ti dicono tuo figlio è …. puoi iniziare da li, ma nel nostro caso non abbiamo mai avuto una diagnosi definitiva, da quando ho capito che non parlava molto ho cominciato a studiare per conto mio, giochi o esercizi da fare con mio figlio ma nulla è servito. Tutti mi dicevano che si sbloccherà ma nulla. Non so mai che dire, sono arrivata a pensare di insegnargli il linguaggio dei segni, ma a scuola mi dicono che è troppo presto che bisogna aspettare che lui cresca ancore e che riesca ad imparare tutte le parole come tutti quanti noi. Ma a volte le braccia mi cedono, ho voglia di buttarmi a terra e pensare che intanto non cambierà nulla. Continueremo a restare in questo limbo per chissà quanto tempo. Ritornando al libro ho pensato di trovare un aiuto o qualcosa che mi confortasse ma invece è una testimonianza di una ragazza super intelligente ma rinchiusa nella sua pelle da porcospino, vorrebbe essere come uno di noi, poter parlare come noi, ma le parole che il suo cervello pensa le escono distorte e gli altri non la capiscono. Dev’essere bruttissimo, sapere di sapere e non poterlo esprimere. Questo mi ha fatto pensare al mio bambino, chissà se dentro di lui c’è qualcosa o sa delle cose ma non riesce a farle/dirle. Chissà magari è colpito da una lieve forma di autismo o non so, tutte cose che mi vengono da pensare. Nel libro non ho trovato molto, forse alcuni stati d’animo mi sono famigliari, il dover frequentare una scuola speciale gli stimoli per imparare si riducono, saranno più mirati ma il dover passare un’intera giornata con altri bambini con altri problemi, magari uno che urla, uno che ti tocca continuamente, può essere frustrante. Quando il mio piccolo porcospino ritorna da scuola si isola subito, in un posto dove può trovar pace e se anche una parla con voce un po’ grossa, lui si mette ad urlare e piangere dicendo che facciamo troppo rumore e che gli provoca mal di testa.

Ecco questi sono i libri che mi piacciono, sono i libri che tirano fuori parti di me, di noi. Che siano belli o brutti ma che mi permette di poterli scrivere e girarci intorno, scoprire alcune cose che magari non ho fatto caso prima. Questo mio anno di lettura mi permette tramite alcuni libri di curare e aggiustare parti infranti di me o di noi.

Anche se non ho trovato quello che avrei pensato di trovare vi consiglio questo libro, ma dovete avere una mente aperta, non è un romanzo che si giudica per la storia in se ma è proprio per il coraggio di questa ragazza autistica che è riuscita a scrivere, con l’aiuto di sua madre questa bella e incredibile testimonianza.

La ragazza porcospino

di Katja Rohde

Corbaccio

Prima edizione 1999

Titolo originale: L’Enfant Hérisson

Traduzione di Lucia Corradini Caspani

pag 140

Vita con Dagmar di Dorothee Lehmann

6.11.2015

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Ieri sono andata completamente in panico, non riuscivo a trovare nessun libro da iniziare, quello che avevo preso in biblioteca era troppo lungo e non mi andava di iniziare un libro per ragazzi. Quelli che mi rimangono dell’altra biblioteca non mi ispirano più, così mi sono ritrovata a passare uno ad uno tutti i libri di casa e nel frattempo ho spolverato pure la libreria con i libri dei bimbi. Alle otto di sera finalmente trovo qualcosa! Una storia vera, anche se molto datata, io non esistevo ancora ma leggendo la piccola descrizione mi ha attirata.

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Una giovane coppia sono in attesa del loro primo figlio, ma alla nascita scoprono che la loro bambina è affetta della sindrome di Down, dopo un piccolo periodo di rifiuto, di paura si innamorano di questa bambina che i dottori dicevano che non sarebbe potuta vivere a lungo a causa per un problema al suo cuore. Ma questa bella bimba ha trovato tanta forza per continuare a vivere e farsi forza anno dopo anno, diventando sempre più forte. Il diario di questa mamma è molto bello perché racconta solo quasi esclusivamente momenti belli, avrebbe voluto aggiungere anche i momenti no ma non voleva che altri genitori di questi bimbi si sentissero male per ciò che gli aspetta. Perché sia che il bambino sia normale o no la vita ci riserverà comunque momenti belli e momenti bui. Lei ha voluto mettere in risalto ciò che era bello, le qualità, sopratutto il momento in cui si è resa conto di essere orgogliosa della propria figlia. Quando era nata non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno sua figlia la rendesse così orgogliosa, perché all’inizio c’è solo la paura e ti chiedi ma perché a me? E ora?

Questo tema lo sento anche un po’ mio. Non ho figli affetti da sindrome Down ma il mio terzo figlio ha un forte ritardo nel linguaggio che ora che ha dieci anni non si può più parlare di ritardo ma di un disturbo specifico nel linguaggio. Ha iniziato a parlare tardi ma ci siamo resi conto presto che non riusciva a dire alcune parole come il semplice si a lui usciva solo iiiii, il nome Simone per lui era tipo “limone” o “imone” con il tempo tanti vocaboli siamo riusciti che li pronunciasse bene ma ci sono ancora una marea di vocaboli che gli escono nel linguaggio che lui si è creato per poter comunicare, noi lo capiamo ma chi ci circonda un po’ meno. Finita la scuola dell’infanzia è stato spedito nella scuola speciale perché non avrebbe potuto seguire un programma delle elementari, anche se lui è un bambino perfettamente normale. Avendo quattro figli ho notato la differenza, i primi due sono cresciuti circondati di amici e inviti a compleanni e invece lui è sempre rimasto solo, nessuno lo ha mai invitato ad una festa di compleanno e quando lui invitava qualcuno se ne presentavano uno o due ma no che dico solo uno! Questa cosa penso che fa più male a me che a lui, lui non ci ha mai fatto caso o forse si, chi lo sa è sempre molto silenzioso e non è quasi mai triste, è un bimbo solare ma che ama stare per i fatti suoi.

Alla fine anche se all’inizio la scelta del libro sembrava impossibile sono riuscita a trovare una lettura che per giunta mi ha fatto sentire a casa. Che bisogna catturare gli aspetti positivi, non soffermarsi solo a questo non lo sa fare, quello non lo imparerà mai. Non dobbiamo pensare che nostro figlio diventerà come un bambino normale che ha potuto seguire il proprio percorso in questa normale vita. Chissà magari nostro figlio da grande sarà un ottimo maestro di yoga perché lui ogni tanto si mette nella posizione del loto e sembra emanare una luce che si diffonde per tutta la casa. Questo pensiero mi è venuto ora pensato a qualcosa di positivo.

Basta pensare a cose negative, bisogna avere sempre un pensiero positivo perché se no rimaniamo fermi e l’ansia presto si presenterà alla porta.

Non vi so dare particolari annotazioni di questo racconto perché si trova incluso in un libro con dentro cinque storie. (vedete foto all’inizio)

Vita con Dagmar 

di Dorothee Lehmann

1988

Racconto incluso in questo libro:

Selezione della narrativa mondiale – Periodico mensile

con Bersaglio fatale, Vita con Dagmar, Balla coi lupi e Judith-Rose.

Selezione dal Reader’s Digest

Straziami ma di tofu saziami di Paola Maraone e Paola La Rosa

27.10.2015

  

Straziami ma di tofu saziami è un romanzo comico anche se molto banale e troppo lungo, sarebbero bastate centocinquanta pagina e invece è un romanzo con oltre trecento pagine. La scrittura scorre, ma il contenuto lascia un po’ perplessi. Io sono vegan ma il personaggio maschile della storia che è vegan pure lui l’ho odiato, detestato fin dall’inizio. Non potrei starci nemmeno cinque minuti con un tipo così. Dicono che è un libro autobiografico ma un tipo così dove lo trovi? Sarà stato solo bello. Insomma io sono veg ma non obbligo nessuno a diventarlo, se mi va do qualche spiegazione e tutto li. Mi da un fastidio chi vuole trascinare con se con i propri ideali. Alla fine l’ho trovato troppo pesante, come pure certe battute che pur facendomi ridere mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca. Invece mi sono molto ritrovata con il personaggio principale della storia, una donna che quando si mette con qualcuno fa di tutto per piacergli e gli viene incontro cambiando, se sta con un tipo che fa palestra si mette pure lei a farlo, se è un tipo che va in montagna anche lei ci va, ecc… Pure io ho un carattere molto simile, ma ovviamente c’è un limite che non si supera, in una coppia bisogna venirsi in contro. Ogni tanto mi metto a guardare un film con mio marito anche se non mi piace, ma lo faccio con piacere per fare qualcosa assieme. Io ho tante passioni ma di certo non obbligo nessuno della famiglia a seguirmi, ogni tanto si condivide tutti assieme una certa attività. Invece questa donna quando conosce questo tizio vegano, ne rimane affascinata e si innamora. Carnivora com’è accetta ugualmente di diventare vegana, ma durante la storia peccherà con qualche fetta di panettone, affettati, ecc…ma perché non c’è l’idea di fondo, diventare vegan o qualsiasi altra cosa che sia bisogna che parta dal nostro cuore perché sennò è superficiale, basterà essere un po’ giù di morale per affondarci su un pasticcino o un pezzo di pollo.

 

Comunque se volete leggerlo non aspettatevi un granché ma certamente qualche risata ve la farete certamente.

Straziami ma di tofu saziami

Paola Maraone e Paola La Rosa

Rizzoli

Prima edizione 2015

Pag 338