10 libri dalla mia esperienza un libro al giorno

Oggi non me ne sono scordata, è venerdì e scrivo il post delle #1ocose!  In questi giorni ho ripreso (finalmente) a svegliarmi presto (tra le 5.00 e le 5.30) per poter uscire e fare una passeggiata un po’ lunga, con la mia cagnolina Stella! Mi piace camminare fra le vie del paese a quell’ora, non c’è in giro nessuno e l’aria è decisamente fresca! Stamattina erano 12 gradi! Al ritorno mi preparo la colazione, dopo un’oretta di camminata la fame si fa sentire, un caffè di cereali, pane e marmellata (se c’è  nutella veg!). Queste temperature già autunnali mi hanno messo tanta voglia di creare, così in questi giorni sto cucendo alcune cose tutte per me! Ve ne parlerò e ve le mostrerò in un prossimo post! Avevo pensato di scrivere la seconda parte del post ansia, dove vi parlavo delle cose che mi mettevano ansia e oggi avrei voluto scrivere delle cose che faccio per combatterla e prevenirla, penso che lo farò venerdì prossimo! Ora ci tengo di più a questo post, perché l’altro giorno mi sono soffermata a leggere alcuni miei vecchi post di quando leggevo un libro al giorno e mi era venuta l’idea di scegliere alcuni libri che avevo letto e che mi erano piaciuti parecchio. Leggere un libro al giorno non era una sfida ma una cura per un periodo no della mia vita e che ho voluto combatterlo in questa maniera. L’idea era di portarla avanti un anno intero, ma non ci sono riuscita, ma ho resistito quattro mesi! Comunque vi lascio la lista dei dieci libri che ho amato leggendo un libro al giorno qualche anno fa! Alcuni libri non me li ricordavo proprio più!

1)Gli umani di Matt Haig la recensione la potete trovare cliccando QUI questo libro mi è piaciuto tantissimo sopratutto  per la lista dei 97 consigli che lascia a suo “figlio”! Ve ne ho citati alcuni! Peccato averlo preso in biblioteca! Lo metterò in lista su amazon, mi piacerebbe rileggerlo!

2)Rosa candida di Audur Ava Olafsdottir la recensione la potete trovare QUI  non mi ricordavo di aver letto questo meraviglioso libro, che parla di amore, natura, fiori e giardinaggio. Il viaggio di un giovane ragazzo, rimasto solo con il padre perché la madre muore in un incidente stradale (ora non ricordo se quando lui era piccolo o quando era già grande), accetta di occuparsi di un giardino in un monastero nel nord Europa. Scrivendo questo mi si sta riapparendo la storia e di quanto mi era piaciuta! Un altro libro da tenere a casa!

3)Cattiva ragazza di Justine Lévy la recensione la potete trovare QUI   un altro libro che parla di una mamma morta o forse morente, una scrittura tagliente ma che tanto mi ci sono ritrovata. Ho iniziato questo percorso di unaletturalagiorno anche per superare il dolore di aver perso mia madre, da un giorno all’altro e questi libri che parlano di mamme che non ci sono più, mi fanno star bene anche se tristi, crudeli…non mi fanno sentire sola! Ora seguo Justine su Instagram e adoro le sue fotografie, sono così reali, anche se sfuocate, mosse, sono particolari sanno di vita vera, sono stufa di quelle fotografie perfette, nitide, colori sgargianti…in fondo la vita com’è? Sempre così perfetta? O siamo in movimento, a volte sfocati, vestiti un po’ così, facce tristi o arrabbiati…perché abbiamo questa voglia di apparire perfetti sui “social”?

4)La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier per la recensione QUI Ho sempre detto/scritto di non aver apprezzato molto questo libro, ma da quello che avevo scritto allora mi era piaciuto parecchio, si vede che leggendo altri suoi libri ne ho trovati dei migliori e ho un po’ dimenticato questo!

5)Neve di Maxence Fermine per la recensione QUI  Libro piccolino che parla di amore e poesia ma anche di morte e di vita. Il racconto di un giovane che vuole diventare un poeta! Super consigliato!

6)Donna alla finestra di Catherine Dunne per la recensione QUI    Adoro i romanzi con storie un po’ tragiche e con descrizioni così meticolose! Mi ero ripromessa di leggere altri suoi libri e ancora non l’ho fatto! Sarà meglio rimediare!

7)Se la vita che salvi è la tua di Fabio Geda per la recensione QUI I miei figli hanno avuto l’onore di conoscere Fabio Geda dal vivo, è venuto alla loro scuola e hanno potuto fargli diverse domande! Io non ho mai conosciuto nessun autore e spero un giorno accadrà! Fabio Geda ha scritto pure una trilogia/saga (mi sembra) Berlin, non ho ancora avuto modo di di leggerla ma penso che questo autunno la cercherò in biblioteca e la leggerò! Ma questo libro parla di tutt’altro, un uomo che decide di scappare invece di affrontare il presente! Una bella storia che fa riflettere!

8)Le nostre separazioni di David Foenkinos per la recensione QUI  Una coppia che continua a lasciarsi ma quando sono lontani sentono il bisogno di ritornare insieme, arrivano fino all’altare ma anche lì succede qualcosa che li separerà ancora! Mi era piaciuto tantissimo questo piccolo romanzo!

9)Verrà il vento e ti parlerà di me di Francesca Barra per la recensione QUI Forse il meno bello in questa lista, ma alla fine questo romanzo mi era piaciuto,  parla di famiglia e tradizioni!

10)L’arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker per la recensione QUI Arrivata  al decimo libro mi sono accorta di aver scelto quei libri che mi hanno fatto star meglio, come dicevo prima che avevo scelto di leggere un libroalgiorbo come una cura dal male ed è stato così, ho trovato alcuni libri che hanno cicatrizzato alcune ferite, ritrovato la gioia di vivere, la gioia di fare, la gioia di amare, libri che ti mettono a posto tutto… grata all’autore o autrice per aver scritto un libro che ti abbia fatto star bene e questo è uno di questi! Un libro pieno d’amore, tanti insegnamenti, un libro da leggere assolutamente!

Eccomi arrivata alla fine di questo post delle #10cose del venerdì! Ho ancora da postare alcuni giorni del #augustbreak2017 e finire quello dei preferiti!

A presto e a risentirci ad un prossimo post!

 

 

 

La gita di mezzanotte di Roddy Doyle

11 gennaio 2016

  

  

Ieri avevo iniziato a leggere un altro libro, un libro di De Luca ma che stentavo andare avanti nella lettura, mi fermavo ogni due tre righe e guardavo quanto mi mancava di finirlo. Un po’ pesante forse, oppure non il momento giusto. Comunque l’ho abbandonato e scelto un libro di Roddy Doyle, un libro per ragazzi, bambini. Una bella storia anche se per me forse un po’ troppo noiosa ma che alla fine sono riuscita a leggere in un paio di ore e questo vuol dire che forse troppo noioso non lo era.

Forse ho trovato la storia troppo femminile, la mancanza di un personaggio maschile anche se a volte descritti ma rimasti troppo dietro le quinte. La storia di quattro donne, una bambina, la madre della bambina, la nonna e la nonna bis fantasma. La nonna si trova all’ospedale e non sta per niente bene, ha paura di morire ma la sua mamma (il fantasma) è ritornata per dirle di non aver paura. La bambina, un po’ insolente non le piace andare a trovare la nonna, non per lei ma per l’ospedale che non le piace per niente. Ma assiema a sua mamma porteranno la nonna nella sua ultima avventura che la porterà fuori da quel ospedale per andare a visitare di nuovo la casa dove lei era cresciuta. Partiranno tutte e quattro, un viaggio di notte che le riporterà a casa solo alle prime luci del mattino.

 

L’unico punto come detto prima è proprio l’assenza di personaggi maschili, anche se nella storia ci sono, il padre della bambina, i fratelli… ma che non hanno quasi nessun ruolo nella storia, rimangono quasi invisibili. Non so perché questo mi abbia dato un po’ fastidio, forse era solo una cosa che mi era venuta in mente mentre leggevo. Per il resto è una bella storia, semplice ma carina.

Un libro per voi ma anche per i vostri figli :-)))

La gita di mezzanotte

di Roddy Doyle

Salani Editore

Titolo originale: A greyhound of a girl

Prima edizione: 2011

Traduzione di Alessandro Peroni

pag 158

 

Doppio sogno di Arthur Schnitzler

10 gennaio 2015

 

Forse non tutti sanno (io per esempio non lo sapevo) che da questo libro, Stanley Kubrick ne ha realizzato un film “Eyes wide shut” con il bellissimo Tom Cruise e Nicole Kidman. Il film è del 1999 e l’avevo già visto ma non compreso poi così tanto bene. Ieri durante la giornata ho letto il libro e alla sera, dopo aver messo (con fatica) a letto i figli mi sono guardata il film (che tra l’altro è anche lungo). Personalmente ho adorato sia il libro che il film. Il libro è stato scritto da Arthur Schnitzler nel 1925 e il protagonista della storia è Fridolin, un dottore sposato con una donna bellissima di nome Albertine e hanno una bambina di sette anni (mi sembra), vivono nella Vienna del XIX secolo. Il film invece viene ambientato negli anni 90 e i protagonisti cambiano nome, lui diventa Bill Harford e la moglie Alice.

Il libro racconta la storia di una coppia (quella di Fridolin e Albertine), più precisamente la crisi di una coppia, sogni di tradimento vengono raccontati, occasioni di tradimento vengono a crearsi, gelosie e non gelosie. Il libro è basato su questo, sulla coppia e il tradimento. Un tradimento mai avvenuto se non in sogno, un sogno che la moglie racconta al marito. Il marito ne rimane turbato e gli si presenterà diverse occasioni, per un tradimento verso la moglie che invece lo ha sognato, un sogno dove lei lo tradiva e lo derideva. Ma non riuscirà mai ad arrivare all’atto del tradimento . Non voglio svelarvi proprio tutto, ma vi voglio ugualmente riportare un pezzetto del libro, anzi il finale. Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di leggere prima il libro e poi tornare a trovarmi ma se siete curiosi continuate pure 🙂

Eyes_Wide_Shut

(screenshot dal film)


 

<<che dobbiamo fare, Albertine?>>

Lei sorrise, e dopo una breve esitazione rispose: <<Ringraziare il destino, credo, di essere usciti incolumi da tutte le nostre avventure…da quelle vere e da quelle sognate>>.

<<Ne sei proprio sicura?>> chiese Fridolin.

<<Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità>>.

<<E nessun sogno>> disse egli con un leggero sospiro <<è interamente sogno>>

Albertine prese la testa del marito fra le mani e l’attirò a sé. << Ma ora ci siamo svegliati…>> disse <<per lungo tempo>>

Per sempre, voleva aggiungere Fridolin, ma prima ancora che pronunciasse quelle parole, lei gli pose un dito sulle labbra e sussurrò come fra sé: <<Non si può ipotecare il futuro>>.


Nell’edizione che ho trovato in biblioteca alla fine del racconto ci sono delle interessanti e utili note di Giuseppe Farese.

Un libro da leggere assolutamente, come pure la visione del film! Il libro mi ha talmente presa che lo comprerò da tenere a casa  per poterlo rileggere.

Doppio sogno 

di Arthur Schnitzler (1862-1931)

Adelphi Edizioni

Titolo originale: Traumnovelle

pag 114

Il gatto dagli occhi d’oro di Silvana De Mari

9 gennaio 2016

  

Che bello quando una persona pensa a te, che sia con un semplice messaggio o come nel mio caso con un libro. Appena ricevuto e subito letto. Conosco Silvana De Mari per via de “L’ultimo elfo” che mi era piaciuto veramente tanto. Il gatto dagli occhi d’oro non è da meno, anzi una deliziosa lettura che ti proietta pure in altre letture come per esempio in Harry Potter o nel Signore degli Anelli.

Un libro che tratta temi forti come per esempio la violenza sulle donne, l’integrazione sociale, la povertà; ma nel libro si leggono con leggerezza pur rimanendo importanti. Penso che sia un libro rivolto a dei ragazzi/e delle medie ma io l’ho letto veramente con piacere e sopratutto apprezzato.

Fin da subito ho adorato la protagonista della storia, una ragazzina di undici anni, povera e con una mamma che ama e che adora. Lei si chiama Leila come la principessa Leila in Guerre Stellari. Sua madre per essere felice le basta sapere che sua figlia respiri, non ha nessuna aspettativa. Iniziando le medie in una nuova scuola si troverà confrontata con altre realtà. Ma si integrerà bene, farà nuove amicizie, troverà un cane che la renderà felice, come pure sfamare un gatto scheletrico dagli occhi d’oro.

Un misto tra narrativa e fantasia. Un libro che finisce bene, anzi fin troppo bene; il finale quasi scontato, ma che non rovina la storia.

Se siete curiosi di leggere questo libro vi lascio i dati per cercarlo:-)

Il gatto dagli occhi d’oro

di Silvana De Mari

Edizioni Giunti

Prima edizione 2015

pag 210

 

PS: Un po’ spiccia oggi, ma ho dormito tremendamente poco stanotte (un paio di ore) e le parole stentano ad arrivare. 😉

 

Love Story di Erich Segal

8 gennaio 2016

(SE NON AVETE ANCORA LETTO O VISTO IL FILM SPOILER!!!)

  
 
Non so se ho ricominciato veramente con leggere un libro al giorno, ma oggi sul divano dinnanzi ad un bel fuoco mi sono letta questo libro. Il film è uscito per la prima volta per San Valentino, precisamente il 14 febbraio del 1970 e non ero nemmeno nata e molto probabilmente pensata. Il film l’ho adorato come pure la colonna sonora. Non sapevo dell’esistenza del libro fino a giovedì, giorno in cui mi reco di solito in biblioteca alla ricerca di libri.

  
 
Non ricordo quando è stata la prima volta che ho visto il film, ma mi ha incantato con la sua colonna sonora e la storia anche se drammatica. Insomma i film che finiscono sempre bene dopo un po’ annoiano e non rimane niente. Love Story dopo tutti questi anni è rimasto con me, non so se è anche stato per la musica veramente stupenda.
 
Povertà e ricchezza. Salute e malattia. Amore sconfinato. Amore che finisce.

Amare significa non dover mai dire: mi spiace.

Il libro  termina così con questa frase che a volte mi ritrovo a pensarla o anche a dirla. Essere capaci a non arrivare a mai dire mi dispiace è cosa da pochi. A volte le cose ci sfuggono, non le vediamo e poi quando ce ne accorgiamo è troppo tardi. Troppo tardi per dire mi dispiace, il tempo è passato. Rimane solo il dolore.

  
Love Story è così, non è una storia d’amore tutta con parole dolci ed effusioni romantiche. In Love Story l’amore arriva dove non ci si aspettava che arrivasse, dove due ragazzi così diversi si innamorassero. L’amore arriva, ti pugnala e non puoi più farci niente. È lì e la senti. Nel tuo cuore, nella pancia. L’amore in Love Story ti trascina dentro in una storia vera, due ragazzi si amano e anche se sono diversi, uno ricco e l’altra povera con genitori con delle aspettative, loro continuano ad amarsi. Sono giovani e si sposano. La povertà non fermerà il loro amore. Ma quando le cose cominceranno andare meglio lei si ammalerà. Una malattia che la farà morire presto, pochi mesi le resteranno da vivere. Ecco l’amore finisce lì. Con la morte. Non è giusto, ma è così. Così che succede in Love Story. Una storia d’amore così intensa e viva che non penseresti che potrebbe finire. Invece, purtroppo finisce.

Ma il bello di questo libro o meglio film (visto che ho amato di più il film) è che ti fa rendere conto della vita, la nostra vita; non quella dentro un film. La vita reale, quella che ti fa vedere la felicità ma poi te la può anche togliere. Alla fine passiamo tutta la vita a rincorrere questa felicità, che continua a sfuggirci di mano. Alla fine moriamo pure noi, presto o tardi. Amici, amori, parenti. Tutti moriamo che siamo stati felici o no.

Per me il 2015 è stato un anno duro, tosto. Nella famiglia, nell’amore, un po’ in tutto. Andava male, poi mi riprendevo e poi tac! Di nuovo in fondo. Un su e giù continuo. Un su e giù che però mi ha portato ad essere più forte e anche con nuovi pensieri e obiettivi. La vita è una sola e dobbiamo essere capaci di viverla, anno dopo anno, felici o non felici.

Da piccola sono stata fortunata, avevo dei bravi genitori. Ogni giorno avevo la possibilità di vedere i miei nonni, tutti e quattro. Ogni Natale sotto l’albero c’era una marea di regali, per noi, per tutti. La povertà, la cattiveria non sapevamo nemmeno cos’era. Eravamo felici. Poi si cresce, pure i genitori crescono, come pure i nonni; poi quest’ultimi cominciano a morire, uno dopo l’altro. Cominci a renderti conto che non è per sempre la felicità. Che bisogna cominciare ad accettare la perdita, il cambiamento. Poi continui a crescere, un incidente improvviso ti porta via un genitore. Il mondo come prima lo conoscevi non esiste più. Il terreno sotto i tuoi piedi non è più stabile. Ti senti sola anche se sola non lo sei. Prima accettiamo che in questa vita nulla vivrà per sempre meglio sarà. Dobbiamo imparare a goderci e vivere bene i momenti belli che la vita ci regala. Accettare i momenti bui e trarne la forza necessaria per affrontare i prossimi.

Forse mi sono allontanata un po’ troppo dallo scopo del post, ma in fondo voglio pure scrivere le emozioni che un libro mi lascia. Sarò anche un po’ pessimista oggi ma come possiamo non esserlo, a volte.

Oggi non vi consiglio solo il libro ma anche il film, che se ancora non l’avete visto vi consiglio la visione. La lettura è un po’ spiccia e per questo il film è meglio!

Love Story

di Erich Segal

Editore: Garzanti

Prima edizione: gennaio 1971

pag 134

Traduzione di Maria Gallone